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buttato dentro il 27 febbraio 2008 |
alle ore 13:41 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie tivì |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio bianca guaccero, fabrizio del noce, festival di sanremo, giorgio albertazzi, merda, paolo crepet, piero chiambretti, pippo baudo, rai, toto cutugno, tv, voghera |
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Pippobbaudo ha appena detto che il festival di Sanremo ha fatto flop perché «è il conflitto fra la tv di qualità e l’Italia di merda». Dunque, io che non ho guardato il festivalone, faccio parte dell’Italia di merda, assieme a tanti di voi, la maggioranza.
Pippobbaudo, Pippobbaudo… forse sei un visionario che riesce a giudicare la compattezza e la qualità di un Paese in base all’indice di ascolto di un carrozzone per vecchi bavosi come Sanremo, e noi, poverelli, non cogliamo questo tuo dono di natura, dando maggior peso, a torto, a sociologi e psicologi catodici qualunque (Crepet, mica bau bau micio micio). Insomma è colpa nostra, che preferiamo spegnere la televisione piuttosto che vedere una Guaccero (a prescindere) o un Chiambretti (ingabbiato in una prima serata istituzionale Rai). Forse siamo noi, poverelli, che non capiamo che la musica la dobbiamo sentire in tv, fatta con un’orchestra vera e tante paillette, e mica ascoltarcela quando ci pare nei nostri squallidi mp3, dove i fiati sibilano e i timpani (che su Toto Cutugno, ci vogliono sempre) rimbombano.
Pippobbaudo, in tv, a noi poverelli, ci eri rimasto solo tu!! Nazionalpopolare, riformista-conservatore, comunistdemocristiano, facevi andare d’accordo tutti, da sua maestà Del Noce alla casalinga di Voghera. Adesso, di soppiatto, vorresti che noi poverelli capissimo che Sanremo è tv di qualità? Non puoi chiederci così tanto, è oltre le nostra facoltà intellettive.
Cosa ti ha portato a questa richiesta così sciagurata? Cos’è accaduto, confessalo: forse la Guaccero è entrata di soppiatto in camera tua, stanotte, tentando di recitare qualcosa di Albertazzi? Sarebbe un trauma più che sufficiente per mandar fuori di testa un Pippobbaudo qualunque.
Apriti a noi, e ti saranno perdonate tutte le colpe
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buttato dentro il 27 febbraio 2008 |
alle ore 10:13 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio la stampa, lettere, partito democratico, romano dell'aquila |
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«Cari amici [amici?, nda], la scarsa disponibilità, registrata da parte dei destinatari delle mie “lettere”, a discutere nel merito i problemi sollevati e la totale assenza di senso dell’humour da parte degli interlocutori, mi portano a ritenere del tutto inutili le mie esternazioni. Romano Dell’Aquila, Aosta».
Cioè, questo qui per mesi ci fracassa i maroni (a noi tutti lettori valdostani della Stampa) proclamandosi devoto del PD, salvo poi scoprire che con il PD non c’entra nulla, e poi si accorge – da solo – di aver fatto per mesi cose inutili… c’è ancora una speranza per la razza umana. Se bastano 4-5 mesi e una ventina di scritti per capire una cosa… c’è ancora, veramente, una speranza per la razza umana.
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buttato dentro il 26 febbraio 2008 |
alle ore 20:18 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio fabio de luigi, ingegner cane, milleproroghe |
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Dopo aver distratto tutti con una campagna elettorale dall’onda luuuuuuunghissima, ognuno fa quel che gli pare a proprio favore. Milleproroghe, e io pago.
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buttato dentro il 26 febbraio 2008 |
alle ore 20:03 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie musica, tivì |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio antonella clerici, festival di sanremo, frankie hi-nrg, paolo bonolis, pippo franco, sanremo, simona ventura |
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Gli anni scorsi, paragonavo Simona Ventura a Pippo Franco, parlavo di gag da latte alle ginocchia tra Bonolis e la Clerici e svicolavo (pur senza meriti) da una possibile giuria popolare. Quest’anno dico, senza aver visto un minuto di prima serata e senza aver sentito una canzone, che se vincesse Frankie Hi-NRG MC la metterebbe in quel posto a tutti. E lo strameriterebbe, come un perfetto fiore sulla tomba del festivalone
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buttato dentro il 25 febbraio 2008 |
alle ore 20:51 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica, satira |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio italia, partito democratico |
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… sto leggendo il programma del PD.
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buttato dentro il 22 febbraio 2008 |
alle ore 21:51 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie milano, storie di vita vissuta, stra-cult |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio carlo barcellesi, duomo, feltrinelli, maurizio milani, milano |
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A Milano, alla Feltrinelli del Duomo. Carlo, un mito.
