Forte di Bard – Mezza delusione… mezzo trionfo

| buttato dentro il 15 maggio 2007 | alle ore 22:20 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per anni ho pensato, da “economista”, che il forte di Bard e l’annessa ristrutturazione fossero un annunciato ed enorme buco nell’acqua.
All’apertura, avevo deciso di non andare a mettere il naso. Per evitare condizionamenti, per evitare la massa, per analizzare criticamente passo passo il forte e soprattutto il suo “avvicinamento”.
Successivamente, il grande successo ottenuto nel primo anno di attività mi aveva riempito di aspettative: per la prima volta, da prevenuto che ero – lo ammetto senza dubbio -, ero divenuto speranzoso. Fiducioso. E le mie aspettative erano alle stelle, o quasi. Continua…


Promozione turistica invernale: concorrenza spietata

| buttato dentro il 11 dicembre 2006 | alle ore 15:35 | da | nelle categorie aosta, economia, milano, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Si avvicina a grandi passi la stagione turistica invernale 2006-2007, che ha visto un prologo parzialmente monco in questo fine settimana lungo privo di neve fino all’ultimo. Le tendenze sono più che mai rispettate: poca neve, molti cannoni, vacanze incerte sino all’ultimo e concorrenza spietata sul fronte dell’offerta.
Le grandi mete classiche per i turisti del nord Italia si danno battaglia su più fronti. Quello degli spazi pubblicitari nelle grandi città è particolarmente significativo, principalmente per due motivi: al contrario delle campagne stampa e televisive, la cartellonistica ha un costo risibile rispetto a tv e quotidiani; secondariamente, ma questo dipende dalla bravura degli “advertiser”, una campagna stradale o sui mezzi pubblici salta all’occhio maggiormente e rimane impressa più a lungo di un veloce spot tv o di una pagina di un quotidiano vista di sfuggita. Occorrono ore di spot ripetuti o paginoni ripetuti per giorni per entrare nella testa del consumatore.
Andiamo con ordine. Continua…


Turismo – Il flop della Festa della Valle d’Aosta

| buttato dentro il 11 settembre 2006 | alle ore 11:29 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per le Istituzioni, una soddisfazione. E hanno ben donde di pensarlo, se istituire una festa “istituzionale” e al tempo stesso populista era il loro obiettivo.
Per i media locali, un successo. Ma loro non fanno testo, da anni devono dire ciò che le Istituzioni vogliono. Non possono dire che metà platea era vuota e buona parte della popolazione non sapeva nemmeno che la festa esistesse…
La gente, appunto: il popolo, la Nazione valdostana, tanto invocata dal Presidente Caveri, non ha sentito la festa. Certo si potrà sostenere che un’iniziativa alla prima edizione patisce sempre problemi di carburazione. Purtroppo però il problema di fondo è un altro. Una festa è per definizione un giorno diverso, un giorno speciale. E dopo un’estate di bagordi, sagre culinarie e feste di paese sparse su tutto il territorio e con un copione sempre uguale, nessuno ha avuto voglia di andare a vedere per l’ennesima volta il gruppo folkloristico locale, non ha sentito la necessità di mangiare e bere le specialità locali, non ha voluto festeggiare una volta ancora, perdipiù qualcosa che non sente proprio.
Se la festa era necessaria (e qui avrei serissimi dubbi…), la si poteva e la si doveva pensare in modo diverso. È inutile riempirsi la bocca con la parola “turismo” se poi ai turisti, che nessuno ha visto, si offrono sempre le medesime attrattive. È deleterio pensare che i valdostani vogliano sempre “riempirsi il muso” e che un ennesimo “palchetto” con annesso raduno di coscritti sia un’attrattiva di cui andare fieri. È ipocrita lamentarsi un giorno della mancanza di fondi e poi sperperarli in iniziative anacronistiche. Continua…


Turismo – L’oste fa i conti senza i clienti…

| buttato dentro il 7 settembre 2006 | alle ore 18:22 | da | nelle categorie aosta, economia, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il proverbio parla di “fare i conti” e dell’”oste”. Nel caso in questione, sarebbe meglio ribaltarlo. L’oste fa i conti senza i clienti. Crede che il “cliente” sia un’entità astratta e non determinabile. Crede che la “risorsa cliente” sia fungibile e indeterminabile a priori.
Niente di più sbagliato. La clientela moderna è, più o meno facilmente, catalogabile, sondabile, rilevabile, conoscibile. Il punto è che nessuna delle piccole o medie imprese lo sa fare o lo fa. Tanto meno in campo turistico.
Propongo ai miei rari lettori una serie di sconsoltanti esempi estivi. Si riferiscono tutti a casi valdostani, non tanto perché il problema sia solo locale, quanto perché le mie conoscenze più profonde non si spingono altrove. Potrei parlare di iniziative riuscite o malriuscite delle Alpi lombarde o delle Dolomiti, o dei successi o dei flop del Jura o dell’Alta Savoia. Ma non ho dati alla mano e conoscenze dirette, quindi avrebbe poco senso farlo. Credo invece, in modo magari presuntuoso, di conoscere la Valle d’Aosta in molti dei suoi aspetti più caratteristici e in gran parte delle sue storture, tipiche soltanto di questa “regione alpina unica al centro delle Alpi”. Inizio l’analisi con casi a me vicini, lavorando poi per induzione. Continua…


