[Votantoine] … gli ultimi sussulti in Consiglio comunale in attesa del grande giorno

| buttato dentro il 9 Aprile 2010 | alle ore 20:45 | da | nelle categorie articoli veri | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Paolo Conte consigliava: “non perderti per niente al mondo / lo spettacolo d’arte varia / di uno innamorato di te“: il corteggiamento è terminato, e in Consiglio comunale ad Aosta ci sono stati gli ultimi sussulti di opposizione di Ettore Viérin – “qui parlate ancora dell’Aosta – Martigny, ma è finito il tempo delle favole” – e gli ultimi scampoli di maggioranza di Alder Tonino – “votiamo a favore per senso si responsabilità“. Proprio nelle ore dell’assemblea, infatti, veniva ufficializzato il matrimonio tra Union Valdôtaine e Popolo della Libertà, scaricando il Partito Democratico. In Consiglio nessuno se ne è accorto: questa volta, come tante altre, la politica si è fatta lontano da piazza Chanoux. Buona lettura su AostaSera.it


Aereo precipita nel fiume Buthier. Gli ambientalisti: «Povere cornacchie»

| buttato dentro il 16 Gennaio 2009 | alle ore 16:04 | da | nelle categorie aosta, satira | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire leggi i 4 commenti e aggiungine un altro » |

New York 16 gennaioUno stormo di cornacchie – che in Valle d’Aosta secondo tradizione portano neve – è stato centrato in pieno da un Dornier della compagnia Air Vallée in partenza dallo scalo internazionale “Corrado Gex” di Aosta e diretto a Londra Heathrow, ed è la causa dello spettacolare incidente che, nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio, ha costretto il comandante Antoine “Tueno” Barmasse ad un ammaraggio d’emergenza nel fiume Buthier, tra i numerosi ponti che lo attraversano, nei pressi dell’Arco d’Augusto.
«Ho notato subito la perdita di potenza di uno dei due motori – commenta Tueno – ho spento il secondo e mi sono guardato attorno, per tentare un atterraggio di emergenza». Con le alte vette che circondano la città non è possibile virare e tornare in zona aeroporto, e la zona del Mont Fleury è appena stata concimato con abbondante dreudze locale: «Solo un folle avrebbe tentato di atterrare là, rischiando di rimanere impantanato», sdrammatizza Barmasse. Così il comandante, con anni di esperienza internazionale, prima sulle rotte tra Aosta e il Sudamerica e poi sui velivoli verso lo scalo londinese, ha tentato l’impossibile: «Negli ultimi anni, gli spazi liberi attorno alla città sono spariti – prosegue il nuovo eroe nazionale rossonero – e meno male che non hanno costruito anche un ospedale fuori città, ma hanno lasciato costruire soltanto capannoni. E si sa, non si può riempire una città di capannoni, non servono a nessuno. Così ho scelto l’ultimo spazio libero di fiume». Continua…


Libri da non leggere #02 – Lavorazioni ammissibili

| buttato dentro il 29 Gennaio 2008 | alle ore 10:28 | da | nelle categorie aosta, cultura, politica, recensioni, satira | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Riprende la rubrica “Libri da non leggere”. Dopo i molti consigli letterari del passato, un volume che mi ha lasciato basito.

Volendo leggere un testo con un fondamento storico più autorevole, consiglio “Le cronache di Narnia” di Clive S. Lewis, o “Harry Potter” di Joanne K. Rowling. Volendo un libro con maggiore autorevolezza scientifica, “La storia infinita” di Michael Ende, o “Una storia italiana” di Silvio Berlusconi. Volendo un testo di legge più facilmente interpretabile, la “legge Cirami” sul legittimo sospetto o l’articolo 59 della Costituzione, che regolamenta il numero dei Senatori a vita.

