Che tristezza #01

| buttato dentro il 10 dicembre 2006 | alle ore 19:44 | da | nelle categorie aosta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

I bicchieri di plastica nei locali notturni. Prima vogliono fare i fighettini, con selezioni di vini d’annata, buttafuori alla porta e arredamento fricchettone e poi ti servono cocktail costosissimi o birra in un bicchiere che andrebbe bene in una mensa Caritas. Con tutto il rispetto per la mensa Caritas…


Turismo – L’oste fa i conti senza i clienti…

| buttato dentro il 7 settembre 2006 | alle ore 18:22 | da | nelle categorie aosta, economia, turismo | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il proverbio parla di “fare i conti” e dell’”oste”. Nel caso in questione, sarebbe meglio ribaltarlo. L’oste fa i conti senza i clienti. Crede che il “cliente” sia un’entità astratta e non determinabile. Crede che la “risorsa cliente” sia fungibile e indeterminabile a priori.
Niente di più sbagliato. La clientela moderna è, più o meno facilmente, catalogabile, sondabile, rilevabile, conoscibile. Il punto è che nessuna delle piccole o medie imprese lo sa fare o lo fa. Tanto meno in campo turistico.
Propongo ai miei rari lettori una serie di sconsoltanti esempi estivi. Si riferiscono tutti a casi valdostani, non tanto perché il problema sia solo locale, quanto perché le mie conoscenze più profonde non si spingono altrove. Potrei parlare di iniziative riuscite o malriuscite delle Alpi lombarde o delle Dolomiti, o dei successi o dei flop del Jura o dell’Alta Savoia. Ma non ho dati alla mano e conoscenze dirette, quindi avrebbe poco senso farlo. Credo invece, in modo magari presuntuoso, di conoscere la Valle d’Aosta in molti dei suoi aspetti più caratteristici e in gran parte delle sue storture, tipiche soltanto di questa “regione alpina unica al centro delle Alpi”. Inizio l’analisi con casi a me vicini, lavorando poi per induzione. Continua…


Un posto per coraggiosi – La Parisette, Sarre, Valle d’Aosta, Italia

| buttato dentro il 30 dicembre 2005 | alle ore 15:02 | da | nelle categorie aosta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

La Parisette è il classico bar di paese. Un po’ più curato del solito, gestito da qualcuno che ci sa fare.
Tutto lì, niente di più.
Quattro macchinette mangiasoldi, due frigo enormi da bar bettola che vuole crescere, un po’ di musica forte, un po’ di squallido karaoke, tre televisori sempre accesi che nessuno guarda, un arredamento stranamente ben curato.
Ma, all’improvviso, il boom: pieno di giovani trentenni repressi che non hanno niente di meglio da fare che pigiarsi in questo locale che non offre niente di speciale ma che vive un successo incomparabile. Altri locali chiudono, La Parisette viaggia a gonfie vele. Fino a quando qualcuno si accorgerà che in realtà non offre assolutamente nulla in più del bar sotto casa. Non un ambiente particolare, non una musica particolare, non un luogo particolarmente accessibile. Solo il gusto strambo di qualche giovane che ne ha decretato l’improvviso successo.
Sporadicamente lo frequentavo prima del boom, e non vorrei augurare al simpatico gestore di tornare alla routine precedente… Ma purtroppo credo e spero che un ritorno alla normalità, quando qualcuno si sveglierà, sarà inevitabile
I coraggiosi sono quelli che riescono a mettervi piede dentro tutti i fine settimana e a divertirsi. Un coraggio tutto particolare, piuttosto strano e certamente non da premiare…


Un posto per coraggiosi – Sweet Rock Café, Aosta, Valle d’Aosta, Italia

| buttato dentro il 13 giugno 2005 | alle ore 19:57 | da | nelle categorie aosta, stra-cult | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Giovani disperati, giovani bene, fighetti. Salotto buono della città, vedo gente che non ho mai visto altrove (in una piccola città è un evento). È evidentemente un’oasi. Animali rari, tutti diversi, tutti strani. Tutti infighettiti e alcolmuniti. Tutti orgogliosi di essere tra propri simili, ma puzza-sotto-il-nasuti perché dopo tutto “è l’unica alternativa”.
Lo Sweet proprio non fa per me, anche se come idea è eccezionale, in città ma fuori, in un fabbricato splendido e con spazi curatissimi. Solo che di rock non ha nulla. Di sweet nemmeno, e la gente che c’è dentro dà il peggio di sé… Persino i baristi si dimenano tunzettari, creando fastidio, nella solita e banalissima musica latino-americaneggiante.
I coraggiosi sono quelli che non si conformano alla massa. E, storcendo il naso, sgasano verso altre esperienze