«Esistono storie che non esistono»

| buttato dentro il 24 novembre 2017 | alle ore 10:40 | da | nelle categorie aosta, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

venariaAnni 80. In una piccola città del Piemonte alle porte di Torino, una serie di eventi inspiegabili cambia per sempre la vita di una comunità. Un bimbo all’improvviso scompare. Una madre angosciata ha contatti paranormali con lui, ma tutti le danno della pazza. Uno sceriffo di mezza età, alcolizzato e svogliato, indaga a fondo, ma invano. Mentre tutti lo danno per morto, il piccolo è finito in un luogo immaginario: il mercato coperto.
È un luogo ambivalente. Prende vita solo nelle fervide fantasie dei più piccoli o esiste davvero? Come negli incubi dei bambini, è popolato di creature malvagie: il perfido demogorgone può arrivare anche nel mondo reale o è confinato in questo limbo vischioso? Continua…


Della differenza tra essere maggioranza e opposizione

| buttato dentro il 23 novembre 2017 | alle ore 12:14 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

aurelioL’ipse dixit dell’anno è dell’(ex) assessore (e poi di nuovo assessore) regionale ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz.
Durante l’interregno dei ribaltonisti durato 7 mesi, in cui alle Opere pubbliche era assessore Stefano Borrello, crolla un pezzo di tunnel del Gran San Bernardo.
In Consiglio regionale, lo stesso giorno dell’incidente, Marguerettaz disse: «Cerco di dare una mano a Borrello, visto che mi pare che non abbia grandi informazioni. Sembrerebbe che il problema sia quello delle plafoniere. Continua…


Quella volta che Boldi e De Sica progettarono il nuovo mercato coperto di Aosta

| buttato dentro il 23 novembre 2017 | alle ore 11:25 | da | nelle categorie aosta, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

mktAd Aosta c’è un mercato coperto. Dentro ci sono otto (OTTO!) ambulanti, un intero piano è vuoto. C’è un po’ di passaggio il martedì, giorno del mercato settimanale. Altrimenti c’è il deserto.
Il Comune decide di affidare uno studio per rifarlo.
Sceglie la premiata coppia Boldi&De Sica, due architetti di fama internazionale. Poi si scopre che Boldi&De Sica non lavorano più insieme: “Bando a un’azienda fantasma”, dicono i giornali. La Boldi&De Sica scrive piccata alla stampa, tramite avvocatoni, per dire che come sempre è bugiarda perché non solo la Boldi&De Sica esiste ancora, ma si chiama solo Massimo Boldi srl. C’è pure una Christian De Sica snc, ma siamo noi giornalisti a non capire niente perché la partita Iva della Boldi srl è la stessa della Boldi&De Sica. E che “solo Boldi” è uguale a “Boldi più De Sica”. Suvvia. Continua…


Di montagne, incendi e periferie dell’Impero

| buttato dentro il 29 ottobre 2017 | alle ore 13:46 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

incendio

Dalla vicenda degli incendi sulle valli piemontesi ho capito questa cosa: non siamo marginali perché il primo cinema è a un’ora di distanza o perché non ci sono ferrovie o le scuole fanno sezioni multiclasse. Siamo marginali perché finché la cenere dei nostri alberi non arriva sui parabrezza delle auto in città, a nessuno frega che la Val Susa stia bruciando. Se la montagna continuerà a essere considerata un posto mistico e sacro, che esiste solo per le liete evasioni della domenica, la gente che ci abita, come me, sarà costretta pian piano a scappare, come stanno facendo ora gli animali dai boschi in fiamme.
Sara Colombo
28 ottobre 2017 alle 20,54

In questi giorni, tra i monti valdostani, ci riempiamo la bocca del concetto di autonomia Continua…


Ovini

| buttato dentro il 21 settembre 2017 | alle ore 1:49 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Pecore, pecore a perdita d’occhio.
“Ma quante ne ha?” chiedo al pastore.
“Bah, mica tante”.
“Come mica tante? Non ne ho mai viste così tante!”
Alza le spalle, come a dire “non hai proprio visto niente nella vita”.
Al che chiedo: “Ma per curiosità, quante sono?”
“Cinquecento”.
pecore


Credenze

| buttato dentro il 2 settembre 2017 | alle ore 12:44 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Su TuttoLibri di oggi, l’ineffabile Bruno Gambarotta smonta in una frase il bilinguismo valdostano, recensendo Pulvis et umbra, l’ultimo Rocco Schiavone
credenza


La cura della comunicazione sul web è il futuro della politica

| buttato dentro il 20 agosto 2017 | alle ore 17:05 | da | nelle categorie aosta, politica | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quando, a febbraio, avevo scritto che il sito di Rifondazione prometteva di aumentare le tette alle donne con prodotti naturali, Andrea Padovani mi aveva tolto il saluto per un mese.
Gli avevamo detto: “Pensa quanto rideresti succedesse ai tuoi ex amici del Pd”.
Ecco. È successo.


