Visto che sono ambientalista – Colle delle Finestre

| buttato dentro il 6 giugno 2005 | alle ore 20:09 | da | nelle categorie politica, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

2003: Il Colle delle Finestre è un magnifico angolo di mondo, sconosciuto ai più. Vi si giunge lungo una strada militare, snobbata dalle automobili, amata dai biker, indifferente agli escursionisti pedestri. Si presenta circa per metà asfaltata con un bitume che va disfandosi, circa per metà sterrata e fangosa.
2004: Il Colle delle Finestre ospiterà il Giro d’Italia, gli ambientalisti scendono in campo con il coltello tra i denti, ma il manico ce l’hanno in mano i politici, il “”pedalatore”" (doppie virgolette) Ghigo, Presidente della Giunta piemontese, in testa.
2005: Il Colle delle Finestre ospita la penultima tappa di un magnifico Giro d’Italia, riportando agli antichi fasti le strade bianche e l’avventura dello sterrato. Ma è uno sterrato “drogato” e la discesa è stata asflaltata. Alla fine non è contento nessuno, come in tutte le soluzioni all’italiana.
2005: Il Colle delle Finestre diventa meta di pellegrinaggio mistico di ciclisti, meta di “merenderos” in fuga dalla calda Turìn, meta di motociclisti, furgoni, camion. Un delirio in cui a prenderla in quel posto sono sempre i soliti.
L’informazione giunge a valle offuscata dalla retorica dei giornalisti di bassa lega inviati ad impantanarsi nei 48 tornanti del Colle e abbagliata dal sentito dire. Fino al giorno stesso nemmeno l’organizzazione sa nulla dei lavori, che sono in ritardo e saranno conclusi solo a poche ore dall’appuntamento. Gli appassionati, sale del ciclismo, fino all’ultimo sono invitati a non salire al forte delle Finestre, nessuno deve rovinare l’opera megagalattica attuata fino a poco prima da squadre di operai sgobbanti notte e giorno. Ma si è alla farsa, nessuno immagina a ragione una gara senza pubblico…
I lavori sono realmente degni delle migliori cattedrali del deserto nel Sud Italia. Dello sterrato originario non esiste più nulla, sommerso da un telo di tessuto-non-tessuto e da una ventina di centimetri di materiale recuperato in zona. Zona, tra l’altro, Parco naturale Regionale. La discesa dal Colle verso la Val Chisone è completamente asfaltata, ancora alla faccia degli ambientalisti.
La tappa è spettacolare, la salita si fa sentire e mette a rischio la Maglia Rosa di Savoldelli. Di Luca sale come una moto i 18 chilometri del Colle in meno di un’ora. Dopo Simoni, Rujano, tutto il gruppo alla spicciolata, le ammiraglie e le auto al seguito, i soldi spesi per rifare lo sterrato sono volati via. Lo sterrato è già in pessime condizioni, del materiale portato sono rimaste solo le pietre, la polvere è stata mangiata dagli atleti e dal pubblico.
Una settimana dopo resta:
- sterrato impraticabile
- migliaia di ciclisti attirati dai fasti del Giro
- migliaia di automobilisti che non possono salire, ma nessuno dice loro niente
- migliaia di euro volati via
- biker e ambientalisti delusi per il paradiso perduto
Una sbarra a inizio salita e meno gigantismo nelle opere pre-Giro avrebbero risolto molti problemi. Lo Stelvio, fino all’asfaltatura, era uno sterrato non perfetto ma valido per anni, non per un giorno. Poi l’asfalto se lo è inghiottito. Il Finestre attende il suo destino.



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