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buttato dentro il 23 febbraio 2005 |
alle ore 13:20 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, web |
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Ho l’onore di annunciarvi che, dopo essermi fatto registrare, sono l’operatore della chat ufficiale sulla Valle d’Aosta di Azzurra.org, #valdaosta.it. Per venire a trovarmi, cliccate qui
Speriamo duri…
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buttato dentro il 22 febbraio 2005 |
alle ore 12:13 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie demenza giovanile |
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Il terzo figlio di Beckham si chiama Cruz, ed è nato da poco. Sembra che la cosa faccia scompisciare gli inglesi. Burloni.
David ha dichiarato: «Cruz ha il naso e la bocca di mamma Victoria». Sarà già rifatto appena nato?
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buttato dentro il 21 febbraio 2005 |
alle ore 19:45 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica |
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Telefonata-sondaggio di una società di sondaggi per il presidente-sondaggista Silvio “Pool” Berlusconi accaduta realmente
Serie di domande, poi…
Domanda: Come giudica, con un voto da 1 a 10, l’operato del Governo Berlusconi?
Risposta: 0
Replica imbarazzata: Ma come, 0 non è previsto!!
Contro-replica: Ma 1 non lo merita…

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buttato dentro il 19 febbraio 2005 |
alle ore 11:16 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie psico, tivì |
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Immancabilmente, nell’inizio di ogni nuovo anno, giornali, Cucuzzi, rotocalchi e Parodi ci tormentano con 3 finte notizie-luogo comune:
1. Sarà l’anno più caldo del secolo
2. Sarà l’anno dei matrimoni vips più lussuosi
3. Finalmente quest’anno daranno il Nobel a Bono Vox

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buttato dentro il 15 febbraio 2005 |
alle ore 20:02 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, giornalismo, politica |
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Berlusca says: “L’85% della stampa italiana è di sinistra!”
Io dico: “Il 100% della stampa valdostana è unionista“
Chi offre di più?
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buttato dentro il 14 febbraio 2005 |
alle ore 10:51 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie sport, stra-cult |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio 14 febbraio, 1999, basket, bolivia, ciclismo, dario frigo, don pierino gelmini, doping, gilberto simoni, madonna di campiglio, marco pantani, mont ventoux, pro tour, rimini, san valentino, toce |
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E se a Madonna di Campiglio tutto fosse filato liscio?
E se la stampa non lo avesse massacrato per tutta l’estate del ‘99?
E se i suoi “veri” amici gli fossero stati vicini sin dalle prime difficoltà?
E se i manager e la squadra avesse parlato subito della sua tossicodipendenza?
E se Don Gelmini fosse riuscito a portarlo con sé in Bolivia, lontano dai riflettori, dagli scandali e dalla solitudine interiore?
E se i giocatori di basket del Rimini si fossero accorti di qualcosa passando davanti alla sua camera in cui si era rinchiuso negli ultimi giorni?
E se… Continua…
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buttato dentro il 9 febbraio 2005 |
alle ore 11:07 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica |
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La notizia:
«Educazione fisica nelle scuole, addio.
Nel deserto del disinteresse generale e nella scarsissima attenzione dei media è passato il provvedimento del ministro Moratti con cui si riducono le ore di educazione fisica nella scuola.
Un indirizzo che la dice lunga su quale valore attribuisca questo governo allo sport come elemento di formazione fisica e psicologica per i giovani. La critica più accesa viene dai Verdi che attaccano la riduzione delle ore di educazione fisica prevista dalla riforma nel secondo ciclo di istruzione. “E’ chiaro che il ministro Moratti – afferma il senatore Fiorello Cortiana, membro della commissione Cultura, istruzione e sport di palazzo Madama – considera l’educazione fisica cosa di poco conto, così anziché preoccuparsi di promuovere nella scuola i valori etici dello sport ne riduce le ore. Un contrasto evidente rispetto agli altri paesi europei, che invece promuovono l’attività motoria dalla scuola materna all’ università “. Inutile aggiungere che, secondo studi recenti, le malattie da ipocinesi (mancanza o insufficiente attività fisica) stanno drammaticamente aumentando fra i giovani, una tendenza confermata – statistiche alla mano – dal corrispondente aumento dell’obesità nei bambini e nei giovani. Con ovvi e pesanti costi per la sanità pubblica. Secondo Cortiana, con questa riforma delle scuole superiori (che riduce le ore di educazione fisica per gli alunni tra i 14 e i 19 anni da due ore a una) “la signora Moratti non promuove l’ educazione corpo-mente, ma consegna i giovani a un mondo sportivo fatto solo di ‘prestazione’, cioè un mondo fatto di doping, scorrettezze e ingiustizie”. “L’antisportività, intesa come tutti gli elementi degenerativi dello sport professionistico e dilettantistico – spiega l’esponente del Verdi – è un pericolo che, purtroppo, si trova dietro l’angolo. Infatti, per molti giovani Pantani diventa l’eroe, in realtà è un ‘tragico eroe’. Lo sport – conclude Cortiana – è l’attività umana e sociale che più di tutte merita correttezza onestà e giustizia e la scuola dovrebbe esserne la prima promotrice”.»
