feb
17
2009

Gianni Riotta, direttore del Tg1, è riuscito nell’impresa di non dare, nei titoli, la notizia della condanna di David Mills nel processo che vede coimputato Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Di un Paese occidentale. Nel G8.
Successivamente, si è superato dando la notizia al minuto 20 del suo telegiornale, infilata in mezzo ad un’intervista tra la gente e una notizia su Sanremo.
Era parzialmente giustificato dall’ennesima dimostrazione di autolesionismo del PD, che dopo essere finito ad elezioni anticipate in Sardegna per litigi interni alla stessa maggioranza di centro-sinistra è riuscito nell’impresa di perdere le elezioni con un candidato forte e rappresentativo come Renato Soru, e di far crollare la leadership traballante di Walter Veltroni. Distratti tutti dal PD in pezzi, notizia d’apertura, chissenefrega di Mills e del premier coimputato. Continua a leggere
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dic
18
2008
Nostalgia del Bagaglino: dopo che Fini ha dato del fascista alla chiesa cattolica, Berlusconi dà del nano a Brunetta.
Indagati in Svezia alcuni membri della giuria del Nobel. Berlusconi: «Da sempre siamo garantisti, ma c’è del marcio». Veltroni: «Siamo gente perbene, non c’è spazio per corruttori svedesi nel PD. Saranno espulsi». L’indagine è partita da un fatto sconcertante: volevano dare il Nobel per l’economia a Victoria Silvstedt. Martufello: «So’ ingrifato». Alba Parietti: «Fondo il PD svedese, altro che primarie». Jervolino: «I miei assessori non erano mica svedesi, non mi dimetto». Villari: «Manco io, e che, siamo pazzi?». Bertinotti: «E’ finito il tempo del partito dei sindaci scandinavi». Umberto Bossi: «Boicottiamo l’Ikea, solo mobili e oggetti inutili padani».
Nell’immagine, magna-magna svedese
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dic
16
2008
Formigoni critica i tagli di Trenitalia ai convogli dei pendolari. L’ad Moretti fa l’indiano (vedi foto in alto).
Sciolti 2000 milioni di tonnellate di ghiaccio: smettete di bere tutti quei drink.
Politica. La Parietti si candiderà per le primarie del PD: «Veltroni me lo ha sconsigliato, quindi è sicuramente la scelta giusta».
“Europa”, il quotidiano dell’ex Margherita, detta la linea: «Veltroni, molla Di Pietro: potremmo riuscire a prendere addirittura qualche voto in meno».
Economia. Ennesimo crollo delle Borse, all’annuncio di Elisabetta Gregoraci di voler dare un erede o due a Briatore.
Gossip. Borriello: «Amo Belen». Tutti gli altri: «Anche noi».
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ott
6
2008
E’ una mia impressione, oppure il PD e Waltere Veltroni stanno piano piano avvicinandosi alle posizioni di Di Pietro, che fino a qualche settimana fa ritenevano un folle?
Appiattendosi, su Rieducational channel
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lug
9
2008
Oh, comunque niente inciucio: su facebook Walter e Silvio non sono amici.
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mag
25
2008
A mezzogiorno di oggi ha votato il 23,28%. Cinque anni fa, aveva votato il 19,35%. Eppure credevo che questa campagna elettorale regionale stancante, che aveva coinvolto su fronti contrapposti per la prima volta tre grossi blocchi, con faide interne, scontri duri e attacchi personali sinceramente evitabili, non avesse colto nel segno, lasciando piuttosto indifferenti gli elettori, non convincendo gli indecisi e non spostando voti rispetto a 5 anni fa: una vittoria (non così schiacciante) dell’UV è ancora oggi nell’aria, ma con questi numeri non si sa mai… Campagna elettorale tutta giocata sul cambiamento, anche dai partiti di maggioranza, come se per anni non avessero potuto governare e usare la montagna di soldi del bilancio regionale per dare nuovo slancio ad una regione bella addormentata. Una campagna tutta basata sul personalismo dei candidati, sui bacini di voti dei soliti noti e della ineluttabile volontà di mantenere in realtà tutto come prima. Continua a leggere
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mag
14
2008
Due parole sulla vicenda Travaglio: perché tutto ’sto casino?
Dire che Schifani era amico di gente che poi si è rivelata mafiosa è la verità. Non è penalmente rilevante, ma è piuttosto infamante: negli Stati esteri, per molto meno si perderebbe la reputazione, altro che seconda carica dello Stato.
Non solo il giornalista a rivelare questi dati diverrebbe famoso, ma avrebbe il doppio degli spazi, per merito. E se solo si rivelassero “voci” e non “verità”, quello stesso giornalista finirebbe a scopar le foglie.
Seconda cosa: dire che Travaglio ha troppo spazio in TV è un insulto al buon senso. Proprio in questo periodo in cui si vedono Filippo Facci (bugiardo e piuttosto incapace, ma belloccio e molto telegenico), Paolo Liguori (moderato come un crampo in quel posto), Paolo Del Debbio (opinionista tra la gente, che puntualmente vira a proprio favore) e altri giornalisti prezzolati in tutte le salse, dire che Travaglio ha molto spazio è da idioti: in Mediaset non appare nemmeno da morto, in RAI appare una volta a settimana, e in qualche ospitata. Non la vedo, francamente, questa sovraesposizione.
Dà, come sempre, l’idea del pretesto per ambire ancora una volta a spartirsi la RAI, a cacciare qualche voce fuori dal coro con la scusa patetica della mancanza di rispetto verso le istituzioni e dell’uso criminoso del mezzo pubblico. Tutte cose già sentite, tutte cose cui questa volta nessuno si opporrebbe. Continua a leggere
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apr
29
2008
Non so perché, ma ieri pensavo alle famose buche nell’asfalto, cavallo di battaglia del komunista Klaudio per descrivere l’operato della coppia Francesco-Walter («spendono tutto per il festival del cinema», concludeva).
Fortuna che adesso c’è il camerata Gianni, riparerà tutto.
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apr
26
2008
Il “ma anche” non è solo veltroniano. Lo hanno fatto loro anche Berlusconi e Napolitano. Il primo ha dichiarato che occorre ricordare la liberazione, ma anche i ragazzi di Salò, ma anche le foibe. Il secondo ha ripetuto più o meno la stessa cosa.
Ma ve lo immaginate il Papa che a Pasqua dice “festeggiamo la risurrezione di Gesù, ma anche la sua nascita”, come se fosse Natale? O Montezemolo che festeggia il mondiale della Ferrari appena vinto, ma anche quello dell’anno scorso? O Pierino che festeggia il compleanno, ma anche quello di Giovanni, che cade due mesi dopo ma sennò, poverino, si offende?
Ieri era la festa della liberazione. Il giorno del ricordo per le foibe è un altro giorno, e in quel giorno nessuno se ne uscirebbe con un monito “oggi ricordiamo anche le vittime dei lager e i partigiani”, perché verrebbe sbeffeggiato.
Pare un concetto semplice, ma anche no.
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