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buttato dentro il 13 marzo 2005 |
alle ore 21:56 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica |
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Dopo Pannella, anche Alessandra Mussolini ha dei chili di troppo da smaltire. La leader di Alternativa Sociale entrerà infatti in sciopero perché pensa che il suo ex camerata Storace le voglia intralciare il passo verso le elezioni regionali nel Lazio, nelle quali la Mussolini concorrerebbe con la propria lista ma avrebbe raccolto firme contraffatte. La Mussolini non si è accorta che Pannella è reingrassato dopo ogni sciopero della fame. O evidentemente conosce un metodo per non riprendere i chili persi con la dieta politica: l’olio di ricino…
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buttato dentro il 11 marzo 2005 |
alle ore 10:27 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
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I membri della Casa delle Libertà del Consiglio comunale di Aosta hanno presentato un esposto al TAR contro la decisione di adottare le targhe alterne deciso dall’Amministrazione comunale, per presunta lesione dei diritti di libertà dei cittadini. Non si capisce allora perché, in altre città governate dalla CdL, si applichino le targhe alterne non una volta a settimana, ma tutti i giorni…
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buttato dentro il 6 marzo 2005 |
alle ore 23:16 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie stra-cult, tivì |
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Brio, garbo, ironia. Gorbaciov trattato come Paolo Rossi o Accorsi, Jaruzelski sullo stesso piano di Briatore o Maggiani.
Intervista, per Dio. Intervista. Una cosa sempre più rara che nella televisione unica fanno solo in pochi e pure male. E soprattutto qui, dopo un’intervista non ci si lancia in danze elettorali scatenate o in risottate storiche da varietà. Sto parlando della trasmissione televisiva dell’anno (o degli anni, da quando c’è è “er mejo” sbaragliando i concorrenti), ovvero Che tempo che fa, di Fabio Fazio.
Ebbene, nella rivoluzione arancione di inizio millennio (quelle compiute di Conto Arancio e di Yuschenko in Ucraina, quelle incompiute nella telefonia di Wind e in Valle d’Aosta di Louvin) una trasmissione metereologica con bordi color Olanda è rimasta come unico specchio dei tempi riuscendo a far riflettere, per due ore a settimana spalmate su tre giorni, sul mondo, sulle persone, sulla storia e sull’attualità. L’intervistatore riesce inusualmente a far conoscere, in 20 minuti scarsi, l’interlocutore. E non a farlo conoscere per ciò che ha fatto o per ciò che farà, ma per ciò che è: traspare la personalità, cosa sempre più rara nella civiltà attuale, traspare il carattere. Fazio ci ha stupito, passando da imitatore a calciofilo pentito a miliardario censurato a nuvoletta del meteo a giornalista non ortodosso, pur non dimenticando di essere imitatore e doriano, genovese e milionario (intanto è cambiata la valuta).
Poi c’è Maurizio Milani, che non è bello da vedere ma parla di Moira Orfei e del Lambro e della segretaria della Rai. Lo zampino di quel matto di Galeotti (Fazio riuscirà a riportarlo in video come ai vecchi tempi?) e Michele Serra fa il resto. 9++
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buttato dentro il 5 marzo 2005 |
alle ore 11:32 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica, stra-cult |
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Mario Luzi ci ha lasciati lunedì scorso. L’on. S.B. non ha mostrato segni di tristezza, nel suo comunicato ufficiale. Il Signor Ciampi (uso Signore non a caso) invece ha partecipato con dolore alla perdita del poeta e con rammarico alla perdita del Senatore a vita. Rammarico perché, in questi tempi di maggioranza con la emme minuscola e di colpi di maggioranza con la emme minuscola, una voce libera e saggia come quella di Luzi stonava nei programmi governativi di riforma della Costituzione da carta fondamentale e carta fondamentale per pulirsi il didietro. Luzi non aveva scelto di fare politica, e infatti ne faceva il meno possibile. Ma non poteva soffrire che si sminuisse la Costituzione al punto da fargli mettere mano a Calderoli. Non capiva come fosse possibile che i nostri padri costituzionali, la resistenza e la condivisione di valori fosse distrutta da una parte politica sotto l’impulso di rozzi nordisti celoduristi. Non poteva nemmeno immaginare che i valori di Montesquieu si trasformassero nelle più fosche teorie di Hobbes.