Voglio fare una grande opera, ma non vi chiedo se siete d’accordo

| buttato dentro il 15 agosto 2017 | alle ore 2:22 | da | nelle categorie aosta, articoli veri | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

pilacogne
Il giornale in edicola oggi [per i non amici, si chiama La Stampa] ha due paginette che ho buttato giù ieri e che raccontano di una montagnola di soldini pubblici (nostri) che la Regione Valle d’Aosta vorrebbe spendere per fare più turismo, o per farlo meglio.
L’obiettivo numero uno è collegare Pila e Cogne, due splendide località turistiche, con l’obiettivo di aumentare i flussi di sciatori e accontentare meglio i visitatori.
L’obiettivo numero due è legare Ayas e Valtournenche creando uno dei comprensori sciistici più grandi d’Europa, dalla Svizzera al Piemonte, mandando chi non apprezza il progetto a fare le vacanze altrove, ad esempio a Valsavarenche.
Bellissime idee, la seconda in particolare (Valsavarenche esclusa, che è bella ma non ci vivrei).
Ma i numeri non sono proprio d’accordissimo con i politici. Se avete due minuti, passate in edicola e sbirciate, di solito l’edicolante non vi picchia, e se gli date 1,50 euro vi vende pure una copia. Oppure al bar, bevendovi un caffè, il barista non può proprio menarvi perché il giornale è compreso nell’eurino che gli date.
Con 130 milioni di euro, nel 2017, si fanno un sacco di cose, e non è detto che le nuove telecabine siano le migliori possibili.


Sull’hoverboard verso il futuro

| buttato dentro il 11 maggio 2017 | alle ore 14:50 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

È squallido che un nero debba essere povero. E restarlo.
E non possa avere un hoverboard, o giocare a calciobalilla, o mangiare un gelato. Profugo, valdostano, richiedente asilo, senegalese, clandestino, italiano: deve restare povero.
Anni di retorica razzista della Lega e dei partiti fascisti hanno fatto sì che ogni sentimento vada cancellato. Se un richiedente asilo è fotografato con le dita nel naso, additato per aver commesso chissà quale delitto, non ci si indigna. Semaforo verde per l’indignazione se è un africano residente in Italia da anni «anziché un normale clandestino»: questa l’ho letta oggi su un sito web, scritto da qualche collega giornalista che, per ingenuità, meriterebbe lo stesso procedimento disciplinare dell’autore del post razzista qui sotto. Altri giornalisti scrivono di un «residente valdostano scambiato per migrante». Nel secondo caso, varrebbe tutto, e tutti starebbero tranquilli. Continua…


Passeggiar di notte

| buttato dentro il 29 aprile 2017 | alle ore 4:05 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Time to pretend
Attraversi la città, troppo tardi, per andare a casa. E non t’aspetti lo spettacolo che trovi, ed è così coinvolgente che c’inciampi e t’impressioni.
In un parcheggio due, maschio e femmina, uomo e donna, litigano. Tanto che sul momento dici: «Ma che è? Mica dovrò alzare le mani per difenderla da questo buzzurro. Io che vorrei tanto saper menare le mani, ma darei pugni all’aria e le prenderei». Poi, per fortuna sua (e tua), ti accorgi che quello intimidito è lui. E passi via quasi felice. Consolato.
Nel vicolo c’è quello che piscia. E un po’ lo invidi. Ma poi arriva un altro che gli dice di nascondere veloce l’aggeggio, che non si fa.
Quasi sotto casa, sul marciapiede, tre uova spiaccicate. Chissà se se le sono tirate a vicenda. «Siamo destinati a fingere, a fingere»
La gente litiga. Pare. C’è troppa violenza, respirate di più. Anche perché girare a piedi di notte è bello, sarebbe inutile rovinarlo.