[AostaSera.it] Nasce anche in Valle il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo: «C’è bisogno di legalità e di cambiamento»

| buttato dentro il 21 gennaio 2011 | alle ore 10:33 | da | nelle categorie news | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Non è un partito, non ha uno statuto, non ha un programma, non ha tessere. Ma ha una retorica tutta sua, spesso cruda: il Movimento 5 stelle, il sistema di liste “certificate” dall’ex comico Beppe Grillo, si è presentato ieri sera ad Aosta. La Valle è la quinta regione in cui i grillini si danno un’organizzazione stabile, ottenuta grazie al supporto dei consiglieri regionali piemontesi, dopo i progetti del Meetup su internet, nato a dicembre 2007, e dell’Alp, l’Associazione libero pensiero, sorta il 16 aprile 2009 per ovviare a qualche problema logistico. «Nella nostra regione – ha esordito Roberto Cognetta, uno dei capofila dell’iniziativa – c’è reticenza, manca la cultura del cambiamento e le cose sembrano sempre ferme. Il Movimento è nato perché crediamo ci sia bisogno di legalità: oggi ce n’è davvero poca». Buona lettura su AostaSera.it…


Così uguali, così diversi. Come complicare la vita all’elettore per fare gli alternativi

| buttato dentro il 17 gennaio 2011 | alle ore 22:01 | da | nelle categorie aosta, news, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La novità politica è la tridimensionalità. Due delle creature più giovani che si presentano sull’asfittico panorama valdostano la buttano in caciara e si smarcano dalla tradizionale differenza tra destra e sinistra.
I primi sono i fascisti di CasaPound. Non sono di destra, ma di estremo centro alto.
Gli altri, sono i grillini del Movimento 5 Stelle. Non sono di sinistra, tantomeno di destra. Sono avanti.

Così, su due piedi, non riesco a capire quale delle due formazioni sia meno piena di sé…


Schiavi nel 2009: il nostro complesso di inferiorità

| buttato dentro il 8 gennaio 2009 | alle ore 18:02 | da | nelle categorie economia, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 4 commenti e aggiungine un altro » |

SperanzaNoi, i non tifosi, siamo costretti da anni a vivere con il calcio. Il calcio infilato in ogni anfratto, in televisione, nella stampa, in internet, nelle discussioni da bar. Adesso poi, che quella categoria umana con qualche problemino di identità e di attributi che va allo stadio tutte le domeniche con il solo scopo di fare gazzarra finisce in prima pagina per morti, feriti, distruzioni e devastazioni una decina di volte all’anno, salvo poi comunicarci che “questa volta è quella buona per riformare lo sport più bello del mondo“. Per chi sia il più bello, negli anni lo si è dimenticato.
Noi, i non rassegnati, siamo costretti da anni a vivere con i Berlusconi e i Calderoli e i Casarini. Sogniamo sinistra del popolo, moderna e una destra Montanelliana (o addirittura Segni Mariottiana), sognamo che non tutti debbano anteporre per forza i proprio interessi a quelli collettivi, sognamo che non si debba urlare per farsi sentire e che una promessa abbia ancora un valore. Continua…


L’inizio della fine #16 – Un nuovo inizio

| buttato dentro il 15 aprile 2008 | alle ore 17:32 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 3 commenti e aggiungine un altro » |

La serie di post “L’inizio della fine” che, molto salturiamente, ha raccolto l’ascesa del grillismo e la caduta del governo Prodi, le elezioni e il ritorno di Silviuccio, si conclude qui. Almeno per il momento.
In poco più di un mese, il quadro politico è letteralmente crollato: la fine per molti, ma non esattamente la stessa fine che molti elettori “anti-casta” si auguravano. Segno ancora una volta dello scollamento della capi dalla base, del masochismo di alcuni parti politiche, della relatività delle leggi elettorali e della scomparsa delle ideologie fini a sé stesse (finalmente non esisterà in Parlamento il partito del no, non ci sarà chi parla di abolizione della proprietà privata e magari tra qualche anno avremo una sinistra vera e moderna). Per la destra non vale lo stesso discorso (ancora troppi delinquenti in Parlamento, troppi fascisti, troppi conflitti di interessi), ma non si può avere sempre tutto…
Detesto Grillo, come avrete capito in questi mesi, e l’antipolitica, ma non posso però che essere felice per tutti questi leader politici di cui ci siamo liberati: Fausto Bertinotti (secondo le vane promesse, avrebbe dovuto lasciare due anni fa); Alfonso Pecoraro Scanio (l’ecologismo e il suo contrario in una sola persona); Enrico Boselli («il Paese non può vivere senza socialisti»: si è visto); Gianni De Michelis (uff… che fatica… è ricco di famiglia e ha sempre un salvagente); Ciriaco De Mita (uff… che fatica… risuscita sempre il terzo giorno); Clemente Mastella (un addio tutt’altro che definitivo, ahimé); Francesco Storace (il tergicristallo della destra), Franco Giordano (komunista!), Francesco Rutelli (alleluia!). Continua…


Per dirla tutta…

| buttato dentro il 14 aprile 2008 | alle ore 11:47 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La sinistra si è distrutta con le sue stesse mani: Grillo astensionista, i socialisti, la sinistra critica, l’arcobaleno, i komunisti, i post-comunisti, i lavoratori, i pensatori. Nessuno avrebbe mai pensato di restare fuori.


