Segni che l’alternativa all’UV non esiste

| buttato dentro il 9 febbraio 2008 | alle ore 17:43 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Lorella Vezza e altri tre esponenti di Renouveau Valdôtain hanno abbandonato il movimento, in piena contestazione con il nuovo gruppo dirigente. Fino a ieri la Vezza era la coordinatrice, e dettava le linee da seguire per tutti. Appena cambia il coordinatore, di un partitino appena nato, scappa la redazione del giornale di partito e buona parte dell’ex vertice.
Ora, se si fonda insieme un partito, un motivo ci sarà: convenienze, amicizie, ideali, coraggio, voglia di mettersi in discussione. Come può la motivazione durare per nemmeno un anno? Come si può pretendere che l’alleanza che si candida a governare la Valle d’Aosta per i prossimi cinque anni sia basata su un movimento come questo, dove un giorno si parte, tutti assieme, e dieci giorni dopo ognuno è già per la propria strada? Con quali credenziali si potrà rivolgere agli alleati, che già di per sé di problemi ne hanno a sufficienza?
Mettendo insieme un Partito democratico spezzato in due (area filo-sinistra e area filo-Union Valdôtaine), un Renouveau spezzato in due (area filo-sinistra e area filo-Union Valdôtaine?), una Vallée d’Aoste Vive che pesa come il due di picche e una sinistra radicale che propone centinaia di posizioni diverse (da Di Pietro, addirittura lui, a Rifondazione, dai Verdi alla sinistra critica) si vuole creare una vera alternativa al potere, logoro e inefficiente, che c’è ora.
Interessante, ma chi ci crede?


L’inizio della fine #13 – Buone notizie

| buttato dentro il 2 febbraio 2008 | alle ore 21:27 | da | nelle categorie notizia del giorno, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Esplode lo scontro tra destra e sinistra“. Pericolo pastrocchi scampato, Silvio tornerà al governo. Per l’ultima volta, si spera…


Crisi di governo

| buttato dentro il 21 gennaio 2008 | alle ore 21:23 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 8 commenti e aggiungine un altro » |

Con la crisi di governo (alle porte) e le elezioni anticipate (dubito ci saranno), Roberto Nicco e Carlo Perrin torneranno a casa. Difficilmente torneranno a Roma. Forse da turisti, non da parlamentari: l’Uv si gabba una volta sola, lo insegna la storia. Finora.
L’unica alternativa alla “balena rossonera”, pare il centrosinistra. Sgangherato e quasi allo sbando, perde i pezzi prima ancora di averli messi assieme. Distinguo e chiacchiere, invece di progettare. Ha un passato ideologico, che si porta dietro pregiudizi, non ha un programma, soprattutto non ha le persone, i volti che a livello locale fanno la differenza: Perrin e Nicco?
Forse, tornando a casa, i due prodi potranno cambiare la sitazione: senza pensione da parlamentari (ecco i miei dubbi sulle elezioni anticipate, la casta è pur sempre casta…) e senza poltrona, pur avendo consenso e ampio seguito. Un cambiamento inatteso in vista delle regionali di maggio.
Pancia a terra e pedalare.


Il problema sicurezza e il partito del tergicristallo

| buttato dentro il 12 novembre 2007 | alle ore 11:49 | da | nelle categorie giornalismo, politica, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Un noto blogger anonimo (noto e anonimo sembrano in antitesi, ma così non è…) della sinistra valdostana parlava del “partito del tergicristallo” per indicare una serie di partiti e movimenti regionalisti e locali che passavano da destra a sinistra e viceversa come una banderuola, in base alla convenienza politica, al tema affrontato, al ritorno finanziario previsto, alla convenienza.
Ecco, a livello nazionale siamo tutti un po’ “partito del tergicristallo”. Un giorno ci scagliamo come caproni contro i romeni, poi contro i rom (come se fossero la stessa cosa e come se potessero essere tutti delinquenti). Poi invochiamo la repressione degli immigrati, di qualunque colore e sapore, con task-force apposite delle forze dell’ordine, aumenti di organico, aumento della spesa per la sicurezza o addirittura ronde squadriste.
Passa un giorno, e tutti sono contro i poliziotti, anche loro tutti uguali e tutti delinquenti dalla pistola facile. Distruggiamo le questure, le camionette, tutto. E mandiamo al patibolo chi ha sparato.
O meglio, mandiamolo in Romania in soggiorno premio…

Nell’immagine, il cartello moderato e pacificatore apparso sulla vetrina del negozio del ragazzo ucciso.


Segni della società che cambia #02

| buttato dentro il 12 ottobre 2007 | alle ore 19:24 | da | nelle categorie aosta, demenza giovanile, politica, psico | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Oggi manifestazione studentesca. «Non siamo contro gli esami di riparazione», ma sono apparsi puntualmente cartelli “No agli esami“.
Il punto non è questo. Il punto è il mio disgusto, ma per altro: ai miei tempi si manifestava tutti uniti, non c’era bandiere e colori. Non c’era politica, se non quella “Studenti vs. Resto del Mondo”. Sapevo bene che la Valle d’Aosta, in questo, rappresentava l’eccezione. Fuori Valle, dal ’68 in avanti, e forse anche prima, gli scontri destra-sinistra sono la marmellata sul pane della protesta, quel di più che fa colore e dà gusto e che, se non ci fosse, farebbe strano a tutti.
Qui, nell’isola felice di Regionelandia, gli studenti erano studenti. E basta. Qualche leader politico sfilava con loro, ma soltanto quelli, di qualunque colore essi fossero, che condividevano o avevano ispirato la protesta.
Oggi, invece, hanno sfilato in due cortei distinti e antagonisti. Con canzoni che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (Il canto degli italiani di Mameli da una parte, Bella ciao dall’altra). Con bandiere che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (il tricolore e la bandiera della pace). Con leader politici che dovrebbero condividere con gli studenti le motivazioni della “lotta” e che invece incitano alla contrapposizione (Azione Giovani e meno giovani da una parte, Rifondazione e i suoi satelliti dall’altra).
Uno spettacolo penoso, incivile, indegno. Il peggio di quanto potesse succedere fuori dalla “Dzenta valaye”.
E così tutti hanno parlato delle polemiche successive e della “protesta degli studenti contro gli esami di riparazione” e non delle altre motivazioni: forse perché non esistevano…

