Parcheggio della Consolata

| buttato dentro il 3 aprile 2006 | alle ore 16:35 | da | nelle categorie aosta, economia, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il Comune di Aosta fa di tutto perché la gente non ci parcheggi.

Aosta, zona nord. Salita della Consolata. Zona agricola dismessa e incolta. Aosta è città che ha bisogno di parcheggi e di aria pulita.
Ecco quali erano le nobili intenzioni dei nostri abili amministratori: creare un parcheggio coperto a due passi dal centro, dove far parcheggiare chi intasa il centro con le proprie macchine quando va a lavorare negli uffici cittadini; creare un parcheggio per i pullman turistici, che non dovranno più arrivare all’Arco d’Augusto (monumento più rappresentativo della città) e lì sostare per tutta la giornata, creando ingorghi e inquinamento. Continua…


TAV e TBV

| buttato dentro il 19 novembre 2005 | alle ore 10:06 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Sono tutti contro la TAV. O meglio, sono tutti contro la TAV a casa propria. È una di quelle opere che tutti vogliono, ma nessuno a casa propria. Come la discarica unica per le scorie nucleari, come la discarica comunale, come le birrerie o i depuratori. NIMBY in economia, acronimo di Not In My Backyard.
Un’opera che permetterebbe, con dei divieti o delle limitazioni saggi e lungimiranti, di liberare le strade dai TIR e le valli dai gas di scarico. Ma che nessuno vuole, né in Val di Susa, né altrove. Continua…


Gli esami non finiscono mai

| buttato dentro il 18 aprile 2005 | alle ore 19:02 | da | nelle categorie aosta, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

L’obiettivo minimo è portare a casa la pelle. La sfida è ardua. Infilarsi in un percorso senza punti di riferimento, tra ostacoli insormontabili e vuoti incolmabili, psicologicamente smunti dal contorno urlante si deve sopravvivere alla giungla. Da piccoli ci avevano avvertito: segui la tua via e non sgarrare. E soprattutto non scartare di colpo. Lunghi nasi, bugiardi solo a vederli, sostenevano che no, finalmente, si poteva stare tranquilli.
Farsi travolgere è facile, gli imprevisti sono dietro l’angolo, e sono sempre più grandi e più robusti di te. Desistere sarebbe fin troppo facile, l’alone di sfida intriga come un antro buio pieno di sorprese. E poi, diciamocelo, chi ve lo fa fare di stare tranquilli e seduti spianando la strada con un aiuto esterno… Meglio tremare per l’emozione dell’aria fine e frizzante che rinfresca i troppi pensieri, meglio la battaglia per i propri spazi alla dominazione totale e assoluta.
Sui carboni ardenti o nel ghiaccio più freddo. Tra le foglie morte e le lacrime della città. Nell’autunno delle idee che paralizza ogni decisione.
Dura la vita del ciclista in città…