Acido acida

| buttato dentro il 6 febbraio 2008 | alle ore 12:07 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Napolitano scioglie le camere. Fermato per un malinteso a Genova un signore con barba e capelli ricci brizzolati che festeggiava nudo in strada. «Signore, no. Non faccia così… non le hanno sciolte con l’acido…»


Discorsetto banale

| buttato dentro il 12 dicembre 2007 | alle ore 14:55 | da | nelle categorie economia, giornalismo, notizia del giorno | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Due giorni di sciopero dei Tir bastano per mettere in ginocchio l’Italia.
«Tutti precettati», tuona il Governo.
«Precetta tua sorella», rispondono i camionisti.
Il vero problema che questo sciopero ha sollevato, ma nessuno pare essersene accorto, è che dipendiamo in tutto e per tutto da una categoria. Senza i taxisti, si vive. Senza metropolitane e bus, si vive. Senza medici, visto che sono persone responsabili, si vive. Senza treni, si vive meglio. Sembra una cosa ovvia, ma nessuno l’ha ancora affrontata. Nè quel suonato di Beppe Grillo, che ha di meglio da fare per farsi soldi, né ministri, né giornalisti.
Senza Tir non si vive, tutto va a gambe all’aria, e non ci sono soluzioni alternative che tengano. Il “just-in-time” professato dall’economia occidentale è KO in Italia, Paese dipendente dal trasporto su gomma e senza una sola alternativa che sia valida: l’assenza di magazzino ha svuotato il poche ore benzinai e supermercati. Il trasporto su rotaia non esiste, ma nessuno pensa di incentivarlo: meglio la gomma, certo. Ma se un giorno i camionisti si svegliano col piede sbagliato, restiamo tutti a piedi e “senza” cibo.
Non sarebbe ora, invece di cercare semplicemente di metterci una pezza, di ripensare il sistema di trasporto e consegna perlomeno dei beni di prima necessità? Non si tratta di tagliare fuori una categoria, ma di sfilarle lentamente di mano il coltello, che ha saldamente dalla parte del manico.
Anziché fermarsi al problema attuale (“facciamo ripartire i Tir al più presto”), pensiamo al futuro (“come faremmo senza Tir”): e se un giorno a scioperare non saranno i Tir, ma il petrolio?

Nell’immagine, la festa del camionista, il cui motto recita “un partner insostituibile per l’economia del paese”.


L’inizio della fine #04

| buttato dentro il 5 ottobre 2007 | alle ore 12:58 | da | nelle categorie politica, tivì | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Stavolta Grillo attacca il pettinatissimo Gianni Riotta, reo di aver parlato di alcuni commenti razzisti e negazionisti sul blog di Beppe, associandolo a quei pensieri, non suoi. E, di concerto, di non aver dato eguale spazio al V-Day.
Un’altra volta Beppone la fa fuori dal vasino. Perché attaccare Riotta personalmente, sulla sua direzione al Tg1? Perché non prendere posizione chiaramente contro i commentatori, ma fare del “benaltrismo” tirando fuori mille altri problemi di cui Riotta non parla?
Il Tg1 ha parlato di questo, e lo ha fatto in maniera equilibrata. Ma questo, non conta: basta screditarlo e minimizzare, proprio come farebbe un qualunque politico


L’inizio della fine #03

| buttato dentro il 21 settembre 2007 | alle ore 19:12 | da | nelle categorie politica, tivì | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quest’uomo qui, sulla vicenda Grillo-politici-Rai, ccc’ha ragione


L’inizio della fine #02

| buttato dentro il 18 settembre 2007 | alle ore 19:11 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Questa volta Beppe Grillo passa agli insulti. Non aveva nulla di meglio da scrivere che Alzheimer Prodi? Non capisce che si fa male con le proprie mani….. Dovrebbe essere inattaccabile, e invece inciampa nel filo interdentale che gli è caduto di mano…

PS: stasera Mastella ha fatto il Mastella: «Grillo non è più un comico. E non faceva ridere nemmeno come comico». Invece Mastella faceva ridere quando non era Ministro, e adesso lo fa ancora di più… Resta il fatto che se Grillo si abbassa al livello dell’insulto e dello sfottò, anche reazioni scomposte come quella di Mastellone diverranno autorevoli.