La simpatica Adriana Viérin, consigliere regionale UV, risponde al brano “Valdostano medio” con una lettera alla Stampa. Qualche giorno fa, nel leggerla, non mi ero accorto del geniale “Mio caro Mene Aka” con cui apre la reprimenda al povero rapper, reo di aver scritto una canzone che ha come argomento la valdostanità: “Non offendere, se non vuoi offendere te stesso“. “Mene Aka” che è la dimostrazione, ancora una volta, dell’orgoglio tutto valdostano di non informarsi, perché tanto il francese e il patois sono più che sufficienti, l’inglese lasciamolo agli altri.

PS: AKA significa Also known as, “conosciuto anche come“. Non è un nome d’arte strampalato, ed è un’espressione piuttosto nota.
PPS: ah, e comunque la faccenda ricorda molto Emilio Fede che critica Frankie HI-NRG a Sanremo, perché fa del qualunquismo. E’ rap: non è qualunquismo. Provino loro a scrivere una canzone facendo dei distinguo o entrando nel dettaglio: “Fanno tutti i muratori / alcuni gli allevatori / qualcun altro però / anche il broker assicurativo. / Devo dire che mia cognata / ha il naso un filino a patata / qualche valdostano è anche bello / altri ancora hanno un cervello!”.
Il buonismo non è hip-hop, e l’hip-hop non è sociologia…
PPPS: Sarebbe un po’ come scrivere una lunga replica a Tricarico, che si permette di volere una vita tranquilla: manco un sussulto di orgoglio ogni tanto, un imprevisto? E che vita è!?