Di montagne, incendi e periferie dell’Impero

| buttato dentro il 29 ottobre 2017 | alle ore 13:46 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

incendio

Dalla vicenda degli incendi sulle valli piemontesi ho capito questa cosa: non siamo marginali perché il primo cinema è a un’ora di distanza o perché non ci sono ferrovie o le scuole fanno sezioni multiclasse. Siamo marginali perché finché la cenere dei nostri alberi non arriva sui parabrezza delle auto in città, a nessuno frega che la Val Susa stia bruciando. Se la montagna continuerà a essere considerata un posto mistico e sacro, che esiste solo per le liete evasioni della domenica, la gente che ci abita, come me, sarà costretta pian piano a scappare, come stanno facendo ora gli animali dai boschi in fiamme.
Sara Colombo
28 ottobre 2017 alle 20,54

In questi giorni, tra i monti valdostani, ci riempiamo la bocca del concetto di autonomia Continua…


Ovini

| buttato dentro il 21 settembre 2017 | alle ore 1:49 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Pecore, pecore a perdita d’occhio.
“Ma quante ne ha?” chiedo al pastore.
“Bah, mica tante”.
“Come mica tante? Non ne ho mai viste così tante!”
Alza le spalle, come a dire “non hai proprio visto niente nella vita”.
Al che chiedo: “Ma per curiosità, quante sono?”
“Cinquecento”.
pecore


Credenze

| buttato dentro il 2 settembre 2017 | alle ore 12:44 | da | nelle categorie aosta | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Su TuttoLibri di oggi, l’ineffabile Bruno Gambarotta smonta in una frase il bilinguismo valdostano, recensendo Pulvis et umbra, l’ultimo Rocco Schiavone
credenza


La cura della comunicazione sul web è il futuro della politica

| buttato dentro il 20 agosto 2017 | alle ore 17:05 | da | nelle categorie aosta, politica | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quando, a febbraio, avevo scritto che il sito di Rifondazione prometteva di aumentare le tette alle donne con prodotti naturali, Andrea Padovani mi aveva tolto il saluto per un mese.
Gli avevamo detto: “Pensa quanto rideresti succedesse ai tuoi ex amici del Pd”.
Ecco. È successo.


Voglio fare una grande opera, ma non vi chiedo se siete d’accordo

| buttato dentro il 15 agosto 2017 | alle ore 2:22 | da | nelle categorie aosta, articoli veri | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

pilacogne
Il giornale in edicola oggi [per i non amici, si chiama La Stampa] ha due paginette che ho buttato giù ieri e che raccontano di una montagnola di soldini pubblici (nostri) che la Regione Valle d’Aosta vorrebbe spendere per fare più turismo, o per farlo meglio.
L’obiettivo numero uno è collegare Pila e Cogne, due splendide località turistiche, con l’obiettivo di aumentare i flussi di sciatori e accontentare meglio i visitatori.
L’obiettivo numero due è legare Ayas e Valtournenche creando uno dei comprensori sciistici più grandi d’Europa, dalla Svizzera al Piemonte, mandando chi non apprezza il progetto a fare le vacanze altrove, ad esempio a Valsavarenche.
Bellissime idee, la seconda in particolare (Valsavarenche esclusa, che è bella ma non ci vivrei).
Ma i numeri non sono proprio d’accordissimo con i politici. Se avete due minuti, passate in edicola e sbirciate, di solito l’edicolante non vi picchia, e se gli date 1,50 euro vi vende pure una copia. Oppure al bar, bevendovi un caffè, il barista non può proprio menarvi perché il giornale è compreso nell’eurino che gli date.
Con 130 milioni di euro, nel 2017, si fanno un sacco di cose, e non è detto che le nuove telecabine siano le migliori possibili.


Sull’hoverboard verso il futuro

| buttato dentro il 11 maggio 2017 | alle ore 14:50 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

È squallido che un nero debba essere povero. E restarlo.
E non possa avere un hoverboard, o giocare a calciobalilla, o mangiare un gelato. Profugo, valdostano, richiedente asilo, senegalese, clandestino, italiano: deve restare povero.
Anni di retorica razzista della Lega e dei partiti fascisti hanno fatto sì che ogni sentimento vada cancellato. Se un richiedente asilo è fotografato con le dita nel naso, additato per aver commesso chissà quale delitto, non ci si indigna. Semaforo verde per l’indignazione se è un africano residente in Italia da anni «anziché un normale clandestino»: questa l’ho letta oggi su un sito web, scritto da qualche collega giornalista che, per ingenuità, meriterebbe lo stesso procedimento disciplinare dell’autore del post razzista qui sotto. Altri giornalisti scrivono di un «residente valdostano scambiato per migrante». Nel secondo caso, varrebbe tutto, e tutti starebbero tranquilli. Continua…