“E adesso chi glielo dice al Signor B. che quel comunista di Luzi è andato in paradiso” (testo di una vignetta di Giuseppe Culicchia)
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buttato dentro il 4 marzo 2005 |
alle ore 20:21 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie giornalismo, musica, politica, tivì |
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1) Liberata Giuliana Sgrena. Ucciso dai soldati statunitensi un agente del Sismi che la stava liberando. Bella roba… Il TG1 parla di ferimento e minimizza. Corriere e Repubblica online sanno dell’accaduto da ore, ma la RAI finge di non sentire.
2) Ho guardato allibito il “Question time di San Remo” nella pausa pranzo. Peccato che non ho visto San Remo ieri sera ed era come guardare parlare qualcuno fuori da una vetrina e non sentirlo.
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buttato dentro il 2 marzo 2005 |
alle ore 12:12 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie musica, tivì |
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Come ogni anno i propositi erano: quest’anno non mi fregano.
Sanremo non lo guardo. Finalmente Mediaset fa controprogrammazione con i contromaroni. Risultato: ottocentesima replica del “Fuggitivo” con Harrison Ford.
TV su Raiuno.
Ormai è tardi, mi sono perso l’inno di Mameli schitarrato. Sarà l’ennesimo festival rivoluzionario, è dai tempi di Fazio che è così. Ma dopo Fazio si è sempre tornati indietro, un Sanremo più arcaico di quelli di Baudo…
Bonolis promette scintille, dopo aver imbambolato le materie grigie di mezza Italia con i suoi ingiuriosi (per l’intelligenza media) pacchi. Ma sul palco dell’Ariston, in cui la scala non manca (sigh), sembra un pesce fuor d’acqua. Parla, parla, parla e ancora parla ed è sempre una parola di troppo. Sarà in serata storta. La Clerici, superinflazionata di Raiuno sia come presenze, sia come abito, non è Laurenti. Le gag tra i due sono da latte alle ginocchia. Quando poi arriva la Felini, da Montevideo come dice la Gialappa’s, cala il gelo. Altro che oca, questa qui è un’oca al quadrato. Sembra straniera anche se è di Lodi, non le si richiede un Q.I. da Bonolis, ma almeno la decenza di non sbraitare in continuazione “Golzi – Marrale – Facchinetti” con un tono di voce da tredicenne malata…
I cantani: Tozzi è Tozzi (sai che innovazione, se inviti lui e Cutugno il festival sarà vecchio per definizione), Paola e Chiara paolaechiareggiano da palco del Festival (quindi un po’ di ritegno è d’obbligo), i Matia Bazar hanno una cantante con la coda più lunga nella storia della musica e la canzone è sempre la stessa, pur essendo più blues il marchio di fabbrica si nota.
Nicola Arigliano (sempre sentito solo di nome) è triste, triste, triste. Ha 82 anni, dunque tutti sono contenti che sia sopravvissuto al Festival. DJ Francesco: no-comment.
Cutugno-Minetti: trottolino amoroso dieci anni prima rifatto quindici anni dopo. Alexia: salvabile. Gigi D’Alessio: vedi DJ. Michael Bublé: siparietto orrendo, se prima Bonolis poteva anche starmi simpatico nel mio vippometro è sceso di unidici punti su dieci. Altro che provincialismo, la sagra della porchetta di Ariccia glie fa ‘n baffo. Perché mai questo giovanotto sovrappeso debba venire al Festival lo sa solo Del Noce. E perché debba rovinarsi la vita cantando questo genere lo sa solo lui.
Le Vibrazioni propongono la settima canzone uguale a se stessa. Sorpresa: quando parla, il cantante non ha la voce odiosa.
Renga ha una buona canzone, per essere Renga. Parte piano, e via via si gonfia. A metà sembra una canzone normale, non di uno che vive con Ambra Angiolini. Poi ricade lentamente nel proprio torpore.
Annuncio della morte di Castagna (potevano aspettare altre due ore… Repubblica mezz’ora prima aveva già le dichiarazione del Pippo nazionale sulla morte del dottor Stranamore). Tributo commosso, qualcosa di buono in tutto il perbenismo in sala c’è. Ovviamente non si alzano tutti in piedi, è snob.
Antonella Ruggiero: per fortuna dopo l’annuncio c’è lei. Canzone nei canoni Ruggiereschi, MatiaBazareschi e Sanremesi, ma almeno non orrenda come le precedenti.
Masini TAC scattano le 23:45, ora prevista di chiusura della serata. Me ne vado a nanna mettendo fine a questa tortura. Mancano ancora 8 cantanti, ritardo nella norma.
Un Festival è davvero orrendo. Non ci trovo per ora niente da salvare, né della musica, né nella conduzione, né nei superospiti (super?)
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