Che poi ci stupiamo della crisi dei piccoli negozi

| buttato dentro il 19 novembre 2018 | alle ore 14:54 | da | nelle categorie aosta, news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

BlecfraideiPoste Italiane dice oggi che nel 2018, in 9 mesi, ha consegnato oltre 262 mila pacchi in Valle d’Aosta. Gli abitanti sono 126 mila, vuol dire che sono poco più di due pacchi a residente.
Compresi i neonati e i bambini. Compresi gli anziani che manco sanno accendere un computer. Compresi i nullatenenti che non si possono sognare di comprare sta roba manco al negozio della Caritas. Compresi i residenti che in realtà vivono o lavorano altrove e di certo non si fanno spedire roba qui. Se togliamo queste categorie, arriviamo pure a tre, forse quattro pacchi in media.
E mancano ancora le feste di fine anno. Continua…


Sciacalli, puttane e pennivendoli

| buttato dentro il 13 novembre 2018 | alle ore 16:00 | da | nelle categorie giornalismo | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

quartoAlessandro Pellizza da Villeneuve
“Il quarto potere”
Luce su sensore fotografico
2018, collezione privata


La rivincita del vento

| buttato dentro il 3 ottobre 2018 | alle ore 10:16 | da | nelle categorie demenza giovanile | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Abbiamo aspettato anni, subendo soprusi e ingiustizie.
Non contenti, voialtri tutti ci prendevate in giro: «Siete diversi, non siete adeguati, dovrete presto adattarvi alle nostre tradizioni mettendo da parte le vostre».
E noi no, non ci siamo mai piegati. Abbiamo superato avversità, difficoltà, imprevisti. Ci siamo uniti tra noi, come una vera comunità coesa e compatta, nonostante le tante diversità. Ci siamo ingegnati in soluzioni tampone nei momenti più duri. Ci siamo allontanati da tutti in cerca di un posto migliore.
Oggi, finalmente, è il giorno della nostra rivincita: abbiamo Wind, trovate lungo!
#VodafoneDown


Ricordi dolci

| buttato dentro il 4 agosto 2018 | alle ore 11:48 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

boch«Andiamo a sbranarci un dolcino» sbraitava all’improvviso, come un pazzo, Enrico Martinet, il noto Vate del giornalismo valdostano, nel silenzio di in un lungo pomeriggio invernale in redazione.
Così scendevamo, entravamo in questo posto rimasto fermo agli Anni 60, prendevamo uno chantilly a testa. Martinet ranzava via la panna con un cucchiaino e poi se lo sbafava come un bambino.
Come due bambini, in realtà. E tornavamo a scrivere felici.


Le nuove frontiere della riservatezza

| buttato dentro il 13 giugno 2018 | alle ore 12:20 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Sportello di un ufficio (para)pubblico, stamattina.
Addetta parla al telefono: «Signora Nome Cognome di Piccolopaesedicentoanime, buongiorno!».
La signora Cognome evidentemente non capisce con chi stia parlando.
L’addetta insiste: «Signora Cognome, lei si è iscritta ieri al servizio Tal Dei Tali!»
La signora Cognome all’improvviso, ricorda.
«Solo che quando si è iscritta al servizio Tal Dei Tali mi sono dimenticata di farle firmare il foglio sulla privacy, sa che è cambiato il regolamento e adesso ci sono nuovi obblighi», fa sapere l’addetta alla decina di persone in sala d’attesa.


