Tradizione nella modernità

| buttato dentro il 26 ottobre 2008 | alle ore 12:09 | da | nelle categorie dio, domande | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , | se hai qualcosa da dire leggi il commento e aggiungine un altro » |

Esce la nuova versione della Bibbia: indiscrezioni dicono che l’assassino sia il maggiordomo


Libri da non leggere #02 – Lavorazioni ammissibili

| buttato dentro il 29 gennaio 2008 | alle ore 10:28 | da | nelle categorie aosta, cultura, politica, recensioni, satira | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Riprende la rubrica “Libri da non leggere”. Dopo i molti consigli letterari del passato, un volume che mi ha lasciato basito.

Volendo leggere un testo con un fondamento storico più autorevole, consiglio “Le cronache di Narnia” di Clive S. Lewis, o “Harry Potter” di Joanne K. Rowling. Volendo un libro con maggiore autorevolezza scientifica, “La storia infinita” di Michael Ende, o “Una storia italiana” di Silvio Berlusconi. Volendo un testo di legge più facilmente interpretabile, la “legge Cirami” sul legittimo sospetto o l’articolo 59 della Costituzione, che regolamenta il numero dei Senatori a vita.

Al di là della satira di bassa lega qui sopra, non ho la competenza in materia per mettermi a discutere di cosa sia “tradizione” o cosa non lo sia: ma osservando la legge, si capisce che non hanno le idee chiare nemmeno in assessorato. L’artigianato valdostano è in una fase cruciale del proprio sviluppo: la fiera di Sant’Orso invade ormai tutta Aosta, l’atelier des métiers occupa l’intera piazza Chanoux senza che vi siano possibilità di ampliarlo. Gli appuntamenti sparsi sul territorio regionale tutto l’anno sono molti, e spesso lasciano a desiderare proprio nell’aspetto qualitativo. Quindi bisogna scremare, trovare dei criteri qualitativi e quantitativi per non fermare la crescita del settore, ma per fargli fare un salto di qualità.
In generale, le migliori soluzioni sono quelle che valorizzano, non quelle che stroncano: posso vendere una camicia che vale 50 euro a 100, ma non lo farò dicendo che “da settembre a dicembre aumento il prezzo del 100%“, dirò che da gennaio in poi “ci sono i saldi, del 50%“. Se anziché spaccarsi la testa (e spaccare i maroni) alla gente decidendo cosa è “tradizione” e cosa non lo è, si fosse deciso di “premiare” chi segue la tradizione, attribuendo un marchio di qualità alle produzioni più autorevoli, e “premiare” chi fa arte, anziché declassare ed emarginare, tutto sarebbe suonato bene, come succede sempre.
E poi, diciamocelo, cos’è la tradizione? E’ tradizione la scultura, che fino a 60-70 anni fa non esisteva in fiera? Non è tradizione la colorazione del legno solo perché fino a 25 anni fa nessuno lo faceva, al di fuori delle chiese? Una abitudine diventa tradizione quando è meritevole di esserlo: la festa della comunità calabrese di Aosta è tutt’altro che una tradizione storica, ma è comunque meritevole di tutela, e i politici vi si impegnano in prima persona (per tornaconto o per buon cuore, la scelta è lasciata ai lettori). Continua…


Perché odiamo così tanto i prati?

| buttato dentro il 25 gennaio 2007 | alle ore 20:19 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Il Comune di Saint-Christophe, alle porte di Aosta, ha approvato la costruzione di un’arena per la battaglia delle mucche. 700.000 euro per creare degli spalti e farci combattere dentro delle bovine. Iniziativa strana già di per sé, con tutti gli stadi che ci sono in zona, lo è ancora di più se si pensa che questa “arena” sorgerà a poche centinaia di metri dall’Arena della Croix Noire, altra cattedrale nel deserto aostano, sorta negli anni ’80 per ospitare le batailles des reines e utilizzata 4-5 volte l’anno.
Ma, mi chiedo, siamo noi valdostani ad odiare così tanto i prati da volerci costruire a tutti i costi qualcosa?
Siamo noi valdostani che sprechiamo così tanti soldi per opere futili e mastodontiche?
Siamo solo noi valdostani che abbiamo il buon tempo di lamentarci per i buoni benzina che l’UE vorrebbe toglierci e invece di spendere soldi per opere utili (palazzetto dello sport, auditorium, fiera, ospedale) li immobilizziamo in opere da usare solo “nelle feste”?

Non metto in dubbio lo spettacolo, la passione, la tradizione. Ma porca vacca, chi sentiva il bisogno di spendere quasi un milione di euro per una brutta copia di una struttura che c’è già?


Bataille des reines – E ‘mo vi informo io…

| buttato dentro il 23 ottobre 2006 | alle ore 12:08 | da | nelle categorie aosta, politica | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Un anno fa circa, segnalavo una nuova iniziativa: l’abbinamento di una delle quattro lotterie nazionali alla “Bataille des reines”, tradizione moderna valdostana della battaglia organizzata tra bovine. Che il senatore Rollandin aveva portato avanti (e ne esultava sul suo sito personale), e che è stata approvata per decreto del Ministero dell’Economia.
Ebbene, ad un anno di distanza dall’approvazione dell’abbinamento, ieri si è svolta la finale regionale che ha incoronato Venise regina delle regine. Della lotteria abbinata, nessuna notizia. Nessuna notizia durante la cronaca (in diretta regionale su Raitre, per la gioia dei molti politici presenzialisti), nessuna notizia sui giornali.
Ebbene, l’estrazione, secondo il sito delle lotterie nazionali (lotteriaitalia.net, è avvenuta il 6 settembre scorso. A vincere il secondo premio della lotteria “Lotteria per la Pace e della Buona Azione – Bataille des Reines di Aosta – Palio di Sant’Anna di Ischia”, abbinato all’evento aostano è stato il possessore di un biglietto acquistato a Palermo, che si è portato a casa 100.000 euro. Continua…