Non basta scuotere la testa #03

| buttato dentro il 27 maggio 2008 | alle ore 12:56 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Batosta per la sinistra, batosta per la destra, batosta per la Fédération. Ridono soltanto Vda Vive – Renouveau (ma è un sorriso stiracchiato: pensavano di spaccare il mondo) e, come sempre, Union. Tanto.
La grande campagna elettorale, basata sui cambiamenti e che non ha coinvolto i cittadini, non cambierà nulla, assolutamente nulla. Anzi, la strada per i progetti faraonici e colossali, con un nuovo presidente in pectore icona del decisionismo, sarà spianata: ennesima dimostrazione che certe questioni è meglio non buttarle in politica. Domani avremo un inceneritore inutile, un casinò con l’acqua alla gola come in passato, piste forestali anche a 4000 metri, 25 ponti sul Buthier uno a fianco all’altro, telecabine in città e palasport anche a Pontboset. I partiti che vi si opponevano sono stati sconfitti: non romperanno più le scatole.

Stamattina, un amico evidentemente komunista (e di conseguenza in malafede) ha commentato i dati elettorali: “Risultati da terzo mondo, con il primo partito al 50% e il secondo al 10“. Come ho detto, è sicuramente in malafede. Grullo! oggi serve andare in giro a gridare la valdostanità, altro che pettinar le bambole con storie africane o sudamericane di partiti-stato e dittature più o meno dolci… E comunque, qui l’UV avrà anche rubacchiato voti qua e là, fatto favori a Pio, Juan e Martin, ma un moto di orgoglio degli altri partiti non c’è stato. No, niente dittature, al massimo troppo potere per troppo tempo, tutto lì.
Poco dopo parlo con un amico di Milano.
“Come sono andate le elezioni?”, mi fa.
“Beh, destra debole, sinistra spazzata via, trionfo UV”. Poi snocciolo i dati.
“Un risultato da Paese del terzo mondo!”. Lui non era in malafede. Potete sempre appellarvi al fatto che non conosce la situazione valdostana…

La gente ha scosso la testa, ha digrignato i denti, si è lamentata e ha illuso due parti politiche di poter fare il colpaccio: una in particolare, adesso, si lecca le ferite. E’ finita un’epoca: con i verdi fuori dal consiglio, unici a fare da “cane da guardia” al potere in un paesello in cui la stampa, quel mestiere, ha smesso di farlo da tempo (basta vedere la schiera di giornalisti ai festeggiamenti dei vari partiti, e sapere che sarebbero stati molti di più, ma qualcuno doveva lavorare), anche quel poco di opposizione “vera” non esisterà più.
Rientra AN, ed è un bene proprio in ottica di opposizione: qualcuno che la farà ci sarà anche stavolta, ma gli interessi saranno diversi.
Il PD e Renouveau invece dovranno abituarsi ad essere minoranza e a tutelare anche le ampie aree extra-consiliari, compresa l’ampia fetta di astenuti. Preoccupanti perché non esiste un progetto, in Valle come a livello nazionale, che sappia coinvolgere gli incerti e gli oppositori ai partiti tradizionali.
Le spallate si fanno parlando di pane e vino, non parlando di etica, assistenzialismo, nanoparticelle, bilinguismo e sogni.

L’UV vince proprio per questo: dà risposte. Anche sbagliate, ma le dà.
E l’opposizione parla un altro linguaggio, fatto di idealità e utopia, di opposizione dialogante e moderata, rigorosa o dura: cosa mai cambierà? Un’opposizione fatta di personaggi strani, spettinati e con la camicia a quadri, caricatura del valdostano medio UV: e allora perché un cittadino dovrebbe votare lui piuttosto che l’originale? E infatti ci sono cascati soltanto quei gonzi della sinistra, che hanno votato la copia dell’UV anziché i propri partiti.
Opposizione composta da:
a) persone che parlano come la vecchia sinistra italiana decapitata;
b) persone che passano il tempo a discutere di equilibrismi tra le anime del PD;
c) persone che chiedono più spazio all’iniziativa privata e al libero mercato, ma più interventi pubblici a sostegno dell’imprenditoria.
Un’opposizione con poco spazio, con poche abilità comunicative, sognatrice e poco concreta: a destra come a sinistra. Nella vecchia legislatura come nella prossima.

Addirittura nell’UV, oggi, chi aveva chiesto a Rollandin di farsi da parte paga pegno. Più che lo strapotere dell’Empereur, si nota voglia di semplicità: “Perché dobbiamo trovare lungo con gente complessa, che fa distinguo, che mangia dallo stesso piatto di tutti gli altri però si lamenta, che parla difficile per poi trovarsi allo stesso punto di tutti“, dice la ggente (con due “g”, la gente autentica).
Vogliamo continuare ad essere ricchi, senza doverci sbattere per lavorare, per fare meglio degli altri. Ci tolgono i buoni benzina? Assassini, noi continuiamo a votare UV perché almeno quei soldi ce li darà in qualche altro modo. Ci fanno concorrenza dalla Cina? Noi votiamo UV, che almeno un posto di lavoro ai figli ce lo trova. Ci sono troppi rifiuti? Diamogli una bella bruciata, spendiamoci i soldi, ma almeno non li vediamo più“.

E infine, nel delirio post-voto, si sentono gli sconfitti che abbandoneranno la politica perché il sogno della spallata è rimasto tale. Arrivisti? Opportunisti? Semplicemente abbacchiati? Boh, chi lo sa.
Sta di fatto che, normalmente, destra e sinistra locali sono composte da persone che fanno politica per passione più che per tornaconto personale. Per ideali, etica (chi più chi meno), e non per un posto al calduccio su di una poltrona comoda in un bel palazzone del centro con un assegno mensile e una ricca pensioncina.
O no?


One Comment on “Non basta scuotere la testa #03”

  1. 1 Stefano said at 17:12 on maggio 29th, 2008:

    ….siamo indietro alla grande con il senso civico e le idee politiche e purtroppo ne faremo le spese tutti quanti….


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