Neffa – Tavagnasco – 23/04/2004

| buttato dentro il 25 Aprile 2004 | alle ore 23:27 | da | nelle categorie musica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Campagna del Canavese, Piemonte. Una serata primaverile come altre. Il cielo minaccia e ogni tanto si sfoga con qualche sputazzo di pioggia. L’auto corre veloce tra i campi… pure troppo, non conoscendo la strada. I prati verdi e gli alberi in fiore accompagnano il cammino vano del mezzo su strade sbagliate. Poi, qualcuno, se ne accorge. Dietrofront, omini vestiti da zucca fluorescente, chiesa del Paese, squadretta locale che si allena sotto la pioviggine. E un parcheggio semivuoto. Il cantante Giovanni ha mal di gola. L’organizzazione, che il mazzo se lo è fatto lo stesso, vorrebbe cinque bigliettoni per un concerti di due band sconosciute. La tristezza è tanta, come l’amarezza. L’autostrada verso casa attende, come sempre.
Almeno la pizza mangiata a cena era buona…


Visto che tutti parlano male di Sanremo…

| buttato dentro il 3 Marzo 2004 | alle ore 12:21 | da | nelle categorie musica, tivì | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

… io vado controcorrente e ne parlo bene se non benissimo.

Simona Ventura: tra urletti e ascellate, un abito di paillettes da 125.000 € che la rendeva “modello tubo di fogna”, dà ritmo alla serata più che ad una festa di paese ma meno di Pippo Franco al Bagaglino.
Gene Gnocchi: Strappa sorrisi pur non rendendosi conto che il pubblico di Sanremo non è quello della domenica pomeriggio
Paola Cortellesi: Grandiosa, la migliore cantante del Festival insieme con Elton John, riesce soprattutto a far ridere di gusto soprattutto nel collegamento dalla “giuria popolare” anche se il ritmo blando dettato da Simona e dal pubblico dormiente permette di capire prima e rovinare ogni battuta.
Maurizio Crozza: Grande, e soprattutto grosso. Ha poco spazio però. Che contraddizione.
DJ Francesco: Ucciderò le ragazzine che canteranno la sua ignobile canzone.
Veruska: speriamo nella seconda donna per sentire una voce degna di un’ugola femminile…
Andrea Mingardi: originale l’idea, un po’ meno la musica
Mario Venuti: me lo sono perso, ma credo si sarebbe salvato
Neffa: uno swing lento, classe e persino intonazione, alla faccia del fratello puntiglioso
Paolo Meneguzzi: Si autoplagia con una canzone dal testo banalissimo e dal ritmo dell’orrenda Vero-falso
DB Boulevard: Argh! Una statuina con loro al basso che costa alla RAI metà budget del Festival serviva proprio?
Stefano Picchi: forse si salva il testo, anche se affronta un buon argomento scadendo troppo spesso nel banale
Danny Losito: così come Wyman, le Las Ketchup che ci stanno a fare?
Marco Masini: un plagio all’ultimo Williams, Striscia si scatenerà
Morris Albert: Mietta fa qualcosa di buono, ma la canzone è la classica retrò stile Sanremo.

In conclusione, penso che negli ultimi anni abbia fatto peggio solo la Carrà. Rimpiangere Baudo è strano, ma è vero…


Quando il cantante Giovanni vincerà a Sanremo

| buttato dentro il 27 Febbraio 2004 | alle ore 11:49 | da | nelle categorie musica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

«Al festival di Sanremo avrà il primato della brevità, con un pezzo swing di appena due minuti, Bignami d’una indubbia padronanza musicale».
E Neffa ribadisce. «Vado lì a comunicare che la mia musica è divertente, ma è anche un’arte: troppo spesso la vedo trattata come un gadget per le patatine».
Passato dalla batteria al rap allo swing, senza mai dimenticare le sue vere origini e quindi arrivando ad una musica che è la somma, se non il prodotto, di tutto questo, Neffa è stato scelto per il Festival decadente della canzone italiana. Fin qui tutto bene.
«Una dedizione alla musica totale che si è concretizzata nella hit “La mia signorina”».
Che crudeltà, che tristezza, che ingiustizia essere etichettato per sempre come quello “della signorina”.
Uno dei misteri dello scio-bisnes: la carriera di un cantante deve essere sminuita e l’artista ricordato per una sola canzone. Diciamo pure, iperbolicamente, che un artista si rovina con le proprie stesse mani quando lancia una canzone che diventa un tormentone. Per sua sventura ha scritto una hit che lo ha lanciato al grande pubblico e non è tutto: lo ha reso possibile perla in una rassegna canora di semisconosciuti o quasi. Un salvagente per un festival nato male checché ne dica l’organizzazione. E per questo gli è stato affidato il non facile compito di cantare, nel galà prefestivaliero, Nel blu dipinto di blu. Una di quei compiti che, se non sono un Artista con la A maiuscola preferisco sbolognare ad altri.
In bocca al lupo Giovanni. Un nuovo successo renderebbe giustizia ad un lungo percorso musicale, banalmente ricordato soltanto per un’estate magica.