Potrei averlo scritto io…

| buttato dentro il 13 aprile 2008 | alle ore 11:30 | da | nelle categorie giornalismo, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

«Andare a votare mi è sempre piaciuto, amo la banalità della democrazia, nutro simpatia per i seggi, gli scrutatori, i tabelloni appesi, le guardie che guardano, la matita copiativa. Mi emoziono ogni volta, anche se le volte oramai sono tante. Non ho mai capito l’ignavia dei disinteressati, dei non partecipi per menefreghismo, e fatico a digerire anche la spocchia di quelli che non vanno a votare perché “non si riconoscono” in nessun partito, chissà in che cosa si riconosceranno, nel Re di Atlantide, negli anelli di Saturno, nella barba di Bakunin, nella loro mamma? (…) Ho un paio di amici che rimarranno a casa, a misurare la puzza sotto il naso. Da dopodomani gli vorrò bene lo stesso, oggi no. Oggi li detesto».

Invece l’ha scritto Michele Serra.


Michele Serra – Pennellate di quotidianità

| buttato dentro il 20 ottobre 2006 | alle ore 10:23 | da | nelle categorie cultura, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Michele Serra è un pigro giornalista, che tutti i giorni da più di dieci anni cura la pigra rubrica “L’amaca” su Repubblica. I suoi pensieri, però, sono tutt’altro che pigri. Con l’aiuto di Fausto Vitaliano, la succitata pigrizia è stata sconfitta, e i pensieri di Serra sono usciti qualche tempo fa su “Tutti i santi giorni”, un compendio ragionato di dieci anni di editoriali e amache.

Serra spazia da tette e culi, gatti e cani, politici e persone serie che hanno costellato la vita prima di tutto dell’autore, e poi dei lettori, che si sentono coinvolti, possono immedesimarsi nei pensieri del giornalista. È il successo dell’amaca di Repubblica, spesso la prima pagina che ogni lettore cerca dopo aver sbrigato l’acquisto del giornale con i canonici 90 centesini all’edicolante. Purtroppo, però, molte delle amache passate risentono dell’età. Il coinvolgimento del lettore, cercato e trovato con successo, si perde nel tempo dietro al cambio del politico di turno (fa ridere leggere adesso che persino Calderoli è stato Ministro!), al ritorno alla normalità dopo la follia di mucche pazze e polli influenzati, a sensazioni ormai dimenticate della minaccia terroristica, all’indignazione perduta per le tante guerre che ormai abbiamo metabolizzato.
Quando questo libro ci tornerà in mano, tra una quindicina d’anni, cosa ricorderemo di questo tempo passato, fatto di dettagli folli e personaggi facilmente caricaturabili? Continua…