L’illusione di Israele che vota per la pace

| buttato dentro il 9 febbraio 2009 | alle ore 21:18 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Elezioni in IsraeleIntervistata alla BBC, una ragazza palestinese dice che per lei non importa chi vincerà le elezioni, perché le cose per Gaza e la Cisgiordania non potranno che migliorare. Speriamo che sia vero.
Domani Israele va al voto. Un arco costituzionale inquietante, quello dello Stato di Israele. I partiti maggiori si differenziano soprattutto per le posizioni nei confronti dei territori palestinesi. Si parte dalla sinistra araba, alla sinistra israeliana del Labour, Kadima al centro, poi Likud e Yisrael Beitenu, partito israeliano nazionalista. Nei sondaggi, che non comprendono mai gli indecisi, in testa c’è il partito Likud di Bibi Netanyahu, veterano dell’esecutivo israeliano, che stacca nettamente Kadima della ministra degli esteri Tzipi Livni, in recupero negli ultimi mesi, ma ancora indietro per la questione sicurezza (che persino in Italia fa vincere e perdere elezioni, figurarsi nello Paese della guerra permanente). Il sentore è quello che il partito nazionalista Yisrael Beitenu, che intende far giurare ogni arabo israeliano sulla natura ebraica di Israele in caso di posto nell’esecutivo, cresca molto e diventi l’ago della bilancia. Continua…


(Senza titolo ter)

| buttato dentro il 21 gennaio 2009 | alle ore 18:39 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 6 commenti e aggiungine un altro » |

La mappa delle posizione internazionali sull'operazione "Piombo fuso"

Barack arrivò, Israele si ritirò e Abu Mazen telefonò in America. La tregua sembra reggere, tutto è bene quel che finisce bene.

Insomma… 1315 morti, 5300 feriti tra i palestinesi, 13 morti e 420 feriti tra gli israeliani. Una situazione molto più instabile di prima, un movimento terroristico rafforzato. Un’opinione pubblica che pensa già ad altro. In Italia, soprattutto, sembra che non sia successo nulla: Frattini è a Sharm el-Sheikh, ma se ci fosse in vacanza poco cambierebbe. Ormai, oltre alle notizie dell’insediamento di Obama, anche Eluana e la Vigilanza Rai sono tornate tra le notizie a cui i quotidiani danno più spazio.

La mappa in alto, tratta da Wikipedia, racconta come hanno reagito i governi delle Nazioni del mondo alla guerra dichiarata dagli israeliani ad Hamas, dimenticandosi che c’erano di mezzo un po’ di civili. In nero, Israele e Palestina. In blu, gli Stati che hanno appoggiato al cento per cento Israele. Sono gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca (presidente di turno dell’Unione Europea) e l’Ungheria. Ah, dimenticavo ovviamente l’Italia. Qui da noi sembra così scontato appoggiare Israele che chi dice che il conflitto è sbagliato a prescindere (in verde) e chi dice che Israele fa un uso abnorme della forza militare (in arancio) passa per fazioso.

Ma, a ben guardare, tutti i governi occidentali hanno adottato una di queste due posizioni. E all’Italia avrebbe fatto onore un bel verde, con un governo normale. Continua…


«Sono io l’immagine del Paese»

| buttato dentro il 8 luglio 2008 | alle ore 20:09 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Berlusconi si dissocia dalla manifestazione dipietrista dell’8 luglio. Dicendo che solo lui è l’immagine dell’Italia.

E che bell’immagine…
«Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006. Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ‘bella figura’ e la pura forza della sua volontà, Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese. Da ragazzo guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso, mentre studiava legge a Milano si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi». (Biografia tratta dal fascicolo ufficiale del G8 di Hokkaido)


Europei

| buttato dentro il 24 giugno 2008 | alle ore 14:50 | da | nelle categorie sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

L’altra sera sono andato a vedere la partita Italia-Spagna su un maxischermo, in mezzo ad una piccola folla di tifosi. Probabilmente è il motivo per cui l’Italia le ha prese.


Robert Fisk – Del perché dalla storia non impariamo mai nulla

| buttato dentro il 30 maggio 2008 | alle ore 10:16 | da | nelle categorie cultura, dio, giornalismo, politica, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Robert Fisk dovrebbe essere uno di quei nomi che, invocato, evocasse reportage d’autore, esperienza sul Medio Oriente, memoria storica delle guerre che segnano quell’area dal dopoguerra ad oggi, autorevolezza e notorietà. E invece, in Italia è quasi sconosciuto. Giunti al confine nazionale, al di là è il vuoto: a parte qualche premio Pulitzer, al di qua filtra ben poco dei grandi giornalisti internazionali. E ci teniamo i D’Avanzo, i Giordano, i Facci come esempio. Bah!

