[AostaSera.it] Disservizi ferroviari, i pendolari “imbufaliti” si rivolgono al giudice di pace

| buttato dentro il 28 maggio 2010 | alle ore 11:39 | da | nelle categorie articoli veri | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

“Vogliamo dare una valvola di sfogo legale ai tanti utenti della tratta ferroviaria Aosta – Torino insoddisfatti e imbufaliti”: Bruno Albertinelli, presidente della Federconsumatori della Valle d’Aosta, annuncia che verrà depositato entro luglio un ricorso al giudice di pace per i disservizi di Trenitalia sulla tratta valdostana, da parte di singoli utenti aderenti al “Comitato valdostano dei pendolari della tratta ferroviaria Aosta-Torino”, la cui referente è Francesca Melagrana: gli aderenti sono una novantina, e sei di questi sono intenzionati ad adire il giudice di pace. Buona lettura su AostaSera.it


Non socializzerò con voi. Me ne starò chiuso nel mio abitacolo

| buttato dentro il 15 febbraio 2010 | alle ore 19:21 | da | nelle categorie storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Avrò un’abbronzatura autostradale perfetta.
Com’è un’abbronzatura autostradale? Se esiste quella da muratore, esiste anche quella autostradale. In pratica, ti arrostisci solo un lato della faccia e del collo, e una delle due braccia. In questo caso, solo la mano sinistra, perché l’inverno sconsiglia canottiere da camionista, se non sei un camionista. Continua…


Curzio Maltese – I padroni delle città – Un libro anti-qualunquismo

| buttato dentro il 20 febbraio 2008 | alle ore 12:58 | da | nelle categorie aosta, cultura, giornalismo, milano, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

I padroni delle città smonta i luoghi comuni più cari alla “politica da bar” e all’antipolitica. Non «E’ tutto un magna magna» e «Destra e sinistra, uguali sono» soltanto a Roma, nelle stanze del potere. In provincia il colore politico conta come un nano su un parquet della pallavolo: è folklore, ma poco altro.
Curzio Maltese, komunistaccio di Repubblica, percorre un viaggio da sud a nord tra i principali capoluoghi italiani, raccontando dove sta il potere in ognuno di essi. Potere che spesso non sono politica e religione, come ci fanno credere sempre i politici e i religiosi stessi, ma è un puzzle di economia, finanza, società e cultura.
Maltese, nell’introduzione, premette di aver ricevuto le inevitabili tonnellate di critiche per ogni sua tappa, da gente che voleva dire la sua, da amministratori che lamentano l’assenza di riferimenti “al bel mare” o la cattiva mano del cronista calcata proprio sulla criminalità sopita o sul malaffare divenuto ormai abitudine. Anche la stampa, soprattutto quella locale, nelle varie tappe si è scagliata contro “lo straniero in patria” che “viene qui, sta due giorni in un albergo di lusso e pretende di capire meccanismi decennali e consolidati“.
Ma il quadro che ne esce, è verosimile e realistico. L’ho toccato con mano, leggendo con cura particolare i capitoli dedicati ad Aosta e Milano, città che ho vissuto, e a Torino, Genova, Firenze, città che ho conosciuto (per le altre, fare il turista disinteressato un paio di volte non basta per poter dire che si conosce una città).
Leggendo, sembra di viaggiare. Ogni città è ben caratterizzata, non manca mai un riferimento emotivo (odori, sapori, colori) e un inquadramento generale, ma si arriva rapidamente al nocciolo delle questioni: i problemi sono inquadrati rapidamente, ma con profondità. A portarli all’occhio del cronista sono la politica (maggioranza o opposizione, comune o provincia poco importa), l’imprenditoria, la solidarietà, la classe operaia o quella borghese-colta. Ne emerge un quadro in cui spicca la capacità della società italiana, composita e frammentata, di aver dato il meglio di sé in mille maniere diverse, e di aver dato il peggio di sé sempre nella stessa maniera: la sete di soldi, la corruzione, l’etica dimenticata. Continua…


