The Strokes – Il miglior album dell’anno

| buttato dentro il 16 Febbraio 2006 | alle ore 21:01 | da | nelle categorie musica, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Raramente duplico i miei interventi. Questa volta però questo misfatto merita veramente di essere attuato. First impression of earth degli Strokes è un album davvero fantastico.
Lo avevo sentenziato dopo il primo ascolto e lo ribadisco dopo che il numero degli ascolti ha superato il centinaio, se non i 150. In un mese. Raramente mi capita di ascoltare (per intero) un album così tante volte. Veramente piacevole, vario. Ad ogni ascolto se ne scopre un lato che prima non si era notato. È quasi un disco feticcio, per la ricchezza del libretto, quasi barocco, che dopo le mistificazioni dei Coldplay (che non hanno nemmeno pubblicato i testi) è ritornato quasi un’opera a sé, con dignità stilistica e impaginazione notevole.
Saranno dei coglionazzi, ma ci sanno fare. Hanno trainato il rock and roll, assieme ai White Stripes, ad una nuova rinascita, l’ennesima. E sono riusciti a tirar fuori 14 canzoni con testi non scontati, riff curati e parti vocali meno elementari. Quasi un disco epocale, per questi versi, soprattutto in questi ultimi tempi di sole e poche nicchie eccellenti contro masse tunzettare e scontate.
La canzone più banale è forse Razorblade, ma non se ne vuole più andar via dalla testa. “My feelings are more important then yours / Sweetheart / Your feelings are more important of course”. Ask me anything tronca con la prima parte del disco e con il passato di Room on fire, ma è stata fin troppo mitizzata dalla critica: quando parte decisa Electricityscape il fan storico tira un sospiro di sollievo e può tornare a sentire le amate chitarre di Nick Valensi e Albert J. Hammond. Ogni canzone potrebbe essere lanciata come singolo, nessuna ha la debolezza creativa di eventi precedenti e starebbe bene nelle playlist delle radio più di tanti Chariot o Robbie Williams bolliti.
Fear of sleep ricorda a tratti le coltellate degli italici Afterhours: loro però avevano e mettevano paura del buio. -ize of the world ha il finale che amo di più di un brano musicale. Semplicemente, finisce, senza tirarla per le lunghe. Grazie.

First impressione of earth è uno di quei dischi che vorrei sentire nei locali, nelle discoteche, nei pub. Come, ai tempi, i Nirvana. Come i Radiohead di OK Computer. Come gli Oasis e i Blur ai tempi d’oro.
Forse Casablancas e soci stanno accontentando qualche inglese che ha come me questa timida speranza. Oltre Manica l’album sta facendo furore.
Qui in Italia vogliamo farci del male con Madonna e il ritorno, nientepopodimenoche, di Haiiduchi.

Ne sentivamo la mancanza…

Tracklist:

01. You only live once
02. Juicebox
03. Heart in a cage
04. Razorblade
05. On the other side
06. Vision of division
07. Ask me anything
08. Electricityscape
09. Killing lies
10. Fear of sleep
11. 15 minutes
12. -ize of the world
13. Evening sun
14. Red light



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