Non basta scuotere la testa #03

| buttato dentro il 27 maggio 2008 | alle ore 12:56 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Batosta per la sinistra, batosta per la destra, batosta per la Fédération. Ridono soltanto Vda Vive – Renouveau (ma è un sorriso stiracchiato: pensavano di spaccare il mondo) e, come sempre, Union. Tanto.
La grande campagna elettorale, basata sui cambiamenti e che non ha coinvolto i cittadini, non cambierà nulla, assolutamente nulla. Anzi, la strada per i progetti faraonici e colossali, con un nuovo presidente in pectore icona del decisionismo, sarà spianata: ennesima dimostrazione che certe questioni è meglio non buttarle in politica. Domani avremo un inceneritore inutile, un casinò con l’acqua alla gola come in passato, piste forestali anche a 4000 metri, 25 ponti sul Buthier uno a fianco all’altro, telecabine in città e palasport anche a Pontboset. I partiti che vi si opponevano sono stati sconfitti: non romperanno più le scatole. Continua…


Non basta scuotere la testa

| buttato dentro il 25 maggio 2008 | alle ore 12:15 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

A mezzogiorno di oggi ha votato il 23,28%. Cinque anni fa, aveva votato il 19,35%. Eppure credevo che questa campagna elettorale regionale stancante, che aveva coinvolto su fronti contrapposti per la prima volta tre grossi blocchi, con faide interne, scontri duri e attacchi personali sinceramente evitabili, non avesse colto nel segno, lasciando piuttosto indifferenti gli elettori, non convincendo gli indecisi e non spostando voti rispetto a 5 anni fa: una vittoria (non così schiacciante) dell’UV è ancora oggi nell’aria, ma con questi numeri non si sa mai… Campagna elettorale tutta giocata sul cambiamento, anche dai partiti di maggioranza, come se per anni non avessero potuto governare e usare la montagna di soldi del bilancio regionale per dare nuovo slancio ad una regione bella addormentata. Una campagna tutta basata sul personalismo dei candidati, sui bacini di voti dei soliti noti e della ineluttabile volontà di mantenere in realtà tutto come prima. Continua…


Ma l’UV cosa fa? Caramelle?

| buttato dentro il 13 marzo 2008 | alle ore 11:35 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Guido Césal, presidente dell’Union Valdôtaine, ha detto alla presentazione delle liste per le elezioni politiche che «vogliamo portare a Roma due parlamentari che siano espressione della Valle d’Aosta tutta intera e non soltanto di una parte politica». Perché, l’Union non fa politica? Non è una parte politica? Se fa caramelle, non è capace a venderle perché non le ho ancora mai mangiate…

E’ finito il tempo in cui l’UV era valdostana e gli altri no. Ora c’è una parte politica pessima, una ancora peggio e una terza, beh, su cui non mi esprimo…


La sorpresa dei DS contro i due PD

| buttato dentro il 10 marzo 2008 | alle ore 20:06 | da | nelle categorie aosta, notizia del giorno, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Sono state depositate le liste per il collegio uninominale valdostano, l’unico sopravvissuto in Italia, i cui voti (ingiustamente, ma quello è un altro discorso) non contano per le cifre elettorali nazionali.
La sorpresa, è che a fianco delle liste previste, ci sono i DS.
A fianco di Vallée d’Aoste (autonomisti valdostani centristi, tra cui l’Union Valdôtaine), “Galletto” (sinistra, PD, altri autonomisti), PdL, Azione Sociale (unico caso in cui la Mussolini appoggia un candidato al di fuori del PdL), Lega Nord, si presentano i fantomatici DS, che esprimono due candidati, nientemeno che il presidente e il segretario nazionali, entrambi di Barletta, con il simbolo ufficiale dei DS, ovviamente al di fuori del PD.
Ebbene, se a livello nazionale sono stati fermati dalla Cassazione nei giorni scorsi, e saranno probabilmente bloccati anche nel tentativo aostano, in Valle la farsa non suona del tutto nuova, dopo che per quasi sei mesi abbiamo vissuto con un doppio gruppo PD in consiglio regionale (PD “ufficiale” e “Per il PD”, due dissidenti filoautonomisti).
Questi DS “finti”, la Cassazione li fermerà.
Chez nous, il PD finto (senza virgolette) è vissuto impunemente, senza che i vertici del partito “vero” potessero o volessero farci nulla…