Candidati che fanno di tutto per non far capire in che partito sono candidati

| buttato dentro il 28 aprile 2018 | alle ore 11:39 | da | nelle categorie aosta, politica | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Spuntate come funghi. Create pagine su Facebook per l’occasione, fate video un po’ tentennanti in cui guardate in alto in cerca di sicurezza, vi mangiate le parole e ripetete concetti che sembra proprio qualcuno vi abbiano inculcato. Riempite pagine di concetti semplici, condivisibili e trasversali: «Più lavoro!». «Incrementiamo il turismo!». «Via la corruzione!». «Basta con i volti noti!». «W la Valle d’Aosta!».
Ma lo dite tutti, tutti, e tutti allo stesso modo. Quello che non vi è chiaro, ecco, è che spesso non si capisce manco in che lista siete candidati. Io vi voterei tutti – beh, tutti proprio no, non esageriamo – ma avete così tanto banalizzato la politica che potreste essere candidati indifferentemente nella Lega o nel Pd, nell’Uv o nel Mouv’, nell’Uvp o nell’Alpe, nel M5s o nel Centrodestra, in Impegno civico o nella Stella Alpina. In un partito che ha governato per 40 anni o in uno nato tre giorni fa. In una lista che ha il presidente della Regione e sei assessori o in una di 35 debuttanti.
Già che avete tanto da dire, dite qualcosa di diverso. E soprattutto: dite dove siete candidati, che non ve l’ha prescritto il medico di farlo. E se vi faceva così schifo il simbolo sotto cui siete candidati, forse un problemino c’è.


Laurent Viérin ha ucciso Laurent Viérin

| buttato dentro il 15 gennaio 2018 | alle ore 23:38 | da | nelle categorie demenza giovanile, storie di vita vissuta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Eravamo il presidente della Regione Laurent Viérin e io. In corso Padre Lorenzo, centro di Aosta. Entravamo in un vecchio fienile, in pietra e legno. Dentro c’erano altri due Laurent Viérin, uno identico al numero uno, l’altro con i capelli un pelo più lunghi. A un certo punto il Laurent Viérin numero due si avvicina al Laurent Viérin numero uno e gli spara. Quasi a bruciapelo. “Cazzolina, hanno fatto fuori il presidente e io sono proprio qui, adesso sparano anche a me”, penso. Il Laurent Viérin numero due e il Laurent Viérin numero tre scappano. Il Laurent Viérin numero uno resta lì, a terra. Anche se gli hanno sparato dritto nel petto, ha solo una ferita di striscio a una gamba.
Poi, mi sveglio.


Nevismi

| buttato dentro il 10 dicembre 2017 | alle ore 16:08 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ho visto un tizio con il pandino. Ci aveva montato le catene, ma sgasava così tanto che le ruote davanti pattinavano.
Mi chiedo sempre dove cavolo vogliate andare tutti. Nevica, è domenica e i regali li fate tutti la vigilia. Si sta a casa a guardare cadere la neve e a mangiare cioccolata calda, forza.


Autoinsultandosi

| buttato dentro il 9 dicembre 2017 | alle ore 15:44 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ieri mi sono chiuso fuori. Uscendo ho preso per sbaglio le chiavi di casa dei miei genitori.
Nel piccolo dramma umano, penso: «Pirla che sono, vado dai miei a prendere la copia delle chiavi di casa mia».
Percorro le poche centinaia di metri che separano le nostre umili magioni. Arrivo davanti alla porta, scampanello e cristono: «Ecco, non ci sono. Adesso come faccio?». Continua…


«Esistono storie che non esistono»

| buttato dentro il 24 novembre 2017 | alle ore 10:40 | da | nelle categorie aosta, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

venariaAnni 80. In una piccola città del Piemonte alle porte di Torino, una serie di eventi inspiegabili cambia per sempre la vita di una comunità. Un bimbo all’improvviso scompare. Una madre angosciata ha contatti paranormali con lui, ma tutti le danno della pazza. Uno sceriffo di mezza età, alcolizzato e svogliato, indaga a fondo, ma invano. Mentre tutti lo danno per morto, il piccolo è finito in un luogo immaginario: il mercato coperto.
È un luogo ambivalente. Prende vita solo nelle fervide fantasie dei più piccoli o esiste davvero? Come negli incubi dei bambini, è popolato di creature malvagie: il perfido demogorgone può arrivare anche nel mondo reale o è confinato in questo limbo vischioso? Continua…