Sensazioni come altre di non sentirsi in un Paese normale #02

| buttato dentro il 17 febbraio 2009 | alle ore 21:27 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Famiglia Mediaset

Gianni Riotta, direttore del Tg1, è riuscito nell’impresa di non dare, nei titoli, la notizia della condanna di David Mills nel processo che vede coimputato Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Di un Paese occidentale. Nel G8.
Successivamente, si è superato dando la notizia al minuto 20 del suo telegiornale, infilata in mezzo ad un’intervista tra la gente e una notizia su Sanremo.
Era parzialmente giustificato dall’ennesima dimostrazione di autolesionismo del PD, che dopo essere finito ad elezioni anticipate in Sardegna per litigi interni alla stessa maggioranza di centro-sinistra è riuscito nell’impresa di perdere le elezioni con un candidato forte e rappresentativo come Renato Soru, e di far crollare la leadership traballante di Walter Veltroni. Distratti tutti dal PD in pezzi, notizia d’apertura, chissenefrega di Mills e del premier coimputato. Continua…


Un Capezzone al giorno

| buttato dentro il 5 agosto 2008 | alle ore 12:53 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Rido. Rido ogni giorno, ogni volta che vedo un telegiornale. Quindi anche più di una volta al giorno. C’è sempre Capezzone, che fa la morale come portavoce di Forza Italia. Forza Italia? Il partito che si pone come erede DC? Moderato, cattolico laico, difensore della Chiesa e del pubblico pudore. Capezzone, il radicale che faceva battaglie contro la legge sull’inseminazione artificiale, contro la Chiesa, contro la morale sessuale bigotta, contro mille cose che il suo attuale partito appoggia.
Ciò che mi fa ridere è che un Rutelli qualunque a sinistra (era radicale, poi clericale, poi boh) non sia credibile e tutti gli facciano notare la faccia di tolla, a destra e a sinistra. E che un Pannella nelle liste del PD “mina il dialogo”, secondo i berluscones. Un Capezzone qualunque (era radicale, poi clericale, poi boh) sia invece credibile e che nessuno, soprattutto a sinistra, abbia mai iniziato a metterne in dubbio alcunché. Un pannelliano è per sempre.


A Kla’

| buttato dentro il 29 aprile 2008 | alle ore 19:12 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 4 commenti e aggiungine un altro » |

Non so perché, ma ieri pensavo alle famose buche nell’asfalto, cavallo di battaglia del komunista Klaudio per descrivere l’operato della coppia Francesco-Walter («spendono tutto per il festival del cinema», concludeva).
Fortuna che adesso c’è il camerata Gianni, riparerà tutto.


Fascisti vs. Komunisti

| buttato dentro il 29 aprile 2008 | alle ore 15:13 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 3 commenti e aggiungine un altro » |

Filippo Facci questa mattina si lamentava (ovviamente su una rete Mediaset) di un titolo dell’Unità che suonava più o meno “un ex fascista sindaco di Roma”. «Eh no, eh… Questa è partigianeria, perché sottolineare il passato di Alemanno proprio ora? E’ sminuire una vittoria moderata», commentava il giornalista (Libero + Foglio + Mediaset = superpartes).
Ieri, durante i festeggiamenti, gli Alemanno boys intonavano un anacronistico “chi non salta comunista è”, salutavano romanamente e sbandieravano croci celtiche e fasci littori. Un giornale di sinistra cosa dovrebbe scrivere? Cha ha vinto un democristiano? O un liberale? O un fine statista incorrompibile?

PS: Rutelli le ha prese di santa ragione. Sarebbe ora che si ritirasse, assieme alla cara mogliettina Palombelli, una volta per tutte dalla politica, dalla vita pubblica in genere: è popolare come l’olio di ricino nei cocktail. Però si salverà con un posto in Parlamento, il fetentone… Meritocrazia, la chiamano.


L’inizio della fine #16 – Un nuovo inizio

| buttato dentro il 15 aprile 2008 | alle ore 17:32 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 3 commenti e aggiungine un altro » |

La serie di post “L’inizio della fine” che, molto salturiamente, ha raccolto l’ascesa del grillismo e la caduta del governo Prodi, le elezioni e il ritorno di Silviuccio, si conclude qui. Almeno per il momento.
In poco più di un mese, il quadro politico è letteralmente crollato: la fine per molti, ma non esattamente la stessa fine che molti elettori “anti-casta” si auguravano. Segno ancora una volta dello scollamento della capi dalla base, del masochismo di alcuni parti politiche, della relatività delle leggi elettorali e della scomparsa delle ideologie fini a sé stesse (finalmente non esisterà in Parlamento il partito del no, non ci sarà chi parla di abolizione della proprietà privata e magari tra qualche anno avremo una sinistra vera e moderna). Per la destra non vale lo stesso discorso (ancora troppi delinquenti in Parlamento, troppi fascisti, troppi conflitti di interessi), ma non si può avere sempre tutto…
Detesto Grillo, come avrete capito in questi mesi, e l’antipolitica, ma non posso però che essere felice per tutti questi leader politici di cui ci siamo liberati: Fausto Bertinotti (secondo le vane promesse, avrebbe dovuto lasciare due anni fa); Alfonso Pecoraro Scanio (l’ecologismo e il suo contrario in una sola persona); Enrico Boselli («il Paese non può vivere senza socialisti»: si è visto); Gianni De Michelis (uff… che fatica… è ricco di famiglia e ha sempre un salvagente); Ciriaco De Mita (uff… che fatica… risuscita sempre il terzo giorno); Clemente Mastella (un addio tutt’altro che definitivo, ahimé); Francesco Storace (il tergicristallo della destra), Franco Giordano (komunista!), Francesco Rutelli (alleluia!). Continua…


Un sogno per il dopo-elezioni

| buttato dentro il 25 marzo 2006 | alle ore 13:44 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ho una piccola serie di sogni, insignificanti forse, per l’11 aprile prossimo.
Vorrei tornare a vedere in televisione Michele Santoro. Vorrei che si potesse invitare liberamente chiunque in Rai senza che nessuno rischi il posto. Vorrei tornare a sentire o leggere Luttazzi e la sua satira tagliente. Vorrei rivedere Guzzanti fare Rutelli e la sorella Berlusconi. Vorrei che Mimum si prendesse sei mesi di ferie alle Antille e che non passi più il suo tempo a manipolare notizie per qualcuno. Vorrei avere un’alternativa seria a Vespa e Mentana. Vorrei che in televisione, in radio, sui giornali, si possa tornare liberamente a parlare di ciò che si vuole senza nessuno che alzi i toni e insulti qualcun altro. Vorrei poter leggere il Corriere senza credere che sia un quotidiano Komunista. Vorrei sentire qualcuno che dice a Belpietro che non ha ragione. Vorrei vedere meno auto bruciate e meno braccia tese e pugni chiusi.