Inefficienza postale, materiale pubblicitario, rispetto dell’ambiente e bilanci di fine legislatura

| buttato dentro il 13 marzo 2008 | alle ore 12:01 | da | nelle categorie aosta, economia, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Un anonimo mi aveva chiesto, in un commento, un post sul “Bilancio della XII legislatura”, che l’amministrazione regionale ha inviato a tutte le famiglie valdostane in occasione della chiusura del quinquennio (e in vista delle elezioni, puntini di sospensione…). Lo avrei fatto volentieri, come già avevo fatto con il “bilancio sociale” del comune di Aosta, nel 2005.
Ma non ho ricevuto nulla: a casa mia, nessuno ha visto niente. Luca Mercanti, sulla Gazzetta Matin di lunedì, sottolineava proprio, oltre all’eterno dubbio “è propaganda o informazione” che chiunque si pone di fronte a questo materiale promozionale, l’inopportunità di inviare con soldi pubblici uno strumento che, alla fine, non raggiunge le famiglie. «Qualche famiglia se l’è trovata nella buca delle lettere, altre in pile sopra la cassetta condominiale, altre ancora non l’avranno neanche ricevuta».
Così mi è venuto il dubbio cruciale: non sarà mica nella cassetta della pubblicità, dove nessuno guarda mai e che è sempre piena di spazzatura? Esatto, era lì.
Anzi, erano lì: su dodici famiglie, nel mio condominio non lo aveva ancora preso nessuno: insieme ad Ecolo, ad alcune buste CVA e BIM sul risparmio energetico e sul riciclaggio dei rifiuti. Spazzatura?

Inizio dalla copertina: bilancio sintetico della XII legislatura. Legislatura travagliata, forse la peggiore dopo quella della “crisi del fil di ferro” – casualità vuole che anche in quell’occasione il presidente si chiamasse Caveri. Legislatura che ha visto due esecutivi, molti avvicendamenti in giunta: l’esecutivo attuale, che è autore dell’opuscolo, avrà riconosciuto l’operato della giunta precedente, che è ora opposizione, avrà fatto un minestrone di tutto o si sarà preso anche i meriti della giunta precedente?
Al termine della lettura, il dubbio non è chiarito. Di politica non si parla, non si parla di scelte, si parla di risultati e soltanto di quelli positivi. Non si toccano temi importanti, come l’industria, l’agricoltura (se io fossi un allevatore, sarei piuttosto deluso), non si parla se non marginalmente di turismo. Continua…


Roberto Saviano – Gomorra – Economia della questione meridionale

| buttato dentro il 17 febbraio 2008 | alle ore 21:11 | da | nelle categorie cultura, economia, politica, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Scrivo di un libro che ho finito di leggere da un po’, ma del quale ho sempre rinviato la mia consueta breve recensione. Ho un altro paio di libri che ho saltato, rimedierò nei prossimi giorni.

Poche opere possono vantare l’apertura di un filone, di esser state precursori e lungimiranti. Dopo che per mesi la critica si è affannata a inquadrare il romanzo-saggio-inchiesta, interrogandosi senza trovare una definizione per classificarlo, Gomorra ha proseguito per la sua strada: vendendo e facendosi leggere. Gli scritti sull’argomento si sono moltiplicati, sulla scia della prima volta. La prima volta in cui le parole giuste sono arrivate al grande pubblico, il via alle danze: nuove bocche, nuove lingue che si animano d’improvviso dopo aver rotto il tabù, la verginità nel raccontare la camorra.
Camorristi manager d’assalto, ma con il basso profilo del borghese riservato e l’etica del vecchio west: stellette contro pistole, ma con moderazione per non farsi sentire troppo. Camorristi descritti in modo diretto, con uno stile neutro e “basso” che lascia ampio risalto al contenuto, ai fatti che vogliono essere raccontati, che devono poter arrivare a tutti.
Gomorra non è un romanzo, non è un saggio: è un manuale di economia. Un compendio di economia reale, di azienda e ambiente competitivo, calato nella realtà particolare del meridione italiano. Un punto di partenza per modificare l’approccio con il made in Italy, con la questione meridionale, con la malavita organizzata, con la politica e la casta (concorrenti in classifica per mesi, Saviano e Stella parlano di due facce della stessa medaglia).
Perché leggerlo? Per capire. Perchè chi ha scritto, voleva così: sapeva bene, meglio di tanti autori di saggi pallosi e inchieste forbite, che non bastava scrivere.
Il lettore fa la differenza, non l’autore. E Saviano questa idea l’ha ben chiara in mente. Continua…


Se le do due fustini normali, lei mi dà il suo Dixan?

