Antropizzatevi!

| buttato dentro il 30 dicembre 2008 | alle ore 12:24 | da | nelle categorie aosta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 5 commenti e aggiungine un altro » |

Gli ambientalisti, e molti altri, sostengono che occorrerebbe portare da mangiare a stambecchi e camosci nel Parco Nazionale del Gran Paradiso dopo le nevicate eccezionali. Insalatina di lattuga all’aceto balsamico e fonduta di Fontina, forse. Magari il tutto innaffiato da abbondante vino rosso locale.

Il prossimo passo sarà quello di salvare le gazzelle dai malefici leoni, difendendole giorno e notte in recinti di protezione e contemporaneamente portando ai felini abbondanti razioni di Simmenthal, per evitare che tirino le cuoia. Continua…


Viva, viva, viva la transumanza

| buttato dentro il 11 aprile 2006 | alle ore 21:21 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Le mandrie abbandonano ad inizio giugno gli insediamenti invernali per iniziare la salita che le porterà agli alpeggi al culmine dell’estate, in cerca dell’erba più fresca e per mantenere un equilibrio ecologico che solo l’uomo è capace di garantire.
Partono tutti, sanno di dover partire: è inevitabile per il bene della montagna, per il bene delle mandrie e per il bene delle tasche degli allevatori.
Prima verso i masi più bassi, e poi sempre più su, man mano che passa il tempo.
Al termine dell’”in-arpa”, la desarpa, a metà settembre, fa tornare gli alpigiani a casa ed è una festa per chi è rimasto a valle: per un altro anno ci saranno formaggio e latte. Continua…


Prima di RaiVdA – Dopo RaiVdA – Qual è la differenza?

| buttato dentro il 19 luglio 2005 | alle ore 11:35 | da | nelle categorie aosta, economia, giornalismo, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Da qualche settimana, in un orario infelice dettato dalle esigenze nazionali di palinsesto, va in onda su Raitre, la domenica mattina attorno alle 10, “Prima di RaiVdA”, una serie di documenti e documentari che testimoniano com’era la Valle d’Aosta prima che esistesse la sede regionale della TV di Stato. Interessanti interviste a bacan tutti d’un pezzo, progetti mastodontici di sviluppo turistico ed economico, sindacalisti e politici idolatranti la “dzenta valaje”. Cos’è cambiato? Ben poco o forse nulla: le idee stantìe sono sempre le stesse, non hanno dato frutti ma vengono riproposte oggi allo stesso modo. E anzi, a volte vengono fatte passare come novità tecnologiche raffinate.
I. Le industrie della bassa Valle in crisi. In uno stabilimento, alla fine degli anni ’60, per ovviare a problemi finanziari dei “padroni”, gli operai mettono su una “società comunista” in cui il CdA è formato dagli operai tutti. Poco dissimile dall’attuale situazione di crisi profonda di Tecdis, Olivetti IJet, Feletti, ecc… La soluzione che si trova? Soldi dalla Regione, che è ben contenta di darne per evitare che si perdano posti di lavoro.
II. La montagna spopolata. L’allora direttore di non-so-quale-organismo-quasi-pubblico Ilario Lanivi, futuro presidente della Giunta, è felice di presentare il contributo pubblico, a fondo perso, di 30.000 lire annue per capo bovino. Ho come il sentore che il contributo attualmente non sia più di 30.000 lire. Sta di fatto che a questo si sono aggiunti negli anni i contributi per il verde agricolo, per i tetti in lose, per l’agricoltura di qualità, per i consorzi fondiari, per i consorzi lattiero-caseari e via discorrendo. Insomma, la soluzione sono i soldi dalla Regione. Che però hanno solo protratto nel tempo un problema che, evidentemente, andava risolto in altro modo. Continua…


Ghiaccio e freddo fuori…

| buttato dentro il 7 gennaio 2005 | alle ore 20:29 | da | nelle categorie aosta, sport | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Allegria e compagnia dentro.
Potrebbe essere un nuovo spot pubblicitario per la montagna.
Ma è semplicemente la frase che mi viene in mente ripensando alla pedalata di oggi. Ormai, grazie a qualche contatto, vengono a trovarci anche in pieno inverno: l’ultimo, Ludovico da Roma, amante della montagna e della bicicletta, in Valle d’Aosta per vacanze sulla neve, carica in macchina all’ultimo momento anche la specialissima.
E così via, si parte da Morgex, ai limiti della sopportabilità tra aria fresca e neve a bordostrada. Giù, fino ad Aosta. A tratti impantanati tra sale, acqua di scioglimento e ghiaccio vivo. A tratti riscaldati da un pallido sole, che si fa più caldo solo nei dintorni di Aosta. Un compagno di avventura, temerario e bardato fino all’inverosimile con i soli occhiali a lasciare intravedere il volto, fa dietrofront e si accoda al nostro terzetto (c’era anche il mio amicone Matteo, talmente ovvio che non l’ho scritto). Il freddo non mi permette di ascoltare il fitto dialogo tra i due miei originari compagni di pedalata: un sottocasco iper-innovativo è abbastanza innovativo da rendere il discorso un debole bla-bla.
Una mini-Roubaix in centro ad Aosta, o meglio una slalom-vasca, segna il giro di boa. Poi su per la panoramica, il sole è caldo ma il ghiaccio non molla. Lo strappetto del castello reale di Sarre ci ricorda Duitama, con la ruota posteriore che slitta perché noi, sui pedali, ricordiamo molto vagamente un pirata che non c’è più che, troppo potente, faceva la stessa cosa sotto la pioggia. Poi Ludovico ci saluta: l’appuntamento è per l’estate, per un bel giro al caldo con qualche bella salita. Io e Matteo torniamo al polo per recuperare la macchina a Morgex e tornare ancora una volta ad Aosta. All’ombra del campanile, il termometro segna 4°. Poi, l’effetto dell’inversione termica ci saluta e ripiombiamo sotto zero.
Ma il cuore è caldo e l’estate sembra più vicina (ummh….. ma non ero post-romantico???)