Due contro uno

| buttato dentro il 13 gennaio 2010 | alle ore 11:48 | da | nelle categorie news | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Un tassista di New York ha restituito dei soldi (21 mila dollari) ad una pensionata italiana di 72 anni.

Corriere e Stampa raccontano che erano 13 mila euro e 80 chilometri.
Repubblica arriva a 14.500 euro (il valore al cambio di 21 mila dollari) e a 400 chilometri. Chi offre di più?


Discorsetto banale

| buttato dentro il 12 dicembre 2007 | alle ore 14:55 | da | nelle categorie economia, giornalismo, notizia del giorno | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Due giorni di sciopero dei Tir bastano per mettere in ginocchio l’Italia.
«Tutti precettati», tuona il Governo.
«Precetta tua sorella», rispondono i camionisti.
Il vero problema che questo sciopero ha sollevato, ma nessuno pare essersene accorto, è che dipendiamo in tutto e per tutto da una categoria. Senza i taxisti, si vive. Senza metropolitane e bus, si vive. Senza medici, visto che sono persone responsabili, si vive. Senza treni, si vive meglio. Sembra una cosa ovvia, ma nessuno l’ha ancora affrontata. Nè quel suonato di Beppe Grillo, che ha di meglio da fare per farsi soldi, né ministri, né giornalisti.
Senza Tir non si vive, tutto va a gambe all’aria, e non ci sono soluzioni alternative che tengano. Il “just-in-time” professato dall’economia occidentale è KO in Italia, Paese dipendente dal trasporto su gomma e senza una sola alternativa che sia valida: l’assenza di magazzino ha svuotato il poche ore benzinai e supermercati. Il trasporto su rotaia non esiste, ma nessuno pensa di incentivarlo: meglio la gomma, certo. Ma se un giorno i camionisti si svegliano col piede sbagliato, restiamo tutti a piedi e “senza” cibo.
Non sarebbe ora, invece di cercare semplicemente di metterci una pezza, di ripensare il sistema di trasporto e consegna perlomeno dei beni di prima necessità? Non si tratta di tagliare fuori una categoria, ma di sfilarle lentamente di mano il coltello, che ha saldamente dalla parte del manico.
Anziché fermarsi al problema attuale (“facciamo ripartire i Tir al più presto”), pensiamo al futuro (“come faremmo senza Tir”): e se un giorno a scioperare non saranno i Tir, ma il petrolio?

Nell’immagine, la festa del camionista, il cui motto recita “un partner insostituibile per l’economia del paese”.