Segni della società che cambia #02

| buttato dentro il 12 ottobre 2007 | alle ore 19:24 | da | nelle categorie aosta, demenza giovanile, politica, psico | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 2 commenti e aggiungine un altro » |

Oggi manifestazione studentesca. «Non siamo contro gli esami di riparazione», ma sono apparsi puntualmente cartelli “No agli esami“.
Il punto non è questo. Il punto è il mio disgusto, ma per altro: ai miei tempi si manifestava tutti uniti, non c’era bandiere e colori. Non c’era politica, se non quella “Studenti vs. Resto del Mondo”. Sapevo bene che la Valle d’Aosta, in questo, rappresentava l’eccezione. Fuori Valle, dal ’68 in avanti, e forse anche prima, gli scontri destra-sinistra sono la marmellata sul pane della protesta, quel di più che fa colore e dà gusto e che, se non ci fosse, farebbe strano a tutti.
Qui, nell’isola felice di Regionelandia, gli studenti erano studenti. E basta. Qualche leader politico sfilava con loro, ma soltanto quelli, di qualunque colore essi fossero, che condividevano o avevano ispirato la protesta.
Oggi, invece, hanno sfilato in due cortei distinti e antagonisti. Con canzoni che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (Il canto degli italiani di Mameli da una parte, Bella ciao dall’altra). Con bandiere che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (il tricolore e la bandiera della pace). Con leader politici che dovrebbero condividere con gli studenti le motivazioni della “lotta” e che invece incitano alla contrapposizione (Azione Giovani e meno giovani da una parte, Rifondazione e i suoi satelliti dall’altra).
Uno spettacolo penoso, incivile, indegno. Il peggio di quanto potesse succedere fuori dalla “Dzenta valaye”.
E così tutti hanno parlato delle polemiche successive e della “protesta degli studenti contro gli esami di riparazione” e non delle altre motivazioni: forse perché non esistevano…

Nelle immagini: a destra la destra, a sinistra la sinistra. E dove se no…


2 Comments on “Segni della società che cambia #02”

  1. 1 Fabio said at 18:31 on ottobre 16th, 2007:

    Bella ciao non me la sento proprio canzone comune…se poi i giovani sono deficienti e si sentono grandi se fanno il pugno chiuso cantando bella ciao,sono affari loro…
    Se si sentono grandi facendo tanto i paladini del pensiero rosso poi si comportano nel resto della giornata in un’altra maniera vuol dire che queste manifestazioni non vengono fatte per protestare contro qualcosa,ma per dimostrare quanta gente uno o l’altro schieramento puo portare in piazza e quante cose di contorno ci sono mentre se guardiamo i contenuti ci troviamo ben poco.

    Fabio
    non conforme

  2. 2 manomano said at 19:07 on ottobre 16th, 2007:

    Stessa cosa potremmo dire di quelli dell’altra parte. Non ne farei però un discorso di coerenza politica: manifestare così è sprecare del tempo, il messaggio che gli studenti volevano far passare si è perso


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