Amore 2009

| buttato dentro il 27 gennaio 2009 | alle ore 21:42 | da | nelle categorie love, milano, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Due belle ragazze (una lo era, l’altra un po’ meno – ma ai fini del mio raccontino è un aspetto che non conta) discutono tra loro e si siedono non lontano da me. Non posso non sentirle, e d’altra parte se non volessero farsi sentire non si piazzerebbero tra la folla a parlare di fatti propri. Evidentemente non danno peso ai loro discorsi.
Si lamentano entrambe dei propri ragazzi, e in maniera piuttosto decisa; di due aspetti in particolare: del loro abbigliamento e del modo in cui vengono trattate. Materialismo e romanticismo.
Parte una, quella bella davvero: «Quando vado a casa sua, Graziello è vestito come quando va a lavorare, con quei pantaloni sudici e quelle camicie inguardabili». E spiega che, nonostante, gli dica continuamente di rendersi presentabile, il buzzurro non cambia.
Ribatte l’altra, quella bella ma niente di che: «Non dirlo a me, quando vado da Mariotto la sera lo trovo sempre con quei suoi pigiami inguardabili, sembrano le tute da ginnastica degli anni ’80. I miei sono brutti, ma almeno non li metto quando c’è lui a casa». Ascolto, faccio altro, riascolto. I dettagli dei pigiami scendono fino ad un livello di profondità che farebbe perdere a questo blog il suo livello aulico. Come ho detto, non era facile evitare di farsi i fatti loro.

I racconti proseguono, rendendo noto a me e ad una decina di altre persone che anche in pubblico, il modo di vestire e l’igiene intima dei due cavallieri non deve essere dei migliori. Poi la ciliegina sulla torta.
«Sai, io non gli faccio mai dei regali bellissimi, ma Mariotto… Il mio compleanno è a marzo e sto ancora aspettando il regalo da parte sua… E marzo è quasi arrivato di nuovo. Nel frattempo almeno si è ricordato di farmelo per Natale…»
«Ah, noi i regali proprio non ce li siamo mai fatti». Detto, da quella dalla bellezza meno evidente, con molto dispiacere.

Non erano ragazze giovanissime, ad occhio andavano entrambe a grandi passi verso la trentina. Entrambe con un rapporto duraturo e alla luce del sole. Tutto ciò mi ha fatto pensare. Quali sono i canoni che rendono appetibile un ragazzo per una ragazza oggi, e viceversa? Le ragazze non vogliono più rapporti seri. Non vogliono più che lui sia fico. Cool. Belloccio o atletico. Non gliene frega nulla di essere trattate bene. Non gliene frega che sia ricco. Non gliene frega che sia intelligente. Il dubbio che vogliano soltanto la baguette, come direbbe la Littizzetto, si fa forte.

Un giapponese vestito da snowboarder è inguardabile. Se poi è conciato da snowboarder giapponese è ancora peggio. Ho guardato il campionato del mondo di half pipe in tivù, diretta dalla Corea. Se un essere simile, a dir poco inguardabile anche per chi è circondato da mentalità street e skate, diviene idolo delle folle… lì c’è il talento, dubito sia questione di baguette.

Ecco, in quello snowboarder giapponese ho rivisto i due ragazzi non snowboarder delle due ragazze non giapponesi di ieri, quella bella bella e quella solo bella: poche attenzioni, modo di vestire sciatto, Mariotto e Graziello sono “interessanti” per altri motivi.
Eppure, poco dopo le due belle ragazze (essù, non siate pignoli… quella bella era bella forte, ma l’altra non era un cesso, tranquillizzatevi) parlano di progetti di convivenza, di matrimonio (in cui una non crede, quella bella, ma l’altra sì), di futuro. Come se non avere attenzioni dal proprio uomo non serva a niente, come se il fatto che M&G non si cambino le mutande per settimane non pesi per nulla e sia quasi trendy. Come se si possano fare progetti di vita, la propria, anche con esseri per cui si prova disgusto e che si reputano gran pezzi di merda. Come se “sentirsi persone speciali” non serva a nulla per una donna. Come se si fosse tornati indietro di 50 anni, ai matrimoni combinati. Misteri dell’amore nel 2009.



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