A Gallarate amano le insegne luminose

| buttato dentro il 6 febbraio 2008 | alle ore 11:22 | da | nelle categorie aosta, milano, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

A carnevale, ogni scherzo vale. Ieri era martedì grasso, e Trenitalia si è scatenata. Parto da Aosta la mattina presto, diretto a Milano, tutto fila liscio, a parte il solito ritardo trascurabile.
Per il ritorno, sono in stazione Centrale alle 14.50, mezz’ora prima della partenza del mio treno. Salgo, prendo posto su un Vivalto che profuma di nuovo.
Annuncio ritardo: il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova partirà con 5 minuti di ritardo“. Ohibò.
Annuncio ritardo: il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova partirà con 20 minuti di ritardo“. Doppio ohibò.
Si avvisano i signori viaggiatori che il treno Xyz delle ore 15.15 per Torino Porta Nuova è soppresso per un guasto al locomotore“. Disappunto. Una signora vicino a me, che pareva la metafora della sfinge fino a quel momento, esclama «Eh no, eh… Fateci partire, sennò qui scatta la rivoluzione… la terza guerra mondiale!»
Non era che l’inizio.

Non fidatevi mai dei vecchietti che leggono “Il Foglio“. Paiono tanto intellettuali, all’inizio, ma poi scatarrano, inveiscono, trattano la moglie peggio di un fondamentalista islamico e fanno battute di cattivo gusto. Cambiato treno, e salito su quello delle 16.15, partiamo alla volta di Torino, puntuali. Peccato che a Milano Certosa ci aspetta una fermata non prevista. “Buongiorno a tutti i viaggiatori, sono il capotreno. A causa di un investimento in linea, tre le stazioni di Magenta e Trecate, il treno subirà un ritardo imprecisato“: un’altra signora si scatena, lei non cita la terza guerra mondiale, ma la rivoluzione. E’ contagiosa, la rivoluzione a parole. Il vecchietto del Foglio tratta malissimo la moglie, chiedendole di fare qualcosa, di interrogare il capotreno, sostenendo ahimé che per lavorare a Trenitalia bisogna essere dei cretini e che qualunque cosa gli dicesse sicuramente era una balla. Una balla colossale, ma che bisognava pur sempre sapere qualcosa piuttosto che star lì con le mani in mano.
Io, dopo quasi cinque anni di viaggi in treno, sono rassegnato. Meglio il silenzio della rivoluzione a parole.
Dopo mezz’ora, annunciano che la linea sarà bloccata per ore, e che ci faranno fare un itinerario alternativo “attraverso Sesto Calende“. In pratica, un giro che allunga il percorso del doppio della lunghezza, e di non si sa quanto in termini di tempo. Cuore in pace, mi rimetto a far le mie cose: spero di arrivare ad Aosta perlomeno per le nove e mezza, con un ritardo di tre ore. E’ un traguardo possibile, e non così campato in aria: prudenziale, si direbbe in azienda. Continua…


Perché la politica di mobilità del Comune di Aosta fa acqua da tutte le parti

| buttato dentro il 12 febbraio 2007 | alle ore 14:02 | da | nelle categorie aosta, politica, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Giornata di pioggia nella ridente Vallée.
Cosa rara, in febbraio. E cosa ancor più rara dopo mesi di scarse precipitazioni.
È il momento giusto per smontare punto per punto il piano di mobilità ideato dal Comune capoluogo.
Ma non è necessario, basta una constatazione perché il castello di carte crolli. La pioggia.

