Un posto per coraggiosi – Sweet Rock Café, Aosta, Valle d’Aosta, Italia

| buttato dentro il 13 Giugno 2005 | alle ore 19:57 | da | nelle categorie aosta, stra-cult | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Giovani disperati, giovani bene, fighetti. Salotto buono della città, vedo gente che non ho mai visto altrove (in una piccola città è un evento). È evidentemente un’oasi. Animali rari, tutti diversi, tutti strani. Tutti infighettiti e alcolmuniti. Tutti orgogliosi di essere tra propri simili, ma puzza-sotto-il-nasuti perché dopo tutto “è l’unica alternativa”.
Lo Sweet proprio non fa per me, anche se come idea è eccezionale, in città ma fuori, in un fabbricato splendido e con spazi curatissimi. Solo che di rock non ha nulla. Di sweet nemmeno, e la gente che c’è dentro dà il peggio di sé… Persino i baristi si dimenano tunzettari, creando fastidio, nella solita e banalissima musica latino-americaneggiante.
I coraggiosi sono quelli che non si conformano alla massa. E, storcendo il naso, sgasano verso altre esperienze


Spiegare il sesso ai bambini? C’è ben di peggio…

| buttato dentro il 8 Aprile 2005 | alle ore 13:58 | da | nelle categorie aosta, politica, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Peggio di spiegare ai bambini come nascono i bambini: spiegare agli adulti la politica valdostana.
Le elezioni comunali in 68 Comuni valdostani sono alle porte. Si prevede un’affluenza senza precendenti a causa della morte del Papa: la Valle ha sempre reagito da bastian cuntrari all’operato di Giovanni Paolo II. Lo ha prima ribattezzato lo Sen Përe montagnard Dzan Paul Second, salvo poi rispondere deserticamente alle sue proverbiali adunate oceaniche, poi gli ha voltato le spalle nel lutto. Ora risponderà con un’adesione alla consultazione elettorale opposta a quella italiana.
Dopo la boutade papale, andiamo ad analizzare la situazione attuale.
L’Union Valdôtaine, partito di maggioranza assoluta in Consiglio Regionale e movimento che esprime la maggioranza dei sindaci uscenti, si presenta in molti Comuni con un listone unico di stampo fascista. In molti altri Comuni si presenta invece divisa (ad Aosta addirittura in tre). Il centrosinistra, smanioso di allearsi con il partito di maggioranza piuttosto che con i partiti suoi vicini e alleati a livello nazionale, si presenta in quasi tutti i paesi con l’UV.
Anzi, in tutti. Perché con un trasformismo camaleontico riesce ad appoggiare sia il candidato UV1, sia l’antagonista candidato UV2. Continua…


Che trasmissione che è…

| buttato dentro il 6 Marzo 2005 | alle ore 23:16 | da | nelle categorie stra-cult, tivì | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Brio, garbo, ironia. Gorbaciov trattato come Paolo Rossi o Accorsi, Jaruzelski sullo stesso piano di Briatore o Maggiani.
Intervista, per Dio. Intervista. Una cosa sempre più rara che nella televisione unica fanno solo in pochi e pure male. E soprattutto qui, dopo un’intervista non ci si lancia in danze elettorali scatenate o in risottate storiche da varietà. Sto parlando della trasmissione televisiva dell’anno (o degli anni, da quando c’è è “er mejo” sbaragliando i concorrenti), ovvero Che tempo che fa, di Fabio Fazio.

Ebbene, nella rivoluzione arancione di inizio millennio (quelle compiute di Conto Arancio e di Yuschenko in Ucraina, quelle incompiute nella telefonia di Wind e in Valle d’Aosta di Louvin) una trasmissione metereologica con bordi color Olanda è rimasta come unico specchio dei tempi riuscendo a far riflettere, per due ore a settimana spalmate su tre giorni, sul mondo, sulle persone, sulla storia e sull’attualità. L’intervistatore riesce inusualmente a far conoscere, in 20 minuti scarsi, l’interlocutore. E non a farlo conoscere per ciò che ha fatto o per ciò che farà, ma per ciò che è: traspare la personalità, cosa sempre più rara nella civiltà attuale, traspare il carattere. Fazio ci ha stupito, passando da imitatore a calciofilo pentito a miliardario censurato a nuvoletta del meteo a giornalista non ortodosso, pur non dimenticando di essere imitatore e doriano, genovese e milionario (intanto è cambiata la valuta).
Poi c’è Maurizio Milani, che non è bello da vedere ma parla di Moira Orfei e del Lambro e della segretaria della Rai. Lo zampino di quel matto di Galeotti (Fazio riuscirà a riportarlo in video come ai vecchi tempi?) e Michele Serra fa il resto. 9++


