Gliel’ha iettata
Paola Binetti, colei che non rappresenta nessuno nel PD eppure ci resta, dichiara che resterà nel partito soltanto se Emma Bonino, radicale candidata alle regionali nel Lazio, perderà.
Lei, la Bonino, intanto ha perso. I sensi.
Paola Binetti, colei che non rappresenta nessuno nel PD eppure ci resta, dichiara che resterà nel partito soltanto se Emma Bonino, radicale candidata alle regionali nel Lazio, perderà.
Lei, la Bonino, intanto ha perso. I sensi.
Chissà quante bibbbite alla macchinetta si stanno prendendo quelli del PD con tutti quei due euri…
Dopodomani sapremo finalmente chi rovinerà ancora un po’ la sinistra italiana. Se sarà D’Alema, Franceschini o Marino. Ops… Bersani, Franceschini o Marino. Perdonatemi, non sono abituato a fingere.
Comunque, mi è balenata l’idea di andare a votare. Dando al seggio 500 lire e spacciandole per i famosi 2 euro.
Se non si accorgono della burla, sulla scheda scrivo “Binetti iscriviti a Casapound“.
Se si accorgono dello sgarro, “Giustizialisti! E poi dicevate tanto di Di Pietro“…
Porcaccia, questi giudici comunisti hanno architettato tutto a tavolino… Mi obbligano alla dimora fuori regione proprio mentre sto facendo queste importantissime raccomandazioni…
Silvio.
Berlusconi.
Ecco, l’ho detto. Così riesco e riprendere a scrivere su questo benedetto blog, fermo all’ultimo post di qualche mese fa. Nella tag cloud “Silvio Berlusconi” è grande il doppio di ogni altro argomento. Sono ossessionato, ossessivo compulsivo, direi. Un po’ come la grande voce del PD, che incalza il governo e il premier ogni giorno dalle prime pagine dei giornali. Un po’…
Silvio Berlusconi nei giorni scorsi se ne è uscito dicendo che lui è il miglior premier in 150 anni. E non lo ha fatto per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia o in qualche occasione particolare. Lo ha fatto parlando con Zapatero, giusto per pisciare un po’ lungo con qualche straniero che lo apprezza. Giusto per rendersi simpatico al collega komunista spagnolo.
Quando Zapatero se ne è andato, Berlusconi ha esclamato anche «De Gasperi gay!» e «Antonio Segni immigrato irregolare». Continua a leggere
Torino ha inaugurato la sua metropolitana in occasione del Giochi olimpici ed è oggi giunta ad avere una sola linea di nove chilometri e mezzo. Ha 900 mila abitanti e un’area metropolitana da un milione e mezzo.
Milano ha tre linee di metropolitana e arriverà nei prossimi anni a cinque. Oggi conta già 75 chilometri di linee, in parte interrate, in parte a cielo aperto o sopraelevate. Ha 88 stazioni e nelle sole ore di punta trasporta in totale quasi 8 mila persone al giorno.
Genova ha una linea di metropolitana leggera di cinque chilometri, con sette stazioni. La linea ferroviaria delle FS è interrata.
Brescia (190 mila abitanti, mezzo milione nell’area vasta) sta costruendo la propria metropolitana leggera interrata di cinque chilometri e mezzo dopo una discussione durata vent’anni.
Roma ha due linee per circa 38 chilometri. Ha quasi tre milioni di abitanti che non l’amano e non la usano, tanto che ha rischiato più volte il fallimento.
Aosta, 35 mila abitanti, 50 mila circa nell’area metropolitana, studia di costruire due linee di metropolitana per uno sviluppo totale di circa 2600 metri. Roba da Guinness. Una linea nord-sud dall’Ospedale Parini alla Biblioteca regionale alla funivia Aosta – Pila (850 metri in tutto, 12-13 minuti a passo svelto), una est-ovest dall’Arco d’Augusto a Corso Battaglione Aosta, passando per una fermata ai giardini pubblici (1700 metri circa, 25 minuti a piedi, ). Due linee che – almeno per quando annunciato – non si incrociano e non incrociano stazioni ferroviarie o di bus. Continua a leggere
Aosta avrà la sua metropolitana. Per la prima volta una cittadina di appena 35mila abitanti avrà un servizio di trasporto interrato, veloce, economico e a basso impatto ambientale.
Dopo mesi di dibattiti pubblici, discussioni sui principali organi di stampa (esce ormai un’Ansa al giorno), accapigliamenti tra stessi colleghi di partito, studi di fattibilità, procedure e analisi, si è giunti alla conclusione che, in occasione della costruzione del teleriscaldamento per la città e la prima collina, verrà affiancato a questo tunnel anche una talpa che fornirà un servizio a chiamata, scarrozzando chiunque in qualunque punto della città. Dopo “Allò Bus“, l’autobus a chiamata che effettua trasporto tra qualunque fermata stradale di Aosta e collina, “Allò Metrò” effettuerà lo stesso, ma in maniera rapida e meno impattante, e soprattutto senza doversi scontrare con il caotico traffico cittadino.
E’ allo studio anche l’istituzione di “Metrò Nuit“, il servizio notturno: Legambiente però si oppone. «Lo stridore di lame diamantate per aprire un varco nel sottosuolo aostano toglierebbe il sonno a tutti gli abitanti della città, e sarebbe deleterio per lo stambecco albino, che da poco si è stabilito nei giardini pubblici della stazione».
Soddisfatto invece il PD, con Alder Tonino: «Più metropolitano di questo, non ce n’è».

Maledetti giudici comunisti, hanno architettato la scadenza di novanta giorni per depositare le motivazioni di questa sentenza perché cadesse a 20 giorni dalle elezioni europee!
E pensare che tre mesi fa Mr. Silvio Berlusconi non si era accorto di niente…
Gianni Riotta, direttore del Tg1, è riuscito nell’impresa di non dare, nei titoli, la notizia della condanna di David Mills nel processo che vede coimputato Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Di un Paese occidentale. Nel G8.
Successivamente, si è superato dando la notizia al minuto 20 del suo telegiornale, infilata in mezzo ad un’intervista tra la gente e una notizia su Sanremo.
Era parzialmente giustificato dall’ennesima dimostrazione di autolesionismo del PD, che dopo essere finito ad elezioni anticipate in Sardegna per litigi interni alla stessa maggioranza di centro-sinistra è riuscito nell’impresa di perdere le elezioni con un candidato forte e rappresentativo come Renato Soru, e di far crollare la leadership traballante di Walter Veltroni. Distratti tutti dal PD in pezzi, notizia d’apertura, chissenefrega di Mills e del premier coimputato. Continua a leggere