Escludete pure questa introduzione, aggiunge poco ai miei pensieri dopo questa lunghissima, faticosa ma interessante lettura. Cronache mediorientali è tutt’altro che un libro facile, un best seller. E’ un libro di storia, di reportage giornalistico. Che, attraverso la narrazione del dietro le quinte dei tanti servizi che l’autore ha scritto e fotografato per il Times prima e per l’Independent poi, fornisce un quadro completo degli ultimi 60 anni di tensioni internazionali, dall’Algeria alla Palestina, dalla Bosnia al Pakistan: una vita a Beirut per lavoro, “il luogo che ormai chiamo casa“, usando le parole dell’autore, intramezzata da numerosissimi viaggi in tutti i Paesi arabi e oltreoceano, nella tana dei nuovi imperatori, per cercare di capire. Capire, non limitarsi alla cronaca come fanno molti giornalisti “neocon” americani, che avallano ogni decisione del proprio governo se è a favore di Israele e contro il “terrorismo”, a prescindere dall’approfondimento e dalla storia. Continua…


Chi l’ha detto?

| buttato dentro il 23 aprile 2008 | alle ore 19:14 | da | nelle categorie domande | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio | se hai qualcosa da dire leggi i 4 commenti e aggiungine un altro » |

L’immagine internazionale dell’Italia, oscurata da due anni di comunismo, torna finalmente a rifulgere nel mondo intero


Sensazioni come altre di non sentirsi in un Paese normale

| buttato dentro il 10 marzo 2008 | alle ore 13:11 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Ieri, in Spagna, ci sono state le elezioni politiche. Chiusi i seggi alle 20, alle 20.05 il primo exit poll dava già un quadro realistico della situazione. Le prime proiezioni, poco dopo, presentavano una maggioranza, una minoranza, qualche altro partitino. Alle 22, Zapatero era già in piazza e Rajoy ammetteva la sconfitta senza farne drammi, e premettendo di volersi ritirare dalla politica dopo la sconfitta.
Ieri, in Francia, ci sono state le elezioni amministrative. Chiusi i seggi, la mattina dopo il quadro è chiaro, i risultati definitivi e tutti sono pronti per il secondo turno.
Amerei poter scrivere la stessa cosa tra meno di due mesi di un altro dei grandi Paesi europei. Ma non mi illudo.

PS: Berlusconi è veramente forte. Fisicamente, intendo. Dopo che lo ha fatto lui, ho provato pure io a strappare il programma del PD. Ma è troppo spesso, non ci riesco proprio…


Ci si legge tra un paio di giorni…

| buttato dentro il 25 febbraio 2008 | alle ore 20:51 | da | nelle categorie politica, satira | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

… sto leggendo il programma del PD.


Curzio Maltese – I padroni delle città – Un libro anti-qualunquismo

| buttato dentro il 20 febbraio 2008 | alle ore 12:58 | da | nelle categorie aosta, cultura, giornalismo, milano, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

I padroni delle città smonta i luoghi comuni più cari alla “politica da bar” e all’antipolitica. Non «E’ tutto un magna magna» e «Destra e sinistra, uguali sono» soltanto a Roma, nelle stanze del potere. In provincia il colore politico conta come un nano su un parquet della pallavolo: è folklore, ma poco altro.
Curzio Maltese, komunistaccio di Repubblica, percorre un viaggio da sud a nord tra i principali capoluoghi italiani, raccontando dove sta il potere in ognuno di essi. Potere che spesso non sono politica e religione, come ci fanno credere sempre i politici e i religiosi stessi, ma è un puzzle di economia, finanza, società e cultura.
Maltese, nell’introduzione, premette di aver ricevuto le inevitabili tonnellate di critiche per ogni sua tappa, da gente che voleva dire la sua, da amministratori che lamentano l’assenza di riferimenti “al bel mare” o la cattiva mano del cronista calcata proprio sulla criminalità sopita o sul malaffare divenuto ormai abitudine. Anche la stampa, soprattutto quella locale, nelle varie tappe si è scagliata contro “lo straniero in patria” che “viene qui, sta due giorni in un albergo di lusso e pretende di capire meccanismi decennali e consolidati“.
Ma il quadro che ne esce, è verosimile e realistico. L’ho toccato con mano, leggendo con cura particolare i capitoli dedicati ad Aosta e Milano, città che ho vissuto, e a Torino, Genova, Firenze, città che ho conosciuto (per le altre, fare il turista disinteressato un paio di volte non basta per poter dire che si conosce una città).
Leggendo, sembra di viaggiare. Ogni città è ben caratterizzata, non manca mai un riferimento emotivo (odori, sapori, colori) e un inquadramento generale, ma si arriva rapidamente al nocciolo delle questioni: i problemi sono inquadrati rapidamente, ma con profondità. A portarli all’occhio del cronista sono la politica (maggioranza o opposizione, comune o provincia poco importa), l’imprenditoria, la solidarietà, la classe operaia o quella borghese-colta. Ne emerge un quadro in cui spicca la capacità della società italiana, composita e frammentata, di aver dato il meglio di sé in mille maniere diverse, e di aver dato il peggio di sé sempre nella stessa maniera: la sete di soldi, la corruzione, l’etica dimenticata. Continua…


Destra

| buttato dentro il 14 febbraio 2008 | alle ore 13:32 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

«Non ho interessi politici, ma meno male che Silvio c’è».
«Noi moderati abbiamo vinto. E’ una caduta di stile della sinistra».
«Noi non facciamo comizi come la sinistra. Siam moderati».

Ora: dire che si è di destra, nel nostro Paese, è troppo complicato? Evitare di sostenere che le proprie posizioni siano moderate e “normali”, “non come quelle della sinistra”, fa schifo? Dire che si è politici, è così scandaloso? Dire che si lavora per un politico anziché mentire, fa stare meglio?
Ecco, se a tutti voi fa proprio così schifo dire “destra”, dite “centro-destra”…