Ascoltiamo i "vecchi"

| buttato dentro il 5 Marzo 2005 | alle ore 11:32 | da | nelle categorie politica, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Mario Luzi ci ha lasciati lunedì scorso. L’on. S.B. non ha mostrato segni di tristezza, nel suo comunicato ufficiale. Il Signor Ciampi (uso Signore non a caso) invece ha partecipato con dolore alla perdita del poeta e con rammarico alla perdita del Senatore a vita. Rammarico perché, in questi tempi di maggioranza con la emme minuscola e di colpi di maggioranza con la emme minuscola, una voce libera e saggia come quella di Luzi stonava nei programmi governativi di riforma della Costituzione da carta fondamentale e carta fondamentale per pulirsi il didietro. Luzi non aveva scelto di fare politica, e infatti ne faceva il meno possibile. Ma non poteva soffrire che si sminuisse la Costituzione al punto da fargli mettere mano a Calderoli. Non capiva come fosse possibile che i nostri padri costituzionali, la resistenza e la condivisione di valori fosse distrutta da una parte politica sotto l’impulso di rozzi nordisti celoduristi. Non poteva nemmeno immaginare che i valori di Montesquieu si trasformassero nelle più fosche teorie di Hobbes.
E adesso chi glielo dice al Signor B. che quel comunista di Luzi è andato in paradiso” (testo di una vignetta di Giuseppe Culicchia)


Un anno senza Pantani

| buttato dentro il 14 Febbraio 2005 | alle ore 10:51 | da | nelle categorie sport, stra-cult | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

E se a Madonna di Campiglio tutto fosse filato liscio?
E se la stampa non lo avesse massacrato per tutta l’estate del ‘99?
E se i suoi “veri” amici gli fossero stati vicini sin dalle prime difficoltà?
E se i manager e la squadra avesse parlato subito della sua tossicodipendenza?
E se Don Gelmini fosse riuscito a portarlo con sé in Bolivia, lontano dai riflettori, dagli scandali e dalla solitudine interiore?
E se i giocatori di basket del Rimini si fossero accorti di qualcosa passando davanti alla sua camera in cui si era rinchiuso negli ultimi giorni?
E se… Continua…


La MTB come alternativa turistica in Valle d’Aosta

| buttato dentro il 31 Dicembre 2004 | alle ore 10:55 | da | nelle categorie aosta, cultura, sport, stra-cult | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per tediarvi ancora un po’, il “sottotitolo” di un project work che sto facendo e scrivendo. Inauguro così una nuova categoria, Accademic, in cui illustrerò le scoppiettanti novità dell’Università della Valle d’Aosta e delle sue colleghe in giro per il mondo. Ma ecco il tutto:
«Analizzando l’offerta turistica estiva in Valle d’Aosta, si può notare come negli ultimi anni questa si sia arricchita di nuovi prodotti. Tra di essi, un nuovo modo di concepire la Mountain Bike è arrivato anche nella nostra Regione, in ritardo di molti anni rispetto ad altre località dell’arco alpino.
Lanciarsi da una pista da sci con una bicicletta è ancora visto con cattivo occhio da molti: la sfida è quella della sicurezza, tramite guide esperte che già lavorano con profitto e tramite una regolamentazione (per ora inesistente) più attenta a tutti gli utenti della montagna.
Le località che hanno accettato di rimettersi in gioco sono per ora due, La Thuile e Pila: la MTB classica (il cross country), che pur si pratica in entrambe le località, ha lasciato il passo al freeride e al downhill, per ora limitato a Pila. Cervinia sta a guardare, puntando, come Pila, su alcuni eventi, ma non avendo ancora un’offerta definita.
La promozione e la qualità hanno dato i propri frutti, il prossimo passo è l’integrazione del biker con un sistema di offerta che è in gran parte inadatto e antiquato rispetto alle sue esigenze».


Tre Allegri Ragazzi Morti – Ponderano – 30/10/2004

| buttato dentro il 10 Novembre 2004 | alle ore 13:36 | da | nelle categorie musica, recensioni, stra-cult | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Sono stato sabato scorso, da buon ragazzo morto (come recita da anni ormai il mio avatar su vari forum e qui sul blog) a vedere e sentire i Tre Allegri al Babylonia di Ponderano a Biella (o di Biella a Ponderano). Che dire, ne è valso il viaggio (un’ora e mezza da una landa desolata all’altra) e la spesa. Un buon concerto (Davide ha sbagliato completamente una sola canzone) e Luca il batterista mi ha davvero stupito. Sono contento perché finalmente li ho potuti vedere, dopo che già altre due volte era saltato tutto…
Mi è piaciuto molto anche il gruppo spalla, le “Diva Scarlet” da Bologna. Un rock pulito ma abbastanza “muro del suono”.
Ritorno a casa con una sfilza di gadget e il ricordo di un’ora di emozioni (che cos’è sennò un concerto?)

Breve considerazione sul locale: non capisco come un locale come il Babylonia (molto bello, ma abbastanza piccolo e in un posto isolato) abbia un successo simile. Un concerto con nomi di spessore ogni settimana, ha ospitato gruppi come i QOTSA, i Melvins oltre a tutti gli italiani… Dee Dee Ramone… Mah!!