Nelle immagini: a destra la destra, a sinistra la sinistra. E dove se no…


Quel komunista di Almunia

| buttato dentro il 8 maggio 2007 | alle ore 20:57 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Anche l’UE approva il lavoro del Governo Prodi. Basta, basta, che scandalo. La sinistra europea è indietreggiante e la sua spinta è finita!


Qualcuno ha visto Mussi?

| buttato dentro il 20 aprile 2007 | alle ore 19:40 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Pare che sia uscito e abbia detto di andare a sinistra. Ma nessuno lo ha visto, e soprattutto non c’è uno solo che ha capito dove vuole andare…


Astensione e quote rosa

| buttato dentro il 19 maggio 2006 | alle ore 19:26 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Pininfarina, la Levi Montalcini, Andreotti e Colombo hanno votato a favore del nuovo Governo Prodi. I 7 senatori a vita, Secondo Silvio avrebbero dovuto astenersi. Ma l’Italia è un momento delicatissimo, nessuno se non il centro-sinistra può governare, e senza scelte rapide (magari anche sbagliate) il debito continuerà a salire e lo sviluppo tarderà ad arrivare, facendoci rimanere nello stagno in cui siamo impantanati. E i nostri grandi vecchi lo sanno bene

Il vero peso che ha fatto pendere l’ago della bilancia a sinistra è stato un sentore di cambiamento, seppur minimo: appena i 7 hanno intuito la possibilità di passare da Tremonti (finanziere creativo dalla dentiera bloccata chiusa) a Padoa-Schioppa (banchiere europeo e tecnico) all’Economia, il voto è stato certo.

Fischi e polemiche del centro-destra a tutti, tranne a Rita Levi Montalcini. Anche in questo caso, le quote rosa non sono state rispettate…


Il buon senso contro l’aviaria

| buttato dentro il 22 febbraio 2006 | alle ore 12:45 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Due cigni col raffreddore mettono in ginocchio il mercato delle carni bianche italiane. Il Governo, invocato dai produttori del settore in crisi, chiede e ottiene dall’Unione Europea di concedere aiuti pubblici agli allevatori di volatili.
Perché si pensa sempre ai soldi e non alle soluzioni pratiche? Il mercato avicolo è in crisi? Si rischiano di perdere, nel medio periodo, circa la metà dei posti di lavoro attuali? La ripresa sarà lenta, al contrario del crollo? Perché allora nelle mense pubbliche, negli asili, nelle scuole, non si compra pollo e tacchino e lo si serve al posto delle tonnellate di hamburger e polpette propinate a dipendenti e allievi?
Come sempre la soluzione di buon senso non è propinabile all’elettore pigro. O la soluzione è di destra (libero mercato in libero Stato) o è di sinistra (aiuti al mercato in crisi a tutela dei lavoratori). In questo caso, un Governo di destra si comporta da Governo di sinistra, forse a fini elettorali.
Certo la soluzione del buon senso servirebbe solo in parte, il vero mercato delle carni avicole lo fanno le casalinghe e non i ristori pubblici. Ma il segnale sarebbe potuto essere importante, non avrebbe causato ritorsioni interne o autorizzazioni europee. E sarebbe servito all’opinione pubblica più di due Ministri ciccioni che si sbrodolano di grasso in Piazza Montecitorio con due cosce di pollo per mano a testa…


Il male italiano: ci indignamo in fretta, ma poi…

| buttato dentro il 19 aprile 2005 | alle ore 17:23 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il premier fa leggi per sé per i primi due anni di governo e forse più. All’inizio tutti gridano allo scandalo, persino i politici a lui più vicini votano a favore con sdegno. Dopo due giorni, tutto come prima.
La classe dirigente ruba a destra e a sinistra, utilizza la posizione e i denari per avvantaggiarsi a spese del popolo-pecora: indignazione generale dalle 2 alle 36 ore successive al fatto. Poi, tutti rieletti.
Un omicida che occulta un cadavere per anni è cuccata, finalmente. L’opinione pubblica si indigna. Due anni dopo la pena gli viene quasi dimezzata. Nessuno fiata.
Un partito porta avanti idee xenofobe e elitarie da sessant’anni, è al governo e il popolo-pecora continua a sostenerlo: ha fatto tanto per noi poveracci. (se siete ancora poveracci non è che abbia poi fatto molto…)
Siamo in un Paese in cui si può truffare impunemente, si può essere eletti in Parlamento dopo una condanna penale ma non si può fumare una sigaretta. Si può uccidere il proprio figlio, la propria madre e il proprio marito e si è condannati a meno anni di reclusione rispetto a quando si fa pipì su un vaso di fiori.