Passeggiar di notte

| buttato dentro il 29 aprile 2017 | alle ore 4:05 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Time to pretend
Attraversi la città, troppo tardi, per andare a casa. E non t’aspetti lo spettacolo che trovi, ed è così coinvolgente che c’inciampi e t’impressioni.
In un parcheggio due, maschio e femmina, uomo e donna, litigano. Tanto che sul momento dici: «Ma che è? Mica dovrò alzare le mani per difenderla da questo buzzurro. Io che vorrei tanto saper menare le mani, ma darei pugni all’aria e le prenderei». Poi, per fortuna sua (e tua), ti accorgi che quello intimidito è lui. E passi via quasi felice. Consolato.
Nel vicolo c’è quello che piscia. E un po’ lo invidi. Ma poi arriva un altro che gli dice di nascondere veloce l’aggeggio, che non si fa.
Quasi sotto casa, sul marciapiede, tre uova spiaccicate. Chissà se se le sono tirate a vicenda. «Siamo destinati a fingere, a fingere»
La gente litiga. Pare. C’è troppa violenza, respirate di più. Anche perché girare a piedi di notte è bello, sarebbe inutile rovinarlo.


Ai fascisti non importava se c’entravi o non c’entravi

| buttato dentro il 25 aprile 2017 | alle ore 15:30 | da | nelle categorie news | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Quella notte di metà settembre, la mia nonna aveva 22 anni.
I nazifascisti hanno bruciato prima la casa di sua mamma, poi quella di suo papà.
Per rappresaglia. Inumana, feroce. Era il 13 settembre 1944.
Oggi la guerra è quella cosa lontana, con quel pazzoide di Trump e quell’invasato di Kim che fanno a battaglia navale con armi capaci di farci fuori tutti in dieci minuti. Settantadue anni fa era qui, in mezzo a noi, davanti a casa nostra, nelle nostre strade.
Dopo quattro anni di guerra, di razionamenti, immaginate di perdere tutto. A vent’anni. Un «tutto» che non era poi molto. Il vestito, l’unico, della festa. Il letto. Il tetto e le mura di casa. Le mucche nella stalla, quelle che con la famiglia non eravate riusciti a portare in montagna. L’aratro. La caldaia per fare il formaggio. Quattro patate e quattro rape rosse in cantina. Continua…


Tale a quale – Il ritorno

| buttato dentro il 13 marzo 2017 | alle ore 12:59 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per la rassegna “Le rubriche che non avremmo mai voluto vedere su questo blog e nemmeno sugli altri“, ri-riecco “Tale e quale“, una rubrica che il settimanale valdostano La Vallée notizie propone ai lettori da qualche tempo, con le somiglianze tra VIPs locali (ormai sempre meno VIPs) e VIPs nazionali e internazionali.

Il numero zero-quater (nel senso che probabilmente la rassegna si fermerà qui) di Tale e quale propone l’incredibile somiglianza tra Roberto Cognetta (a sinistra), consigliere regionale del Movimento 5 stelle, e il compianto psicologo e psicoterapeuta Marvin Monroe (a destra). Separati alla nascita, ma riavvicinati grazie ai cartoni animati.

Roberto Monroe e Marvin Cognetta

Continua…


Tel quel (francofonia mon amour)

| buttato dentro il 2 novembre 2013 | alle ore 18:50 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per la rassegna “Le rubriche che non avremmo mai voluto vedere su questo blog e nemmeno sugli altri“, ri-riecco “Tale e quale“, una rubrica che il settimanale valdostano La Vallée notizie propone ai lettori da qualche tempo, con le somiglianze tra VIPs locali e VIPs nazionali e internazionali.

Il numero zero-ter (nel senso che probabilmente la rassegna si fermerà qui) di Tale e quale propone l’incredibile somiglianza tra Etienne Andrione (a sinistra), segretario della Fondation Emile Chanoux, e il deputato e candidato alla segreteria del PD Gianni Cuperlo (a destra). Separati alla nascita anche nella gestualità e nel tono di voce.

Continua…