«Dobbiamo puntare su ciò che non è imitabile». Ma la Cina ci gabba anche in questo

| buttato dentro il 1 ottobre 2005 | alle ore 14:00 | da | nelle categorie turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Oggi sciopero dei giornalisti: per evitare la crisi d’astinenza da quotidiani, mi sono letto La Repubblica di ieri fingendo che fosse di oggi. Era molto simile alla Stampa, che avevo già letto, ma ho trovato una lettera interessante: Continua…


Turismo in Valle d’Aosta: di quaranta in quaranta

| buttato dentro il 14 settembre 2005 | alle ore 11:04 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Gericus Bellorto, nel suo blog, segnala questo pezzo tratto dalla valdostana “Gazzetta del Popolo”. Io ne approfitto per un collage in un mio precedente post per alcune riflessioni.

Ecco il testo proposto da Gericus: Continua…


Stessa diagnosi, prognosi opposta

| buttato dentro il 11 agosto 2005 | alle ore 11:27 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La stagione turistica estiva non sta andando bene, come ho già potuto scrivere. Stanze vuote in albergo, molti posti liberi in campeggio, l’unica categoria che sembra riscontrare un giusto e sacrosanto “tutto esaurito” sono gli agriturismi.
La risposta delle località e dei vari attori è però molto eterogenea: gli albergatori richiedono alla Regione un piano di sviluppo concertato; Courmayeur punta sulla creazione di un’immagine coerente, quella attuale si rivolge a tutti e a nessuno; Cogne punta sulla differenziazione dell’offerta, con la mania dello sci alpino a tutti i costi nonostante sia ormai un prodotto in declino.

L’Adava, associazione valdostana degli albergatori, ha dibattuto in una riunione la situazione critica del turismo in questa stagione di alti e bassi, proprio alla vigilia dell’altissima stagione di ferragosto. Non era mai successo prima.
Quali risultati ha partorito questa seduta straordinaria? Ciò che si va ripetendo da anni: serve maggiore coordinamento tra i diversi soggetti, pubblici e privati, ed è essenziale una visione a più lungo termine tramite un programma di sviluppo. Ce l’ha l’agricoltura, ce l’ha l’industria (e fanno entrambi piuttosto pena), perché mai non lo deve avere anche il turismo? “Noi albergatori siamo forse più brutti?” La pianificazione come panacea di tutti i mali, in un periodo in cui pianificare quante brioches comprare per la colazione dei clienti il mattino dopo è già un’utopia. Ma se ci mette le mani la Regione, tutto va bene. Vedi casinò, centrale del latte, Tecdis… Continua…


Come ti risollevo le vacanze

| buttato dentro il 31 luglio 2005 | alle ore 12:42 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

A volte basta poco per cambiare il giudizio su di una vacanza. Basta una partita a “calcino” con qualche buzzicone valdostano e un gruppo di pistoiesi assonnato dal piattume di un locale di provincia si risveglia e, oltre al fresco e alle montagne, potrà ricordare un soggiorno nella dzenta valaje in modo positivo.
Ennesima dimostrazione che a fare la differenza sono persone ed attività e non milioni e enormi impianti.


A forza di “Al lupo! Al lupo!” agli albergatori non crede più nemmeno Cappuccetto Rosso

| buttato dentro il 29 luglio 2005 | alle ore 15:49 | da | nelle categorie aosta, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quando i bambini sono piccoli, si insegna loro a non lamentarsi per qualsiasi sciocchezza, ma di dare il giusto peso alle proprie manfrine per evitare che, nel momento del vero pericolo, i nostri pargoli non vengano ascoltati. Evidentemente gli albergatori valdostani (e un po’ quelli di tutto l’occidente) non sono mai stati bambini. Da anni, estate inverno e primavera, stampa e televisione locali vanno ad interrogare gli esercenti turistici sull’andamento degli affari e sulle presenze. La risposta ormai è standard: va tutto male. Perfino nel 2003 qualcuno faceva il piangina. 2003, anno magico di 40°C per più di 40 giorni nelle grandi città del Nord Italia, durante il quale trovare un posto letto in Valle d’Aosta era peggio che trovare un italiano a Sharm el-Sheik di questi tempi. Quel 2003 oggi preso come “anno 0″, incredibile ed irripetibile pietra miliare del turismo di inizio secolo. Continua…


Il turismo nella valle del Gran San Bernardo: la mostra diffusa è molto diffusa

| buttato dentro il 22 luglio 2005 | alle ore 21:46 | da | nelle categorie aosta, cultura, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La Valle d’Aosta non è fatta solo di località storiche e chic come Courmayeur e Cervinia, di “cittadine del malaffare” come Saint-Vincent, di stazioni sciistiche rinomate come Pila o La Thuile. La Valle d’Aosta è soprattutto piccole località sparse tra la bassa e la media montagna, con un’economia ancora agro-silvo-pastorale e dimenticate (per fortuna) dalle grandi masse e dallo sviluppo turistico degli anni ruggenti, ’60 e ’70. Etroubles e Saint-Rhémy-en-Bosses tentano così di fermare per un momento i tanti viaggiatori di passaggio nella valle del Gran San Bernardo per fargli conoscere questa realtà spesso dimenticata, con un pizzico di cultura. Continua…