A Gallarate amano le insegne luminose

| buttato dentro il 6 febbraio 2008 | alle ore 11:22 | da | nelle categorie aosta, milano, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

A carnevale, ogni scherzo vale. Ieri era martedì grasso, e Trenitalia si è scatenata. Parto da Aosta la mattina presto, diretto a Milano, tutto fila liscio, a parte il solito ritardo trascurabile.
Per il ritorno, sono in stazione Centrale alle 14.50, mezz’ora prima della partenza del mio treno. Salgo, prendo posto su un Vivalto che profuma di nuovo.
Annuncio ritardo: il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova partirà con 5 minuti di ritardo“. Ohibò.
Annuncio ritardo: il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova partirà con 20 minuti di ritardo“. Doppio ohibò.
Si avvisano i signori viaggiatori che il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova è soppresso per un guasto al locomotore“. Disappunto. Una signora vicino a me, che pareva la metafora della sfinge fino a quel momento, esclama «Eh no, eh… Fateci partire, sennò qui scatta la rivoluzione… la terza guerra mondiale!»
Non era che l’inizio.

Non fidatevi mai dei vecchietti che leggono “Il Foglio“. Paiono tanto intellettuali, all’inizio, ma poi scatarrano, inveiscono, trattano la moglie peggio di un fondamentalista islamico e fanno battute di cattivo gusto. Cambiato treno, e salito su quello delle 16.15, partiamo alla volta di Torino, puntuali. Peccato che a Milano Certosa ci aspetta una fermata non prevista. “Buongiorno a tutti i viaggiatori, sono il capotreno. A causa di un investimento in linea, tre le stazioni di Magenta e Trecate, il treno subirà un ritardo imprecisato“: un’altra signora si scatena, lei non cita la terza guerra mondiale, ma la rivoluzione. E’ contagiosa, la rivoluzione a parole. Il vecchietto del Foglio tratta malissimo la moglie, chiedendole di fare qualcosa, di interrogare il capotreno, sostenendo ahimé che per lavorare a Trenitalia bisogna essere dei cretini e che qualunque cosa gli dicesse sicuramente era una balla. Una balla colossale, ma che bisognava pur sempre sapere qualcosa piuttosto che star lì con le mani in mano.
Io, dopo quasi cinque anni di viaggi in treno, sono rassegnato. Meglio il silenzio della rivoluzione a parole.
Dopo mezz’ora, annunciano che la linea sarà bloccata per ore, e che ci faranno fare un itinerario alternativo “attraverso Sesto Calende“. In pratica, un giro che allunga il percorso del doppio della lunghezza, e di non si sa quanto in termini di tempo. Cuore in pace, mi rimetto a far le mie cose: spero di arrivare ad Aosta perlomeno per le nove e mezza, con un ritardo di tre ore. E’ un traguardo possibile, e non così campato in aria: prudenziale, si direbbe in azienda. Continua…


Scenette inspiegabili

| buttato dentro il 6 gennaio 2008 | alle ore 22:52 | da | nelle categorie domande, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Cala la sera, l’Epifania. Due pattuglie della stradale e un’autopompa dei pompieri sono fermi, contromano, sulla strada sotto casa. Un vigile del fuoco sta spruzzando acqua, dal basso, contro un lampione e la sua lampadina. Null’altro.
Fosse un sogno, andrei da un interprete di sogni. Visto che non lo era, sono tuttora in cerca di qualcuno che me la spieghi, questa.


Se le do due fustini normali, lei mi dà il suo Dixan?

| buttato dentro il 6 gennaio 2008 | alle ore 22:41 | da | nelle categorie aosta, economia, psico, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Normale sabato sera, al solito pub di Aosta. Una bella ragazza con una grossa borsa e una cartelletta gira tra i tavoli, dentro, fuori, dappertutto. Fuori nevica grosso così.
Si avvicina agli avventori con una domanda: «Ciao, tu fumi?». Non è la classica proposta di un metodo per combattere la nicotina, anche perché attorno alla mezzanotte, in mezzo ai ventenni semisbronzi, il vaffa come risposta sarebbe assicurato. Invece no, la ragazza propone il cambio, che non sentivo dai tempi della pubblicità del Dixan, tra un pacchetto di sigarette iniziato e un intonso pacchetto da 20 Philip Morris.
A metà tra la farsa e l’associazione a delinquere (il mio socio si è chiesto subito, lui che è volpino, se tutto ciò sia lecito), molti fumatori accettano lo scambio. Oltre al pacchetto usato, la ragazza vuole nome e numero di telefono. Che tutti, col sorriso sulle labbra, danno. Anche perché – si è mai visto – è proprio una bella ragazza a chiedere il numero di telefono e non il contrario.
Ovviamente, io ho risposto male alla prima domanda («Ciao, tu fumi?» – «Ummh… No») e il gioco si è interrotto.
Lo struscio della pulzella tra la folla, però, deve aver convinto molte persone ad iniziare a fumare.