Il commento:
Personalmente l’educazione fisica a scuola non è mai piaciuta. Quando non si facevano attività idiote, si giocava a calcio. E considerando che il calcio era il meno peggio è tutto detto.
Oltre all’inutilità di alcune attività, anche quando venivano svolte pratiche interessanti le due ore canoniche di educazione fisica erano insufficienti, impossibile vedere dei risultati a lungo termine se non in attività praticate anche in orario extra-scolastico.
Sta di fatto che ho visto, dopo il liceo o le superiori che dir si voglia, la ciccia strabordare tutta d’un colpo perché veniva sottratta all’organismo anche l’unica dose settimanale di attività sportiva.
Insomma, secondo me il problema era l’insufficienza del tempo e spesso l’incompetenza e l’incapacità di trasmettere il messaggio “salutista” (Sirchia docet) dell’attività fisica da parte di professoroni e insegnanti.
Quindi chi, per pigrizia, mancanza di tradizione familiare o mancanza di cultura sportiva, non svolgeva attività fisica al di fuori dell’ambiente scolastico è rimasto molto spesso schifato da un mondo sportivo distorto che l’educazione fisica faceva entrare nel suo mondo, e sicuramente non si sogna di iniziare, dopo la fine degli studi, la pratica di un’attività fisica.
Ma da qui a ridurre l’educazione fisica ce ne passa…..
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buttato dentro il 7 febbraio 2005 |
alle ore 12:52 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie psico |
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Visto che non sono capace di scrivere storielle con una morale morale (ma soltanto con una morale amorale), ecco che ne riporto una che mi è piaciuta molto:
Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice. Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d’amore. Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata. Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno scarafaggio con molta esperienza. La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l’ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report. Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono. E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava. Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze. Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori. Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c’era da fare. Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell’area dove lavorava la Formica produttiva e felice. L’incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area – chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet. Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell’impresa precedente), che l’aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l’area dove lavorava la Formica produttiva e felice. La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile. “Dovremo commissionare uno studio sull’ambiente lavorativo, un giorno di questi”, disse la Cicala. Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l’unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto. E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione. Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: “C’è troppa gente in questo ufficio.” E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.
Morale:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice. È preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno. Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno. Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione. Pero’, se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.
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buttato dentro il 6 febbraio 2005 |
alle ore 20:19 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
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In questo periodo di stallo nella politica valdostana (ma prima era tanto diverso?), sono state due le iniziative di rilievo che hanno evidenziato questo immobilismo.
Il primo è “Aosta viva” di Roberto Louvin che, ricevendo il “niet” da Comité Federal dell’Union Valdôtaine per la propria candidatura a Sindaco di Aosta senza un reale dibattito interno al movimento, ha deciso di correre da solo, pur rimanendo fedele al partito.
Il secondo è “18 mai”, data della morte di Emilio Chanoux, associazione che si prefigge l’obiettivo dell’approvazione del nuovo Statuto Regionale.
Entrambe le iniziative si pongono al di fuori dell’Union, ma non osano criticare la superpotenza rossonera. Louvin resta nel partito, non si capisce perché e soprattutto non si capisce per quale motivo non abbia forzato la discussione all’interno del movimento, se ne rimane poi all’interno. “18 mai” si pone in contrasto con tutte quelle forze politiche che non fanno nulla per il bene della regione e fa notare che molte Regioni a Statuto ordinario hanno già provveduto all’approvazione di un nuovo
Statuto. La nostra Regione, pur retta da un partito con maggioranza assoluta, nicchia. Ma ovviamente l’Union non la si vuole criticare. Si vogliono criticare i partiti che non fanno nulla. Forse ce l’hanno con la Casa delle Libertà o con l’Arcobaleno (n.d.a. per non-valdostani: forza di minoranza in Consiglio Regionale)…
Quindi la domanda sorge spontanea: questo è solo il primo passo per farsi coraggio e criticare pubblicamente il malgoverno regionale dell’UV oppure è l’ulteriore dimostrazione che l’UV è intoccabile perché i benefici economici che i suoi intrallazzi portano nel breve periodo sono da considerare di più di uno sviluppo concreto e da iniziative lungimiranti?
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