Orbene, a mezzi pubblici estremamente inefficienti (anche a causa della conformazione urbanistica della città), il consiglio degli amministratori cittadini è stato “lasciate l’auto a casa, o aostani, e muovetevi in bicicletta o a piedi” e “lasciate l’auto nei parcheggi fuori città e venite in centro a piedi in dieci minuti“.
Bene, Piero Ferraris, Piero Minuzzo ed io ci muoviamo sempre in bicicletta, ma con la pioggia non si può. E se piove, che facciamo? I primi due hanno redditi mensili “a sette zeri”, detto in lire, ma io no…
A piedi spostarsi è possibile, ma basta aver necessità di praticare un itinerario più lungo per andare in un ufficio periferico perché diventi impossibile.
In auto? Sconsigliabile: in centro i parcheggi sono rari e carissimi (anche 1,50 euro l’ora, come a Milano in San Babila o a Torino in via Roma) e perché farsi venire un fegato come una zampogna nel traffico? Anche volendo lasciare l’auto in una zona “free”, occorre farsi 8-10 minuti a piedi sotto l’acqua.
Con i mezi pubblici? Per carità, noi aostani saremo dei buontemponi, ma non vogliamo metterci tre quarti d’ora a fare 3 chilometri…
L’alternativa non esiste. A meno di avere un parcheggio riservato sotto il palazzo municipale, a due rampe di scale dal proprio ufficio… e decidere la mobilità e l’urbanistica per tutti…


Promozione turistica invernale: concorrenza spietata

| buttato dentro il 11 dicembre 2006 | alle ore 15:35 | da | nelle categorie aosta, economia, milano, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Si avvicina a grandi passi la stagione turistica invernale 2006-2007, che ha visto un prologo parzialmente monco in questo fine settimana lungo privo di neve fino all’ultimo. Le tendenze sono più che mai rispettate: poca neve, molti cannoni, vacanze incerte sino all’ultimo e concorrenza spietata sul fronte dell’offerta.
Le grandi mete classiche per i turisti del nord Italia si danno battaglia su più fronti. Quello degli spazi pubblicitari nelle grandi città è particolarmente significativo, principalmente per due motivi: al contrario delle campagne stampa e televisive, la cartellonistica ha un costo risibile rispetto a tv e quotidiani; secondariamente, ma questo dipende dalla bravura degli “advertiser”, una campagna stradale o sui mezzi pubblici salta all’occhio maggiormente e rimane impressa più a lungo di un veloce spot tv o di una pagina di un quotidiano vista di sfuggita. Occorrono ore di spot ripetuti o paginoni ripetuti per giorni per entrare nella testa del consumatore.
Andiamo con ordine. Continua…


Un mondo di incertezze (olimpiche) #04

| buttato dentro il 22 febbraio 2006 | alle ore 12:46 | da | nelle categorie domande | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Dopo Torino 2006, abbiamo capito che sul ghiaccio si scivola…

Boom!
Badaboom!!!


TAV e TBV

| buttato dentro il 19 novembre 2005 | alle ore 10:06 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Sono tutti contro la TAV. O meglio, sono tutti contro la TAV a casa propria. È una di quelle opere che tutti vogliono, ma nessuno a casa propria. Come la discarica unica per le scorie nucleari, come la discarica comunale, come le birrerie o i depuratori. NIMBY in economia, acronimo di Not In My Backyard.
Un’opera che permetterebbe, con dei divieti o delle limitazioni saggi e lungimiranti, di liberare le strade dai TIR e le valli dai gas di scarico. Ma che nessuno vuole, né in Val di Susa, né altrove. Continua…


Visto che sono ambientalista – Colle delle Finestre

| buttato dentro il 6 giugno 2005 | alle ore 20:09 | da | nelle categorie politica, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

2003: Il Colle delle Finestre è un magnifico angolo di mondo, sconosciuto ai più. Vi si giunge lungo una strada militare, snobbata dalle automobili, amata dai biker, indifferente agli escursionisti pedestri. Si presenta circa per metà asfaltata con un bitume che va disfandosi, circa per metà sterrata e fangosa.
2004: Il Colle delle Finestre ospiterà il Giro d’Italia, gli ambientalisti scendono in campo con il coltello tra i denti, ma il manico ce l’hanno in mano i politici, il “”pedalatore”" (doppie virgolette) Ghigo, Presidente della Giunta piemontese, in testa.
2005: Il Colle delle Finestre ospita la penultima tappa di un magnifico Giro d’Italia, riportando agli antichi fasti le strade bianche e l’avventura dello sterrato. Ma è uno sterrato “drogato” e la discesa è stata asflaltata. Alla fine non è contento nessuno, come in tutte le soluzioni all’italiana. Continua…