La mia città ideale

| buttato dentro il 24 novembre 2005 | alle ore 11:46 | da | nelle categorie sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Ci sono stato, ci tornerei in un istante in qualsiasi stagione dell’anno. È un po’ distante, c’è la rottura del cambio e soprattutto non trovo nessuno che venga con me. Da quando però a Praga hanno creato questa pista (“Prague the fourcross capital“), è davvero la mia città ideale…


Il muro di John Lennon

| buttato dentro il 24 febbraio 2004 | alle ore 22:49 | da | nelle categorie musica, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Come un muro possa essere affascinante è alquanto inspiegabile. Uno squallido muro, come tanti, che i giovani praghesi hanno trasformato in un tempio dell’occidentalità all’aria aperta. Può essere definito a ragione il più famoso murales del mondo, anche se nella realtà non esiste.
Infatti la sua fama lo porta ad una sorta di autodistruzione. Rovinato e firmato a più mani, deve essere ciclicamente ridisegnato, e ogni volta gli “artisti” di strada lo fanno in modo differente.
Situato a Malá Strana (Quartiere Piccolo) di fronte all’ambasciata francese e a due passi dalla Moldava, è apparso in una notte del 1980 dopo l’assassinio di Lennon a New York City.
La scritta che appariva originariamente sotto il faccione di John (“Voi avete Lenin, lasciateci il nostro Lennon“) ha alimentato la leggenda metropolitana secondo cui il dipinto fosse opera dei giovani hippies, guardati con sospetto dalla polizia socialista.
In realtà l’opera dovrebe essere di un giovane messicano, ma il mistero che accompagna queste opere clandestine è sempre fitto e intrigante.
Purtroppo il muro, per la sua “sacralità”, è divenuto il banco di prova per giovani writers provenienti da tutto il mondo e attratti dal fascino di questo angolo, di una città già molto affascinante senza la necessità di nuove attrattive moderne. Ne esce un delirio di scritte e graffiti che rovinano l’originale, ma che fanno sì che l’opera sia in continua evoluzione, grazie all’apporto ogni volta di persone diverse, provenienti da chissà quale angolo del pianeta.
Ogni anno, l’8 dicembre, nell’anniversario della morte dell’ex Beatles, fans di ogni età e di ogni provenienza si ritrovano davanti a questo “santuario” per commemorare il loro idolo a lume di innumerevoli candeline.