| buttato dentro il 6 gennaio 2008 | alle ore 22:41 | da | nelle categorie aosta, economia, psico, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Normale sabato sera, al solito pub di Aosta. Una bella ragazza con una grossa borsa e una cartelletta gira tra i tavoli, dentro, fuori, dappertutto. Fuori nevica grosso così.
Si avvicina agli avventori con una domanda: «Ciao, tu fumi?». Non è la classica proposta di un metodo per combattere la nicotina, anche perché attorno alla mezzanotte, in mezzo ai ventenni semisbronzi, il vaffa come risposta sarebbe assicurato. Invece no, la ragazza propone il cambio, che non sentivo dai tempi della pubblicità del Dixan, tra un pacchetto di sigarette iniziato e un intonso pacchetto da 20 Philip Morris.
A metà tra la farsa e l’associazione a delinquere (il mio socio si è chiesto subito, lui che è volpino, se tutto ciò sia lecito), molti fumatori accettano lo scambio. Oltre al pacchetto usato, la ragazza vuole nome e numero di telefono. Che tutti, col sorriso sulle labbra, danno. Anche perché – si è mai visto – è proprio una bella ragazza a chiedere il numero di telefono e non il contrario.
Ovviamente, io ho risposto male alla prima domanda («Ciao, tu fumi?» – «Ummh… No») e il gioco si è interrotto.
Lo struscio della pulzella tra la folla, però, deve aver convinto molte persone ad iniziare a fumare.


Discorsetto banale

| buttato dentro il 12 dicembre 2007 | alle ore 14:55 | da | nelle categorie economia, giornalismo, notizia del giorno | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Due giorni di sciopero dei Tir bastano per mettere in ginocchio l’Italia.
«Tutti precettati», tuona il Governo.
«Precetta tua sorella», rispondono i camionisti.
Il vero problema che questo sciopero ha sollevato, ma nessuno pare essersene accorto, è che dipendiamo in tutto e per tutto da una categoria. Senza i taxisti, si vive. Senza metropolitane e bus, si vive. Senza medici, visto che sono persone responsabili, si vive. Senza treni, si vive meglio. Sembra una cosa ovvia, ma nessuno l’ha ancora affrontata. Nè quel suonato di Beppe Grillo, che ha di meglio da fare per farsi soldi, né ministri, né giornalisti.
Senza Tir non si vive, tutto va a gambe all’aria, e non ci sono soluzioni alternative che tengano. Il “just-in-time” professato dall’economia occidentale è KO in Italia, Paese dipendente dal trasporto su gomma e senza una sola alternativa che sia valida: l’assenza di magazzino ha svuotato il poche ore benzinai e supermercati. Il trasporto su rotaia non esiste, ma nessuno pensa di incentivarlo: meglio la gomma, certo. Ma se un giorno i camionisti si svegliano col piede sbagliato, restiamo tutti a piedi e “senza” cibo.
Non sarebbe ora, invece di cercare semplicemente di metterci una pezza, di ripensare il sistema di trasporto e consegna perlomeno dei beni di prima necessità? Non si tratta di tagliare fuori una categoria, ma di sfilarle lentamente di mano il coltello, che ha saldamente dalla parte del manico.
Anziché fermarsi al problema attuale (“facciamo ripartire i Tir al più presto”), pensiamo al futuro (“come faremmo senza Tir”): e se un giorno a scioperare non saranno i Tir, ma il petrolio?

Nell’immagine, la festa del camionista, il cui motto recita “un partner insostituibile per l’economia del paese”.


Autostrade intelligenti

| buttato dentro il 9 novembre 2007 | alle ore 13:51 | da | nelle categorie economia, milano, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ieri, autostrada. Barriera di Milano Ghisolfa, coda eterna. Mi salta in mente di pagare alla porta delle carte di credito. La mia tessera prepagata però non è valida. E’ valida però per pagare su internet l’attestato di transito per il mancato pagamento. Diamo un premio Nobel per l’economia a chi ha inventato questo meccanismo, sia Visa, Sanpaolo, Satap, Tremonti o Padoa-Schioppa


Dopo i “Tango bond”, ecco i “Poudzo bond”

| buttato dentro il 2 gennaio 2007 | alle ore 20:41 | da | nelle categorie aosta, economia | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Operazione di alta finanza pubblica in Valle d’Aosta.
Per finanziare l’acquisto e la ristrutturazione del Grand Hotel Billia (scelta molto discutibile), è stata attuata oggi un’emissione obbligazionaria a scadenza ventennale e tasso fisso con uno spread molto competitivo, dato dalle quotazioni di S&P abbastanza buone (A+, che corrisponde “soddisfacente liquidità”, “qualità del managemente nelle media”, “standard creditizi normali” e “capacità di copertura del credito nella media” – ricordiamo l’enorme polemica del declassamento dello Stato italiano da AA- a A+) per un ente pubblico, nella norma per una Regione.
Dopo la brutta storia dei “Tango bond”, ecco i “Poudzo bond”. Speriamo non facciano la stessa fine…


