Raffaella Carrà loves VdA

| buttato dentro il 9 maggio 2019 | alle ore 18:59 | da | nelle categorie demenza giovanile, news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

RaffaCircola nel web da qualche settimana una mappa estrapolata da «Tanti auguri», successo immortale di Raffaella Carrà che sancisce che è bello far l’amore soltanto da Trieste in giù. Sottintende, Raffaellona, che da Trieste in su insomma, non è mica la stessa cosa. Forse l’ardore non è lo stesso, la passione scema, i nordici sono freddi e poco prestanti. Sottintende tante cose, bisognerebbe intervistare lei e i suoi autori.
Ecco, nel piccolo del provincialismo nostrano, in Valle d’Aosta è serpeggiato un filo di terrore: la Raffa’s Line, una nuova Maginot da non oltrepassare, ci taglia fuori. Continua…


Fare un lavoro invidiato da tutti

| buttato dentro il 22 dicembre 2018 | alle ore 17:37 | da | nelle categorie giornalismo, news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

hat_with_press_tagIeri sera un ragazzo tra i 25 e i 30 mi avvicina: «Tu fai il giornalista».
Dubito l’abbia capito dal mio abbigliamento di gran classe, o dallo sguardo costantemente curioso, anche perché il Borsalino nero con la scritta PRESS l’avevo dimenticato a casa. Più probabile mi aveva già visto da qualche parte.
«Eh beh, sì».
«Bel lavoro, guadagni un sacco di soldi». Continua…


Che poi ci stupiamo della crisi dei piccoli negozi

| buttato dentro il 19 novembre 2018 | alle ore 14:54 | da | nelle categorie aosta, news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

BlecfraideiPoste Italiane dice oggi che nel 2018, in 9 mesi, ha consegnato oltre 262 mila pacchi in Valle d’Aosta. Gli abitanti sono 126 mila, vuol dire che sono poco più di due pacchi a residente.
Compresi i neonati e i bambini. Compresi gli anziani che manco sanno accendere un computer. Compresi i nullatenenti che non si possono sognare di comprare sta roba manco al negozio della Caritas. Compresi i residenti che in realtà vivono o lavorano altrove e di certo non si fanno spedire roba qui. Se togliamo queste categorie, arriviamo pure a tre, forse quattro pacchi in media.
E mancano ancora le feste di fine anno. Continua…


Di montagne, incendi e periferie dell’Impero

| buttato dentro il 29 ottobre 2017 | alle ore 13:46 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

incendio

Dalla vicenda degli incendi sulle valli piemontesi ho capito questa cosa: non siamo marginali perché il primo cinema è a un’ora di distanza o perché non ci sono ferrovie o le scuole fanno sezioni multiclasse. Siamo marginali perché finché la cenere dei nostri alberi non arriva sui parabrezza delle auto in città, a nessuno frega che la Val Susa stia bruciando. Se la montagna continuerà a essere considerata un posto mistico e sacro, che esiste solo per le liete evasioni della domenica, la gente che ci abita, come me, sarà costretta pian piano a scappare, come stanno facendo ora gli animali dai boschi in fiamme.
Sara Colombo
28 ottobre 2017 alle 20,54

In questi giorni, tra i monti valdostani, ci riempiamo la bocca del concetto di autonomia Continua…


Sull’hoverboard verso il futuro

| buttato dentro il 11 maggio 2017 | alle ore 14:50 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

È squallido che un nero debba essere povero. E restarlo.
E non possa avere un hoverboard, o giocare a calciobalilla, o mangiare un gelato. Profugo, valdostano, richiedente asilo, senegalese, clandestino, italiano: deve restare povero.
Anni di retorica razzista della Lega e dei partiti fascisti hanno fatto sì che ogni sentimento vada cancellato. Se un richiedente asilo è fotografato con le dita nel naso, additato per aver commesso chissà quale delitto, non ci si indigna. Semaforo verde per l’indignazione se è un africano residente in Italia da anni «anziché un normale clandestino»: questa l’ho letta oggi su un sito web, scritto da qualche collega giornalista che, per ingenuità, meriterebbe lo stesso procedimento disciplinare dell’autore del post razzista qui sotto. Altri giornalisti scrivono di un «residente valdostano scambiato per migrante». Nel secondo caso, varrebbe tutto, e tutti starebbero tranquilli. Continua…


Passeggiar di notte

| buttato dentro il 29 aprile 2017 | alle ore 4:05 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Time to pretend
Attraversi la città, troppo tardi, per andare a casa. E non t’aspetti lo spettacolo che trovi, ed è così coinvolgente che c’inciampi e t’impressioni.
In un parcheggio due, maschio e femmina, uomo e donna, litigano. Tanto che sul momento dici: «Ma che è? Mica dovrò alzare le mani per difenderla da questo buzzurro. Io che vorrei tanto saper menare le mani, ma darei pugni all’aria e le prenderei». Poi, per fortuna sua (e tua), ti accorgi che quello intimidito è lui. E passi via quasi felice. Consolato.
Nel vicolo c’è quello che piscia. E un po’ lo invidi. Ma poi arriva un altro che gli dice di nascondere veloce l’aggeggio, che non si fa.
Quasi sotto casa, sul marciapiede, tre uova spiaccicate. Chissà se se le sono tirate a vicenda. «Siamo destinati a fingere, a fingere»
La gente litiga. Pare. C’è troppa violenza, respirate di più. Anche perché girare a piedi di notte è bello, sarebbe inutile rovinarlo.


Ai fascisti non importava se c’entravi o non c’entravi

| buttato dentro il 25 aprile 2017 | alle ore 15:30 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quella notte di metà settembre, la mia nonna aveva 22 anni.
I nazifascisti hanno bruciato prima la casa di sua mamma, poi quella di suo papà.
Per rappresaglia. Inumana, feroce. Era il 13 settembre 1944.
Oggi la guerra è quella cosa lontana, con quel pazzoide di Trump e quell’invasato di Kim che fanno a battaglia navale con armi capaci di farci fuori tutti in dieci minuti. Settantadue anni fa era qui, in mezzo a noi, davanti a casa nostra, nelle nostre strade.
Dopo quattro anni di guerra, di razionamenti, immaginate di perdere tutto. A vent’anni. Un «tutto» che non era poi molto. Il vestito, l’unico, della festa. Il letto. Il tetto e le mura di casa. Le mucche nella stalla, quelle che con la famiglia non eravate riusciti a portare in montagna. L’aratro. La caldaia per fare il formaggio. Quattro patate e quattro rape rosse in cantina. Continua…


Pendenze legali

| buttato dentro il 1 dicembre 2012 | alle ore 10:57 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Buonasera presidente,
sono un abitante di Pontboset. La mia gallina ovaiola ha sfornato, ma l’uovo è rotolato fino alle Cascine di Pont-Saint-Martin. Le chiedo di scatenare la Protezione civile alla bisogna, altrimenti adirò le vie legali contro il centralismo della forza di gravità
un elettore


Futura

| buttato dentro il 2 marzo 2012 | alle ore 0:04 | da | nelle categorie musica, news | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il motore del 2000, per noi degli anni ’80, era quello della Uno, ed era quello scassone del Fire Fiat. E lo cantava Lucio Dalla.


Le professore

| buttato dentro il 7 febbraio 2012 | alle ore 19:05 | da | nelle categorie demenza giovanile, news, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per me, più che quel che dicono, il problema delle ministre del governo Monti è che sembrano tre imitazioni di Gianfranco D’Angelo.