gen
21
2009

Barack arrivò, Israele si ritirò e Abu Mazen telefonò in America. La tregua sembra reggere, tutto è bene quel che finisce bene.
Insomma… 1315 morti, 5300 feriti tra i palestinesi, 13 morti e 420 feriti tra gli israeliani. Una situazione molto più instabile di prima, un movimento terroristico rafforzato. Un’opinione pubblica che pensa già ad altro. In Italia, soprattutto, sembra che non sia successo nulla: Frattini è a Sharm el-Sheikh, ma se ci fosse in vacanza poco cambierebbe. Ormai, oltre alle notizie dell’insediamento di Obama, anche Eluana e la Vigilanza Rai sono tornate tra le notizie a cui i quotidiani danno più spazio.
La mappa in alto, tratta da Wikipedia, racconta come hanno reagito i governi delle Nazioni del mondo alla guerra dichiarata dagli israeliani ad Hamas, dimenticandosi che c’erano di mezzo un po’ di civili. In nero, Israele e Palestina. In blu, gli Stati che hanno appoggiato al cento per cento Israele. Sono gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca (presidente di turno dell’Unione Europea) e l’Ungheria. Ah, dimenticavo ovviamente l’Italia. Qui da noi sembra così scontato appoggiare Israele che chi dice che il conflitto è sbagliato a prescindere (in verde) e chi dice che Israele fa un uso abnorme della forza militare (in arancio) passa per fazioso.
Ma, a ben guardare, tutti i governi occidentali hanno adottato una di queste due posizioni. E all’Italia avrebbe fatto onore un bel verde, con un governo normale. Continua a leggere
6 commenti | tag: abu mazen, australia, austria, barack obama, canada, commissione di vigilanza rai, comunismo, eluana englaro, fondamentalismo, franco frattini, germania, guerra, hamas, islam, islanda, israele, italia, medio oriente, michele santoro, norvegia, palestina, rai, repubblica ceca, sharm el-sheikh, svezia, ungheria, usa, wikipedia | inserito in politica
mag
30
2008
Mio cugino è fascista.
Fossi fascista anche io, potrei dire che in ogni famiglia le disgrazie ci sono: uno nasce ghei, uno minorato mentale, uno fassista, uno komunista. E’ matematico. Ma non sono fascista, e discorsi così semplicistici li uso soltanto come artificio retorico per farvi sorridere un po’.
Ebbene, il suddetto fascista, militante, è già stato a visitare il glorioso giacilio eterno del Duce, a rendere omaggio ai luoghi storici della vita della guida e luce dell’italico popolo, girando sempre al largo di piazzale Loreto, delle leggi razziali del ‘38 (ovviamente troppo blande) e sputando persino su Alemanno («quello non è mai stato fascista!»). Sminuisce la Resistenza, dicendo che ha fatto più male che bene, e che se non fosse esistita avremmo oggi la stessa libertà. Odia i komunisti, i democristiani, non vota nulla più a sinistra della Fiamma Tricolore. Colleziona filmati d’epoca, gli manca proprio soltanto il busto di Benito in camera: come avete capito, un vero caso patologico. Continua a leggere
5 commenti | tag: 1938, aosta, clientelismo, comunismo, elezioni, fasmismo, fiamma tricolore, gianni alemanno, leggi razziali, piazzale loreto, resistenza, roma, union valdotaine | inserito in aosta, demenza giovanile, politica
apr
29
2008
Filippo Facci questa mattina si lamentava (ovviamente su una rete Mediaset) di un titolo dell’Unità che suonava più o meno “un ex fascista sindaco di Roma”. «Eh no, eh… Questa è partigianeria, perché sottolineare il passato di Alemanno proprio ora? E’ sminuire una vittoria moderata», commentava il giornalista (Libero + Foglio + Mediaset = superpartes).
Ieri, durante i festeggiamenti, gli Alemanno boys intonavano un anacronistico “chi non salta comunista è”, salutavano romanamente e sbandieravano croci celtiche e fasci littori. Un giornale di sinistra cosa dovrebbe scrivere? Cha ha vinto un democristiano? O un liberale? O un fine statista incorrompibile?
PS: Rutelli le ha prese di santa ragione. Sarebbe ora che si ritirasse, assieme alla cara mogliettina Palombelli, una volta per tutte dalla politica, dalla vita pubblica in genere: è popolare come l’olio di ricino nei cocktail. Però si salverà con un posto in Parlamento, il fetentone… Meritocrazia, la chiamano.