La cortina di ferro nel 2007

| buttato dentro il 21 dicembre 2006 | alle ore 20:00 | da | nelle categorie aosta, economia, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La Slovenia il 1° gennaio 2007 adotterà l’Euro come valuta corrente. Sarà il primo Paese ex comunista a farlo. L’entusiasmo a Lubiana è forte, la gioia per il traguardo raggiunto e per il punto di partenza per un futuro roseo è palpabile tra la gente, secondo i giornalisti occidentali sul posto.
Intanto, nella triste Valle d’Aosta, ci si lagna perché l’Unione Europea intende riportare nella normalità l’aberrazione dei buoni carburante per gli automobilisti valdostani.

Due modi di vedere l’Europa, la prima convinta come traguardo di libertà, la seconda come appiglio quando fa comodo e ostacolo quando dà fastidio, riporteranno ad un’Europa a due velocità. Ma questa volta a correre saranno gli europeisti convinti, non quelli di facciata…


Promozione turistica invernale: concorrenza spietata

| buttato dentro il 11 dicembre 2006 | alle ore 15:35 | da | nelle categorie aosta, economia, milano, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Si avvicina a grandi passi la stagione turistica invernale 2006-2007, che ha visto un prologo parzialmente monco in questo fine settimana lungo privo di neve fino all’ultimo. Le tendenze sono più che mai rispettate: poca neve, molti cannoni, vacanze incerte sino all’ultimo e concorrenza spietata sul fronte dell’offerta.
Le grandi mete classiche per i turisti del nord Italia si danno battaglia su più fronti. Quello degli spazi pubblicitari nelle grandi città è particolarmente significativo, principalmente per due motivi: al contrario delle campagne stampa e televisive, la cartellonistica ha un costo risibile rispetto a tv e quotidiani; secondariamente, ma questo dipende dalla bravura degli “advertiser”, una campagna stradale o sui mezzi pubblici salta all’occhio maggiormente e rimane impressa più a lungo di un veloce spot tv o di una pagina di un quotidiano vista di sfuggita. Occorrono ore di spot ripetuti o paginoni ripetuti per giorni per entrare nella testa del consumatore.
Andiamo con ordine. Continua…


Turismo – L’oste fa i conti senza i clienti…

| buttato dentro il 7 settembre 2006 | alle ore 18:22 | da | nelle categorie aosta, economia, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il proverbio parla di “fare i conti” e dell’”oste”. Nel caso in questione, sarebbe meglio ribaltarlo. L’oste fa i conti senza i clienti. Crede che il “cliente” sia un’entità astratta e non determinabile. Crede che la “risorsa cliente” sia fungibile e indeterminabile a priori.
Niente di più sbagliato. La clientela moderna è, più o meno facilmente, catalogabile, sondabile, rilevabile, conoscibile. Il punto è che nessuna delle piccole o medie imprese lo sa fare o lo fa. Tanto meno in campo turistico.
Propongo ai miei rari lettori una serie di sconsoltanti esempi estivi. Si riferiscono tutti a casi valdostani, non tanto perché il problema sia solo locale, quanto perché le mie conoscenze più profonde non si spingono altrove. Potrei parlare di iniziative riuscite o malriuscite delle Alpi lombarde o delle Dolomiti, o dei successi o dei flop del Jura o dell’Alta Savoia. Ma non ho dati alla mano e conoscenze dirette, quindi avrebbe poco senso farlo. Credo invece, in modo magari presuntuoso, di conoscere la Valle d’Aosta in molti dei suoi aspetti più caratteristici e in gran parte delle sue storture, tipiche soltanto di questa “regione alpina unica al centro delle Alpi”. Inizio l’analisi con casi a me vicini, lavorando poi per induzione. Continua…


Parcheggio della Consolata

| buttato dentro il 3 aprile 2006 | alle ore 16:35 | da | nelle categorie aosta, economia, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il Comune di Aosta fa di tutto perché la gente non ci parcheggi.

Aosta, zona nord. Salita della Consolata. Zona agricola dismessa e incolta. Aosta è città che ha bisogno di parcheggi e di aria pulita.
Ecco quali erano le nobili intenzioni dei nostri abili amministratori: creare un parcheggio coperto a due passi dal centro, dove far parcheggiare chi intasa il centro con le proprie macchine quando va a lavorare negli uffici cittadini; creare un parcheggio per i pullman turistici, che non dovranno più arrivare all’Arco d’Augusto (monumento più rappresentativo della città) e lì sostare per tutta la giornata, creando ingorghi e inquinamento. Continua…