Segni che l’alternativa all’UV non esiste

| buttato dentro il 9 febbraio 2008 | alle ore 17:43 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Lorella Vezza e altri tre esponenti di Renouveau Valdôtain hanno abbandonato il movimento, in piena contestazione con il nuovo gruppo dirigente. Fino a ieri la Vezza era la coordinatrice, e dettava le linee da seguire per tutti. Appena cambia il coordinatore, di un partitino appena nato, scappa la redazione del giornale di partito e buona parte dell’ex vertice.
Ora, se si fonda insieme un partito, un motivo ci sarà: convenienze, amicizie, ideali, coraggio, voglia di mettersi in discussione. Come può la motivazione durare per nemmeno un anno? Come si può pretendere che l’alleanza che si candida a governare la Valle d’Aosta per i prossimi cinque anni sia basata su un movimento come questo, dove un giorno si parte, tutti assieme, e dieci giorni dopo ognuno è già per la propria strada? Con quali credenziali si potrà rivolgere agli alleati, che già di per sé di problemi ne hanno a sufficienza?
Mettendo insieme un Partito democratico spezzato in due (area filo-sinistra e area filo-Union Valdôtaine), un Renouveau spezzato in due (area filo-sinistra e area filo-Union Valdôtaine?), una Vallée d’Aoste Vive che pesa come il due di picche e una sinistra radicale che propone centinaia di posizioni diverse (da Di Pietro, addirittura lui, a Rifondazione, dai Verdi alla sinistra critica) si vuole creare una vera alternativa al potere, logoro e inefficiente, che c’è ora.
Interessante, ma chi ci crede?


Crisi di governo

| buttato dentro il 21 gennaio 2008 | alle ore 21:23 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 8 commenti e aggiungine un altro » |

Con la crisi di governo (alle porte) e le elezioni anticipate (dubito ci saranno), Roberto Nicco e Carlo Perrin torneranno a casa. Difficilmente torneranno a Roma. Forse da turisti, non da parlamentari: l’Uv si gabba una volta sola, lo insegna la storia. Finora.
L’unica alternativa alla “balena rossonera”, pare il centrosinistra. Sgangherato e quasi allo sbando, perde i pezzi prima ancora di averli messi assieme. Distinguo e chiacchiere, invece di progettare. Ha un passato ideologico, che si porta dietro pregiudizi, non ha un programma, soprattutto non ha le persone, i volti che a livello locale fanno la differenza: Perrin e Nicco?
Forse, tornando a casa, i due prodi potranno cambiare la sitazione: senza pensione da parlamentari (ecco i miei dubbi sulle elezioni anticipate, la casta è pur sempre casta…) e senza poltrona, pur avendo consenso e ampio seguito. Un cambiamento inatteso in vista delle regionali di maggio.
Pancia a terra e pedalare.


Politichese

| buttato dentro il 21 novembre 2007 | alle ore 14:16 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Eddy Ottoz aderisce al gruppo della Casa delle Libertà. Cioè, spiegatemi: era uscito dal gruppo dell’Union Valdôtaine perché questo professava l’astensione ai referendum, al contrario del parere personale di Ottoz, ed aderisce ad un altro gruppo che professava l’astensione?
Trovare una motivazione diversa?


Cosa avevano di anti-unionista i cinque referendum?

