Che poi ci stupiamo della crisi dei piccoli negozi

| buttato dentro il 19 novembre 2018 | alle ore 14:54 | da | nelle categorie aosta, news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

BlecfraideiPoste Italiane dice oggi che nel 2018, in 9 mesi, ha consegnato oltre 262 mila pacchi in Valle d’Aosta. Gli abitanti sono 126 mila, vuol dire che sono poco più di due pacchi a residente.
Compresi i neonati e i bambini. Compresi gli anziani che manco sanno accendere un computer. Compresi i nullatenenti che non si possono sognare di comprare sta roba manco al negozio della Caritas. Compresi i residenti che in realtà vivono o lavorano altrove e di certo non si fanno spedire roba qui. Se togliamo queste categorie, arriviamo pure a tre, forse quattro pacchi in media.
E mancano ancora le feste di fine anno.
Cosa ci facciamo spedire noi agiati acquirenti digitali troppo pigri per un negozio vero e pronti a lamentarsi che la stessa cosa, nel negozio sotto casa, costa troppo? Abbigliamento, soprattutto. Poi libri e riviste. Ma anche cellulari, smartphone e tablet, piccoli elettrodomestici.
Ecco, fatevi un giretto per la prima periferia di Aosta e delle altre cittadine valdostane. Cercate di ricordare quali negozi c’erano dietro a quelle saracinesche oggi chiuse, dietro a quei cartelli AFFITTASI e VENDESI.
La grande distribuzione sarà pure cattiva, ma le nostre abitudini fanno di più.



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