Miti moderni – bis

| buttato dentro il 16 Settembre 2004 | alle ore 20:54 | da | nelle categorie musica, politica, psico, stra-cult, tivì | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Per riprendere il discorso lasciato a metà nel post precedente, chi meglio di Arthur Fonzarelli potevo scegliere tra i miti di un’epoca (quella sì) irraggiungibile…
Abbordo il tema del mito divenuto tale grazie alla morte. Nessun discorso più squallido è mai stato udito da un essere dotato di un barlume di intelligenza. Kurt da Seattle è morto, è divenuto mito.
Jim da Melbourne e Jimi da Seattle, pure lui (Luciano da Correggio cantava “La forza della banda è nello star lontani / dai posti in cui son stati Brian, Janis, Jim e Jimi” – sto aprendo troppe parentesi) sono morti giovani e sono divenuti miti. Il Pirata Marco è morto giovane, è divenuto mito. Ovviamente si fanno sempre esempi parziali e soltanto a sostegno della propria delirante tesi.
Henry Winkler, il Fonzie di Milwakee, è un mito riconosciuto dell’iconografia anni 60 americana. Eppure è ancora vivo e vegeto. Il successo lo ha lasciato, ha interpretato qualche particina qua e là in film di serie B. È stato produttore esecutivo di Mac Gyver. Scommetto che non lo sapevate…
Eppure il mito c’è, ogni suo passaggio in TiVì riscuote successo e rievoca un’epoca passata. Forse miti di questo tipo non se ne vedranno più. O chissà. Magari i nostri nipoti avranno come mito rappresentativo degli anni 2000 Luke Perry (azz… questo esempio non regge… non lo ricorda già più nessuno adesso…) o lo sconosciuto Costantino (il Taricone post-Taricone… e a proposito, anche il palestrato filo-Dini doveva restare per sempre nell’immaginario collettivo, ma così non è stato).
Un mito nasce e si alimenta in base all’inconscio delle masse. È un fenomeno inspiegabile, o spiegabile solo in parte. È più facile pronosticare che Kerry si prenderà una scoppola da Bush, ovvio segno della malattia della democrazia americana, che prevedere un nuovo mito al posto della Barbie.
Che discorso idiota…


Miti moderni

| buttato dentro il 10 Settembre 2004 | alle ore 20:44 | da | nelle categorie musica, psico, stra-cult, tivì | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Assisto spesso, come spettatore o come lettore, ad accesi dibattiti sulla “questione mito”. Esistono ancora i miti oggi? Ci saranno ancora miti in futuro? Morire giovani serve per aumentare l’aura del mito?
Beh, mi sembrano semplicemente discorsi idioti di una generazione che ormai ha vissuto tutto. O forse no. Non ha vissuto niente: è solo stata sfiorata da un intorno che però non ha lasciato nulla.
Al giorno d’oggi non si provano più sensazioni, non si ha più entusiasmo per nulla. Tutto è a portata di mano, tutto è vicino e facile. Siamo talmente assuefatti da non riuscire a capire nemmeno le minacce che riceviamo dai vari coglionazzi di turno (Bush, Bin Laden, Putin…) talmente viviamo in una realtà ovattata e fuori dal mondo. Fuori da quel mondo che crediamo di dominare.
La musica non sarà mai come una volta, il rock è morto. Lennon, Morrison, Cobain: angeli morti che non avranno eredi, icone immortali ineguagliabili. Che bello sarebbe stato vivere nella Londra mod, nella Seattle del grunge, nella Chicago dei Bulls o nella Woodstock dei fattoni. I Red Hot e gli Oasis non sono più quelli degli esordi. I Simpson non sono più quelli di una volta, CSI e ER andrebbero aboliti perché non sono più originali e si trascinano solo per soldi. Il calcio era meglio quando era senza soldi (e qui ci scordiamo che i soldi mancano adesso, fino a pochi anni fa erano dieci volte tanto…), nessuno ci ridarà le emozioni di Pantani.
Una serie di luoghi comuni terrificanti. La mia opinione è che siamo talmente pieni di stimoli da non saper apprezzare nulla di quello che TiVì, sport, musica e vita ci presentano, appiattendo tutto all’attuale, togliendogli qualsiasi prospettiva con il passato, con il futuro, in un’atmosfera irreale di autodifesa dalle emozioni.
Dovremmo tornare a pensare di più con il cuore. So che mi avrete già preso per romanticone… O forse no, perché siete talmente appiattiti anche voi lettori che non sarete arrivati a leggere fino a questo punto del mio discorso psico-culturale.
Se, invece, avete resistito fino a qui, vi rinvio ad una probabile continuazione di questo discorso nei prossimi giorni. Spero di non aver troppo banalizzato la questione…


Ecco il nuovo CT. È ufficiale!!

| buttato dentro il 26 Giugno 2004 | alle ore 11:41 | da | nelle categorie musica, sport, stra-cult, tivì | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Lippi nuovo CT della Nazionale. Come possono dire che abbia esperienza?