| buttato dentro il 19 novembre 2007 | alle ore 13:24 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Giorno del dopo voto, giorno della sconfitta dei referendum, giorno della vittoria degli astensionisti.
Trovo fastidioso, come dopo ogni consultazione popolare, il salto sul carro dei vincitori: anche chi non aveva parlato dei referendum, oggi ha vinto. Anche chi non aveva affrontato l’argomento e che non aveva idea di quali fossero le cinque proposte, oggi gira con un sorriso a 156 denti. Senza sapere perché.
Ha vinto l’astensione, come era prevedibile: non si porta ai seggi la massa degli elettori per sostenere delle idee, ma per dare sostegno a delle persone. E’ quello che succede in Italia, e ancora più in Valle d’Aosta. Si va a votare l’amico del cugino e la sorella della vicina di casa, ma poche volte si vota per le idee di uno schieramento. Chi vota per le idee è minoranza, costretto a masticare amaro ogni volta.
In più, mi domando: quali aspetti dovevano essere anti-unionisti nei cinque quesiti proposti?
La preferenza unica? No, perché (a quanto ci hanno raccontato) nessuno ha mai utilizzato le tre preferenze per cordate e voto di scambio nei piccoli paesi.
L’elezione diretta della giunta regionale? Forse, perché avrebbe scombinato in parte gli equilibri tra le diverse anime del mouvement e costretto ai giochi delle poltrone prima delle elezioni e non dopo.
La dichiarazione preventiva delle alleanze? No, ora come ora il quadro politico è piuttosto chiaro, e alleanze diverse da quelle dichiarate non sono pensabili. E, se in futuro le cose butteranno male, la legge si potrà sempre cambiare.
Le quote rosa? Forse, perché le donne nel mouvement sono poche. Ma non era la questione centrale.
Il nuovo ospedale? Era un quesito di buon senso, e non politico.
In verità, se i referendari temevano il quorum, l’Union temeva il referendum. Temeva di non vincere. Aveva bisogno degli astensionisti fisiologici, aveva bisogno di giocare a carte scoperte e senza voto segreto: chi votava, votava sì (e se non è controllo del voto questo, è darsi la zappa sui piedi alimentando tanti pourparler). Continua…


A Michela Vittoria il primo round

| buttato dentro il 12 novembre 2007 | alle ore 12:24 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La coalizione di favore tra Union Valdôtaine, Forza Italia e Circoli della Libertà ha portato il primo successo elettorale per la rossa. Alle elezioni comunali di ieri, l’armata brancaleone rossonero-azzurra ha ufficializzato la svolta a destra dell’Union, fino a ieri smentita.
I soliti bugiardi…
(metto le mani avanti: “bugiardi” non è da querela, perché fino a ieri i rossoneri negavano un possibile apparentamento con il centro-destra, oggi smentito dai fatti. Ovviamente, i vertici negheranno perché non c’è stato nessun appoggio ufficiale del mouvement)

Aggiornamento 13 novembre
Stasera, Crozza a Ballarò ha commentato: «A Courmayeur, domenica ha vinto la candidata sindaco dei circoli della libertà. Lo slogan della campagna elettorale è stato “Più skipass per tutti”»


Ammissioni

| buttato dentro il 6 settembre 2007 | alle ore 17:53 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

L’assessore all’istruzione e cultura della regione Valle d’Aosta, Laurent Viérin, ammette: «Io credo che la Valle d’Aosta debba potenziare il suo bilinguismo, e che diventi un bilinguismo reale e non solo di facciata».
Apriti cielo! Se ne sono accorti anche loro, gli unionisti…
Potrebbe essere, anche se inconsapevole per Viérin, che verrà al più presto appeso per gli alluci ad un’arolla di Jovençan, la svolta. Fino ad ora, mai nessun governante valdostano locale aveva ammesso che (forse) il francese era soltanto più nella bocca del palazzo e non scorreva più da tempo tra le orecchie della gente. Fino ad ora anche solo dubitare, per una certa classe politica, del fatto che tutti i valdostani sapessero il francese e lo utilizzassero (quasi) quotidianamente, era commettere un peccato capitale. Fino a questa mattina, dire che ormai il francese lo si usa solo per scopi politici e per poco altro, significava minare l’autonomia da Roma.
Ora… squillino le trombe, finalmente un piccolo velo di ipocrisia (per sbaglio) è stato levato. Però, il mio grosso timore è che, come sempre, le parole dell’assessore siano strumentalizzate dai “nemici” politici che l’Union Valdotaine ha creato dai propri embrioni. Bene, cari… voi avete sempre fatto lo stesso fino all’altro ieri, bisogna avere la schiena dritta e un minimo di coerenza per indicare le dita sporche di nutella degli ex compagnucci politici… evitate di ergervi a paladini della “vera valdostanità” tutte le sante volte…

Grazie