3 commenti | tag: barbara palombelli, cocktail, comunismo, corrado guzzanti, democristiano, elezioni, fascismo, fascista, filippo facci, francesco rutelli, gianni alemanno, il foglio, l'unita, liberale, libero, mediaset, olio di ricino, parlamento, politica, roma, sindaco, sinistra, statista | inserito in politica
apr
14
2008
La sinistra si è distrutta con le sue stesse mani: Grillo astensionista, i socialisti, la sinistra critica, l’arcobaleno, i komunisti, i post-comunisti, i lavoratori, i pensatori. Nessuno avrebbe mai pensato di restare fuori.
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mar
6
2008
Dopo 7 anni, abbiamo un Ministro della giustizia normale. E’ il dottor Scotti, quello del risotto.
Ah, ricordo brevemente i suoi predecessori: Clemente l’indagato, Roberto il dentista, e prima ancora Oliviero il bolscevico, Alfredo il moderato, Claudietto il craxiano…
Lascia un commento | tag: alfredo biondi, bettino craxi, claudio martelli, comunismo, giustizia, luigi scotti, ministro, oliviero diliberto, risotto, roberto castelli | inserito in politica
dic
15
2007
«Stavo per comprarmi 10 senatori, ma la magistratura rossa me lo ha impedito». Silvio, l’oppresso
Lascia un commento | tag: comunismo, magistratura, silvio berlusconi | inserito in notizia del giorno, politica
mag
4
2007
L’agenzia di rating Moody’s fa una sviolinata al Governo Prodi: «Il governo ha iniziato a ridare slancio alla competitività sui mercati produttivi». Che komunisti. Le coop rosse devono essere entrate anche nei meccanismi finanziari e nelle capistalistissime agenzie. Come è possibile che un Governo invischiato di komunisti e anti-mercato faccia qualcosa di buono per le nostre destrissime aziende?
Evidentemente Moody’s è in malafede. Evidentemente qualche amico trans di Prodi li ricatta.
Anche il popolo lo ha deciso: il Governo è ai minimi storici, meglio tornare al precedente. Quando quei komunisti di Moody’s ci declassavano, ma almeno vivevamo felici.
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apr
25
2006
Letizia Moratti vuole aderire alla manifestazione a Milano per il 25 aprile. Componenti del corteo la avvertono che sarà un corpo estraneo. Come si è arrivati a questa settarizzazione del 25 aprile? Da alcuni anni, da festa universale di tutti gli italiani, per uno degli ultimi e pochi valori universali che univa non solo tutto il popolo, ma (quasi) tutti i partiti politici, la Festa della Liberazione è divenuta una festa Komunista.
Da una parte, lo sdoganamento di fascisti ed ex fascisti ha portato imbarazzo in quella frangia che si ritiene “moderata” e che invece è più spesso succube di questi rigurgiti nazionalisti. Continua a leggere
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gen
9
2006
Eugenio Scalfari, da Fazio (Fabio, non Antonio) ha parlato di “questione morale”. Da un “komunista kome lui” (cit. Berlusconi), non ci si poteva aspettare argomento più scontato.
Furbescamente, il “maledetto komunista” (autore citato), ha tirato in ballo la Chiesa cattolica e i politici cattolici. Perché mai il Papa o il fido Ruini (che per mettere il naso nelle cose degli altri è bravissimo, ma solo quando gli fa comodo) non si sono espressi sullo scandalo finanziario degli ultimi mesi? Perché il Papa si è limitato a non rivolgere parola al caro Fazio (Antonio, non Fabio) quando da “buon” cattolico, è andato in San Pietro poche ore dopo le dimissioni? Perché i partiti di “Centro” non hanno combattuto anch’essi una battaglia morale prendendo le distanze da chi si professava cattolico praticante, con una mano prendeva dalle banche e con l’altra metteva i soldini nella colletta domenicale?
Scalfari ha così parlato di “cattolici non cristiani”, facendo riferimento a tutti i democristiani, ai mafiosi, ai banchieri corrotti che si professano buoni cattolici e quando Ruini non li vede fanno le peggiori cose. Continua a leggere
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mag
25
2004
Una considerazione alla Silvio:
L’86% dei Magistrati italiani è comunista
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