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buttato dentro il 21 febbraio 2008 |
alle ore 19:30 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie giornalismo, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio condannati, elezioni, sandro bondi |
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Annunci bugiardi, ripresi a tutta pagina: Bondi, non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. Tutti ci credono, parlano di svolta. La gente della strada sospirerà: “finalmente“. Poi, ecco la postilla bondiana: “esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un’origine di carattere politico“. In pratica, a discrezione dell’imputato: che si dichiara, per tradizione, sempre innocente e perseguitato.
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buttato dentro il 20 febbraio 2008 |
alle ore 20:24 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio fiera di sant'orso, mario borghezio, onu |
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Mi verrebbe da dire: «Quale precedente? A ‘ste cagate, cara Onu, ci eravamo abituati da un pezzo!!»
Nell’immagine ©AM, Messer Mariotto Borghezio in cravatta d’ordinanza all’ultima fiera di Sant’Orso, Aosta
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buttato dentro il 20 febbraio 2008 |
alle ore 15:53 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, love, musica, stra-cult |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, beatles, mostra, museo archeologico regionale, musica, rock, saint-benin |
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Duemila dischi, centoventi magliette, quattro casacche originali, quattrocento novantaquattro memorabilia, decine di autografi, quaranta locandine di film. I numeri sono puramente inventati, ma danno l’ordine di grandezza dell’evento. Una mostra con doppia sede espositiva farà impallidire Liverpool nel confronto con Aosta, che per cinque mesi ospiterà a corollario una serie di iniziative musicali, cinematografiche e popolari sui Beatles.
Il più grande gruppo pop-rock della storia ha invaso la città: il museo archeologico percorre tutta la carriera dei quattro (soltano come quartetto e non come solisti) in una ventina di spazi, articolati in maniera varia; il centro Saint-Bénin ospita invece l’angolo cinematografico, con un omaggio ai (brutti) film dei baronetti.
Tutto molto bello, ma anche dopo due mesi, non mi convince… Ummh… Eppure i Beatles li amo, più di ogni altro gruppo. Forse però sono una cosa intima, indipendente dalla grandezza e dal numero di gadget esposti in un museo.
Nell’immagine ©AM, un’installazione di capelli beatlesiani
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buttato dentro il 20 febbraio 2008 |
alle ore 12:58 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, cultura, giornalismo, milano, recensioni |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio 2007, antipolitica, bar, curzio maltese, destra, feltrinelli, firenze, genova, italia, la repubblica, mare, religione, roma, sinistra, torino |
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I padroni delle città smonta i luoghi comuni più cari alla “politica da bar” e all’antipolitica. Non «E’ tutto un magna magna» e «Destra e sinistra, uguali sono» soltanto a Roma, nelle stanze del potere. In provincia il colore politico conta come un nano su un parquet della pallavolo: è folklore, ma poco altro.
Curzio Maltese, komunistaccio di Repubblica, percorre un viaggio da sud a nord tra i principali capoluoghi italiani, raccontando dove sta il potere in ognuno di essi. Potere che spesso non sono politica e religione, come ci fanno credere sempre i politici e i religiosi stessi, ma è un puzzle di economia, finanza, società e cultura.
Maltese, nell’introduzione, premette di aver ricevuto le inevitabili tonnellate di critiche per ogni sua tappa, da gente che voleva dire la sua, da amministratori che lamentano l’assenza di riferimenti “al bel mare” o la cattiva mano del cronista calcata proprio sulla criminalità sopita o sul malaffare divenuto ormai abitudine. Anche la stampa, soprattutto quella locale, nelle varie tappe si è scagliata contro “lo straniero in patria” che “viene qui, sta due giorni in un albergo di lusso e pretende di capire meccanismi decennali e consolidati“.
Ma il quadro che ne esce, è verosimile e realistico. L’ho toccato con mano, leggendo con cura particolare i capitoli dedicati ad Aosta e Milano, città che ho vissuto, e a Torino, Genova, Firenze, città che ho conosciuto (per le altre, fare il turista disinteressato un paio di volte non basta per poter dire che si conosce una città).
Leggendo, sembra di viaggiare. Ogni città è ben caratterizzata, non manca mai un riferimento emotivo (odori, sapori, colori) e un inquadramento generale, ma si arriva rapidamente al nocciolo delle questioni: i problemi sono inquadrati rapidamente, ma con profondità. A portarli all’occhio del cronista sono la politica (maggioranza o opposizione, comune o provincia poco importa), l’imprenditoria, la solidarietà, la classe operaia o quella borghese-colta. Ne emerge un quadro in cui spicca la capacità della società italiana, composita e frammentata, di aver dato il meglio di sé in mille maniere diverse, e di aver dato il peggio di sé sempre nella stessa maniera: la sete di soldi, la corruzione, l’etica dimenticata. Continua…
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