Gliel’ha iettata
Paola Binetti, colei che non rappresenta nessuno nel PD eppure ci resta, dichiara che resterà nel partito soltanto se Emma Bonino, radicale candidata alle regionali nel Lazio, perderà.
Lei, la Bonino, intanto ha perso. I sensi.
Paola Binetti, colei che non rappresenta nessuno nel PD eppure ci resta, dichiara che resterà nel partito soltanto se Emma Bonino, radicale candidata alle regionali nel Lazio, perderà.
Lei, la Bonino, intanto ha perso. I sensi.
Dopodomani sapremo finalmente chi rovinerà ancora un po’ la sinistra italiana. Se sarà D’Alema, Franceschini o Marino. Ops… Bersani, Franceschini o Marino. Perdonatemi, non sono abituato a fingere.
Comunque, mi è balenata l’idea di andare a votare. Dando al seggio 500 lire e spacciandole per i famosi 2 euro.
Se non si accorgono della burla, sulla scheda scrivo “Binetti iscriviti a Casapound“.
Se si accorgono dello sgarro, “Giustizialisti! E poi dicevate tanto di Di Pietro“…
Gianni Riotta, direttore del Tg1, è riuscito nell’impresa di non dare, nei titoli, la notizia della condanna di David Mills nel processo che vede coimputato Silvio Berlusconi. Presidente del Consiglio. Di un Paese occidentale. Nel G8.
Successivamente, si è superato dando la notizia al minuto 20 del suo telegiornale, infilata in mezzo ad un’intervista tra la gente e una notizia su Sanremo.
Era parzialmente giustificato dall’ennesima dimostrazione di autolesionismo del PD, che dopo essere finito ad elezioni anticipate in Sardegna per litigi interni alla stessa maggioranza di centro-sinistra è riuscito nell’impresa di perdere le elezioni con un candidato forte e rappresentativo come Renato Soru, e di far crollare la leadership traballante di Walter Veltroni. Distratti tutti dal PD in pezzi, notizia d’apertura, chissenefrega di Mills e del premier coimputato. Continua a leggere