Vips dei grandi vs. Vips dei piccoli

| buttato dentro il 9 dicembre 2007 | alle ore 20:49 | da | nelle categorie aosta, cultura, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

8 dicembre, ore 19.00, Aosta, piazza Chanoux, detta anche “quella principale”.
Inaugurazione della pista di pattinaggio su ghiaccio, con Roberto Ciufoli, detto anche “il pelato della Premiata Ditta” e Cristina Chiabotto, detta anche “plin plin”, accompagnati da uno stuolo di vippini e pattinatori più o meno noti, da Beautiful e “Sbattendo le chiappe sul ghiaccio con le stelle” o come si chiamava, supportati dagli immancabili politici locali.
Luci colorate, fotografi assiepati, acrobati appesi ad un cavo che scende da una enorme gru, un’ex miss Italia la cui bellezza riesce a passare attraverso i sette strati di abiti in cui è infagottata ed un quasi comico, tutti contemporaneamente ad Aosta: un evento, un delirio. Piazza piena, i bambini sono tanti.
Io son lì a far foto e a sentire che aria tira: fa freddo.
Un bambino con un orrendo berrettino, di quelli con i capelli finti arancioni che sbucano dalla cima, mi si avvicina.
Bimbo: «Ciao»
mm: «Ciao!»
Bimbo: «Senti…»
mm: «Dimmi»
Bimbo: «Tu sai chi è che guida la gru?»

Nell’immagine ©AM, Cristina Chiabotto ad Aosta


Quando uno non cerca lavoro, lo trova

| buttato dentro il 23 novembre 2007 | alle ore 21:08 | da | nelle categorie aosta, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Autostrade intelligenti

| buttato dentro il 9 novembre 2007 | alle ore 13:51 | da | nelle categorie economia, milano, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ieri, autostrada. Barriera di Milano Ghisolfa, coda eterna. Mi salta in mente di pagare alla porta delle carte di credito. La mia tessera prepagata però non è valida. E’ valida però per pagare su internet l’attestato di transito per il mancato pagamento. Diamo un premio Nobel per l’economia a chi ha inventato questo meccanismo, sia Visa, Sanpaolo, Satap, Tremonti o Padoa-Schioppa


Mi sembra di averla già sentita…

| buttato dentro il 9 ottobre 2007 | alle ore 17:09 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Una gravidanza passa, una birra è per sempre.

Non importa se questa storia inverosimile (sei mesi e mezzo?!) è vera o no. Tanto starete fissi a guardare la foto qui a lato e non capirete più nulla…


“Mangiar bene per sentirsi in forma”

| buttato dentro il 5 ottobre 2007 | alle ore 22:08 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Marion Jones ammette il doping: «Ma non sapevo fossero steroidi e ormone della crescita, credevo che fossero integratori. Me li dava il mio allenatore». Mangiar bene per sentirsi in forma…


Dio ti vede…

| buttato dentro il 23 settembre 2007 | alle ore 12:11 | da | nelle categorie dio, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

… ma non fa la spia


Territori a sé stanti

| buttato dentro il 19 settembre 2007 | alle ore 14:14 | da | nelle categorie aosta, psico, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

L’altra sera ero al McDrive, il take away automobilistico di McDonald’s, a metà tra un “Drive in” della ciccia e un pit-stop dello stomaco.
La coda per hamburger e patatine e cocacola annacquata era lunga: complice l’ora tarda, il buio ormai tagliente e la mia mente stramba, attorniato sulla mia Punto da una Bmw (davanti) e da una Bmw (dietro), mi è venuto da pensare a come ci si comporta in caso di incidente al McDrive. Niente di eccezionale, anche solo un mini tamponamento, una graffiatina alla carrozzeria. Tantopiù che la rampa di accesso al McDonald’s di Aosta (sì, il Mac di Aosta, non uno dei Mac di Aosta… ce n’è solo uno in tutta la Valle) è stretta, d’acciaio, tortuosa e, a vederla, instabile.
Ho immaginato scene di delirio nel compilare la constatazione amichevole, tra una sgranocchiata ad una patatina o ad un McNugget, che sennò si freddano. Ho immaginato le carte (assorbenti) bollate in caso di colpa o negligenza del signor Ronald McDonald, lui e la sua schiera di avvocati con le scarpe di dieci numeri in più.
Poi ho pensato che nulla di tutto questo sarebbe reale: il McDonald’s è un mondo immaginario, dove tutti si resta piccini (anche io che quasi non mangio carne e vivo di cibi sani cedo al fascino delle schifezzuole d’oltreoceano), dove tutto è bontà, perfezione e puntualità, dove gli incidenti non sono immaginabili.

E soprattutto si è su suolo privato, dove il codice della strada non vige…