Al di là della satira di bassa lega qui sopra, non ho la competenza in materia per mettermi a discutere di cosa sia “tradizione” o cosa non lo sia: ma osservando la legge, si capisce che non hanno le idee chiare nemmeno in assessorato. L’artigianato valdostano è in una fase cruciale del proprio sviluppo: la fiera di Sant’Orso invade ormai tutta Aosta, l’atelier des métiers occupa l’intera piazza Chanoux senza che vi siano possibilità di ampliarlo. Gli appuntamenti sparsi sul territorio regionale tutto l’anno sono molti, e spesso lasciano a desiderare proprio nell’aspetto qualitativo. Quindi bisogna scremare, trovare dei criteri qualitativi e quantitativi per non fermare la crescita del settore, ma per fargli fare un salto di qualità.
In generale, le migliori soluzioni sono quelle che valorizzano, non quelle che stroncano: posso vendere una camicia che vale 50 euro a 100, ma non lo farò dicendo che “da settembre a dicembre aumento il prezzo del 100%“, dirò che da gennaio in poi “ci sono i saldi, del 50%“. Se anziché spaccarsi la testa (e spaccare i maroni) alla gente decidendo cosa è “tradizione” e cosa non lo è, si fosse deciso di “premiare” chi segue la tradizione, attribuendo un marchio di qualità alle produzioni più autorevoli, e “premiare” chi fa arte, anziché declassare ed emarginare, tutto sarebbe suonato bene, come succede sempre.
E poi, diciamocelo, cos’è la tradizione? E’ tradizione la scultura, che fino a 60-70 anni fa non esisteva in fiera? Non è tradizione la colorazione del legno solo perché fino a 25 anni fa nessuno lo faceva, al di fuori delle chiese? Una abitudine diventa tradizione quando è meritevole di esserlo: la festa della comunità calabrese di Aosta è tutt’altro che una tradizione storica, ma è comunque meritevole di tutela, e i politici vi si impegnano in prima persona (per tornaconto o per buon cuore, la scelta è lasciata ai lettori). Continua…


Vips dei grandi vs. Vips dei piccoli

| buttato dentro il 9 Dicembre 2007 | alle ore 20:49 | da | nelle categorie aosta, cultura, storie di vita vissuta | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

8 dicembre, ore 19.00, Aosta, piazza Chanoux, detta anche “quella principale”.
Inaugurazione della pista di pattinaggio su ghiaccio, con Roberto Ciufoli, detto anche “il pelato della Premiata Ditta” e Cristina Chiabotto, detta anche “plin plin”, accompagnati da uno stuolo di vippini e pattinatori più o meno noti, da Beautiful e “Sbattendo le chiappe sul ghiaccio con le stelle” o come si chiamava, supportati dagli immancabili politici locali.
Luci colorate, fotografi assiepati, acrobati appesi ad un cavo che scende da una enorme gru, un’ex miss Italia la cui bellezza riesce a passare attraverso i sette strati di abiti in cui è infagottata ed un quasi comico, tutti contemporaneamente ad Aosta: un evento, un delirio. Piazza piena, i bambini sono tanti.
Io son lì a far foto e a sentire che aria tira: fa freddo.
Un bambino con un orrendo berrettino, di quelli con i capelli finti arancioni che sbucano dalla cima, mi si avvicina.
Bimbo: «Ciao»
mm: «Ciao!»
Bimbo: «Senti…»
mm: «Dimmi»
Bimbo: «Tu sai chi è che guida la gru?»

Nell’immagine ©AM, Cristina Chiabotto ad Aosta


Libri da non leggere #01 – Enciclopedia della Valle d’Aosta

| buttato dentro il 29 Dicembre 2006 | alle ore 20:29 | da | nelle categorie aosta, cultura, recensioni | parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio , , , , , , , , , , | se hai qualcosa da dire scrivilo qui » |

Inauguro la rubrica “Libri da non leggere”, dopo i molti consigli letterari dei mesi passati, con un libro enciclopedico che mi ha completamente deluso, nonostante la qualità degli autori e dell’editore lasciassero credere in un’iniziativa lodevole. Si tratta dell'”Enciclopedia della Valle d’Aosta”. Titolo inadatto. Si fosse chiamato “Enciclopedia dell’alpinismo valdostano” sarebbe stato più sincero.

Per apparire infatti nell’elenco alfabetico, seconda parte del volume, occorre essere titolari di un’ascesa mitica, di un’impresa titanica in montagna… della scalata dell’albero di Natale di piazza Chanoux ad Aosta.
La parola “alpinista” appare nella descrizione didascalica di gran parte delle persone inserite, nella maggior parte dei casi fuori luogo, togliendo spazio a chi ha fatto davvero la storia della Regione, storicamente e politicamente. Figure importanti della lotta partigiana, dell’amministrazione pubblica, della cultura, dello sport sono completamente assenti, per altre testimonia la loro esistenza soltanto un trafiletto. Chi ha contribuito alla nascita della Regione, alla sua autonomia, ha meno spazio di un qualche alpinista ottocentesco che ha aperto una via sul Mont Chétif o sulla cima Longhede. Per non parlare poi della marea di imprecisioni geografiche, che da amanti e conoscitori della regione non ci si aspetterebbe.
Insomma, tenetevi in tasca una trentina di euro e andate a farvi una passeggiata in montagna: se aprirete una nuova via alpinistica avrete sicuramente spazio nella nuova edizione del libro. Altro che fare la muffa in qualche ufficio del potere o acculturarsi, leggendo e scrivendo testi attendibili… Continua…