Il buon senso contro l’aviaria

| buttato dentro il 22 febbraio 2006 | alle ore 12:45 | da | nelle categorie politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Due cigni col raffreddore mettono in ginocchio il mercato delle carni bianche italiane. Il Governo, invocato dai produttori del settore in crisi, chiede e ottiene dall’Unione Europea di concedere aiuti pubblici agli allevatori di volatili.
Perché si pensa sempre ai soldi e non alle soluzioni pratiche? Il mercato avicolo è in crisi? Si rischiano di perdere, nel medio periodo, circa la metà dei posti di lavoro attuali? La ripresa sarà lenta, al contrario del crollo? Perché allora nelle mense pubbliche, negli asili, nelle scuole, non si compra pollo e tacchino e lo si serve al posto delle tonnellate di hamburger e polpette propinate a dipendenti e allievi?
Come sempre la soluzione di buon senso non è propinabile all’elettore pigro. O la soluzione è di destra (libero mercato in libero Stato) o è di sinistra (aiuti al mercato in crisi a tutela dei lavoratori). In questo caso, un Governo di destra si comporta da Governo di sinistra, forse a fini elettorali.
Certo la soluzione del buon senso servirebbe solo in parte, il vero mercato delle carni avicole lo fanno le casalinghe e non i ristori pubblici. Ma il segnale sarebbe potuto essere importante, non avrebbe causato ritorsioni interne o autorizzazioni europee. E sarebbe servito all’opinione pubblica più di due Ministri ciccioni che si sbrodolano di grasso in Piazza Montecitorio con due cosce di pollo per mano a testa…